Dopo le indagini sui presunti brogli al seggio dello Zen, oggi i carabinieri sono tornati nella sede del Partito democratico per acquisire anche il verbale dei votanti di un altro gazebo, quello della centralissima piazza Indipendenza. Dopo la notizia dell’indagine della procura i garanti delle primarie aveva annullato l’esito delle votazioni nel seggio incriminato. Anche senza i voti dello Zen i “tre saggi” del centrosinistra aveva comunque decretato vincitore delle primarie Fabrizio Ferrandelli, che ha staccato Rita Borsellino di appena 126 preferenze.

Una vittoria di Pirro quella dell’ex golden boy di Leoluca Orlando, che infatti si è trovato nei giorni scorsi a dover mediare con gli alleati di coalizione che non sembrano assolutamente intenzionati a sostenerlo. Il nome di Ferrandelli non è finora riuscito a unire i partiti di centrosinistra. In particolare l’Italia dei valori di Leoluca Orlando sembra intenzionata a candidare ugualmente Rita Borsellino al primo turno. O in alternativa a puntare su altro concorrente sindaco che sia comunque diverso da Ferrandelli. Nonostante abbia vinto ufficialmente le primarie quindi l’ex capogruppo di Idv in consiglio comunale si è trovato alla fine senza una coalizione unita a sostenerlo.

Adesso però tutto potrebbe cambiare ancora una volta. L’inchiesta della magistratura si sta allargando a macchia d’olio. E se venissero riscontrate irregolarità anche nei voti del gazebo di piazza Indipendenza anche la vittoria di Ferrandelli potrebbe essere messa in discussione.

Nel seggio che da questo pomeriggio è al vaglio degl’inquirenti infatti Ferrandelli ha ottenuto 661 voti, ben 246 in più di Rita Borsellino. E se i garanti, come già fatto con lo Zen, decidessero di annullare anche i voti di piazza Indipendenza sarebbe Rita Borsellino a vincere.

L’indagine della magistratura era scattata durante le operazioni di voto del 4 marzo: un rappresentante di lista della Borsellino aveva infatti denunciato la presenza di una donna nei pressi del gazebo dello Zen che invitava i cittadini a votare Ferrandelli in cambio di un euro. Sotto inchiesta era finita Francesca Trapani, rappresentante di lista di Ferrandelli, trovata in possesso di cinquanta certificati elettorali.

E se Ferrandelli si dice “sereno che la magistratura faccia chiarezza” il segretario provinciale del Pd Enzo Di Girolamo cerca di smorzare i toni “Si sta alzando un polverone mediatico basato sul nulla: non c’è stato nessun sequestro nella sede del Pd in relazione alle primarie. Semplicemente nei giorni scorsi i carabinieri hanno chiesto di acquisire una copia del verbale del seggio ‘ di piazza Indipendenza e naturalmente hanno trovato da parte nostra la massima collaborazione”.