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La scelta più economica contro l’aumento dei tumori a Napoli: fare prevenzione primaria

Senza una riduzione dei casi, in Campania come in tutta Italia, il SSN non può sostenere l’incremento irrefrenabile della spesa per curarci specie dei farmaci oncologici sotto brevetto
La scelta più economica contro l’aumento dei tumori a Napoli: fare prevenzione primaria
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“Ricordatevi che vivere è missione, è dovere, è dolore! Ognuno di noi deve avere il suo posto di combattimento” (San Giuseppe Moscati 1923)

Tradizionalmente l’economia sanitaria viene interpretata come disciplina finalizzata all’ottimizzazione dell’impiego delle risorse disponibili per garantire appropriatezza, efficacia ed equità delle cure. Tuttavia, nell’attuale contesto epidemiologico, essa non può più limitarsi all’analisi dei costi dell’assistenza, ma deve necessariamente includere la valutazione economica dei determinanti ambientali della salute. Le evidenze scientifiche accumulate negli ultimi decenni dimostrano che una quota rilevante del carico di malattia è attribuibile a esposizioni ambientali evitabili. L’inquinamento atmosferico, la contaminazione delle matrici idriche e alimentari, l’esposizione a sostanze persistenti quali diossine, PCB, PFAS e microplastiche, insieme agli effetti dei cambiamenti climatici, contribuiscono in misura significativa all’incidenza di patologie cardiovascolari, oncologiche, respiratorie, metaboliche e neurodegenerative.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e numerose agenzie internazionali hanno documentato come la Prevenzione delle esposizioni ambientali (Prevenzione Primaria) rappresenti una delle più efficaci strategie di riduzione del “burden of disease”. Ciò assume particolare rilevanza in territori caratterizzati da elevata pressione ambientale, dove gli effetti delle singole fonti emissive tendono a sommarsi e a interagire nel tempo attraverso fenomeni di esposizione cumulativa. Da un punto di vista economico, la conseguenza è evidente. L’aumento dell’incidenza delle malattie croniche determina una crescita costante della domanda di prestazioni sanitarie, dell’utilizzo di tecnologie diagnostiche avanzate, del consumo di farmaci innovativi e della necessità di percorsi assistenziali sempre più complessi.

Il risultato è un progressivo incremento della spesa sanitaria che viene generalmente affrontato solo come problema organizzativo o finanziario, senza adeguata attenzione alle sue cause “upstream”. In altre parole, il Servizio Sanitario Nazionale continua a sostenere costi crescenti per la gestione delle conseguenze cliniche dell’inquinamento, mentre gli investimenti destinati alla Prevenzione Primaria restano ampiamente insufficienti rispetto all’entità del problema.

In Campania, il fenomeno noto come “Terra dei Fuochi” ha determinato nei soli ultimi 40 anni, per mancata Prevenzione Primaria della corretta gestione dei rifiuti speciali nei nostri territori, i peggiori dati sanitari specie per cancro di cui soltanto in questi giorni del 2026, dopo l’aggiornamento dei dati dei registri tumori suddivisi per distretto, la politica regionale e nazionale ha preso atto. La letteratura internazionale mostra come gli interventi di riduzione delle emissioni inquinanti, di bonifica ambientale e di controllo delle esposizioni tossiche siano associati a benefici sanitari misurabili e a significativi risparmi economici nel medio e lungo periodo. In tale prospettiva, la Prevenzione Primaria non rappresenta soltanto un obiettivo etico e sanitario, ma anche la scelta economica più razionale.

“Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.” Giuseppe Moscati 1922

Quale economista sanitario ho scelto così a suo tempo di diventare un medico dell’Ambiente. Senza riduzione dei casi incidenti, in Campania come in tutta Italia, il nostro meraviglioso Sistema Sanitario Nazionale pubblico, solidale ed universale, non può sostenere l’incremento irrefrenabile della spesa per curarci in generale e in particolare la spesa farmaceutica dei farmaci oncologici sotto brevetto. Grazie ad un impegno costante ed ostinato negli ultimi venti anni sono riuscito ad ottenere nel 2026 i dati aggiornati e per quartiere di Napoli di incidenza di cancro a Napoli.

La semplice lettura dei dati certifica a Napoli città un eccessivo sviluppo non controllato e dannoso per la salute pubblica di porto e aeroporto intra-cittadini. Obbligare il porto ad elettrificare le banchine e l’aeroporto a ridimensionarsi, in analogia con Ciampino, sviluppando Grazzanise, vale molto di più delle migliori cure oggi disponibili per curare il cancro. La sostenibilità futura del Servizio Sanitario Nazionale dipenderà infatti non solo dalla capacità di curare meglio, ma soprattutto dalla capacità di ridurre l’incidenza delle malattie prevenibili. In questo senso l’economia sanitaria e la Prevenzione Primaria non costituiscono ambiti distinti, bensì due aspetti della stessa strategia di tutela della salute pubblica: investire nell’Ambiente significa investire nella Salute; investire nella Salute significa garantire la sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale.

“Non la Scienza, ma la Carità ha trasformato il mondo” (San Giuseppe Moscati1922]

Nel 2027 festeggeremo cento anni dalla morte di San Giuseppe Moscati e sarà anche l’anno del mio pensionamento. Il 14 agosto 2026 compirò il mio 69esimo compleanno e l’ottavo anno da napoletano ammalato di cancro contribuendo al nostro record negativo di livello nazionale.

Dedicherò tutto il tempo che mi resta non solo a recuperare e diffondere gli insegnamenti di Moscati ma soprattutto a formare i giovani su tutela dell’Ambiente Prevenzione e Farmacoeconomia illustrando le differenze tra la Medicina di Moscati del 1927 e quella in cui viviamo oggi nel 2027. Desidero creare un Corso di Insegnamento Universitario libero e gratuito: Prevenzione Primaria (Bioetica Ambientale) e Farmacoeconomia (Farmacosofia). L’alfa e l’omega della Medicina del terzo millennio che il Dio Denaro non vuole farci conoscere e studiare.

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