Ancora giornalisti nel mirino. Ancora in Calabria a testimonianza del fatto che non è semplice fare informazione in una terra in cui la legge dello Stato spesso deve convivere con la prepotenza della ‘ndrangheta. Prepotenza che, in provincia di Reggio, è sinonimo di violenza. Da ieri notte lo sa bene anche Ilario Filippone, il giornalista di Calabria Ora che, a Locri, ha visto saltare in aria la sua auto, una Renault Modus appena acquistata. Ignoti hanno piazzato, sotto la macchina un ordigno, probabilmente collegato a liquido infiammabile.

Lello, così lo chiamano i colleghi, si occupa prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria. Segue i processi contro lo cosche della Locride e questo, spesso, lo porta a scrivere dei mafiosi della sua zona. A volte della sua stessa cittadina. Oltre a distruggere la sua auto, i delinquenti hanno anche rotto la cassetta della posta dell’abitazione in cui vive il giornalista. A sentire il boato provocato dall’ordigno e ad accorgersi delle fiamme sono state la madre e la sorella di Lello. Avvertiti immediatamente i carabinieri e i vigili del fuoco, gli inquirenti hanno iniziato le indagini sequestrando i filmati ripresi da una telecamera di sicurezza posta in un distributore di carburante nelle vicinanze del luogo dell’attentato.