Cancellieri: “Margini non ce ne sono: l’opera è di valore fondamentale per il Paese”; Cota: “la Tav rappresenta un’apertura psicologica all’Europa”; Monti: “Non cambiamo linea”; Passera: “I lavori devono andare avanti”; Chiamparino: “Tav è futuro”; Cota, Fassino, Saitta: “Tav strategica per il Piemonte”; Maroni:“I lavori per la Tav devono partire e partiranno”; Berlusconi: “Opera fondamentale”.

Ho raccolto così, a caso, un po’ di affermazioni sulla Tav pronunciate in questi ultimi mesi. Se andate su Google e cercate i pronunciamenti dei leader politici sulla Tav troverete solo stupidate, banalità, frasi autoreferenziali: è il vuoto al potere. Non troverete una, dico una spiegazione, uno straccio di spiegazione benché minima di cosa serva la Tav. Un po’ perché non lo sanno: pensate che il nostro premier dalla faccia triste od il suo sodale dal cognome ginecologico sappiano che i volumi di traffico fra Italia e Francia sono in drastica riduzione da più di dieci anni e che la linea attuale è ampiamente sottoutilizzata? Un po’ perché sanno che serve a far girare soldi, tanti soldi e questo gli basta.

Per non parlare del dialogo: da sempre i politici dell’esecutivo non si fanno vedere qui in valle. E per forza, non possono sostenere il dialogo, gli mancano le ragioni.

Poi si dice che la gente qui è incazzata. Ovvio che è incazzata, e tanto anche! Vorrei un po’ vedere voi se vi dicessero che vi tireranno giù la casa (se abitate alla frazione San Giuliano di Susa vi capiterà) o che vi passeranno centinaia di Tir sotto le finestre tutti i giorni, o che magari vi ammalerete per via dei lavori, e non vi offrano uno straccio di ragione che è una per giustificare tutto questo. Vorrei proprio vedere!