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Il lupo di Camaiore che attacca un bambino? Una bufala. Ecco come sono andati i fatti

La Regione Toscana e i carabinieri forestali lo confermano: il lupo di Camaiore non ha mai aggredito il bambino. La famiglia era in casa
Il lupo di Camaiore che attacca un bambino? Una bufala. Ecco come sono andati i fatti
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I fatti esposti, dopo l’incidente avvenuto sabato 18 luglio, non trovavano conferme. Eppure la storia del “cane eroe” che riuscendo a difendere il bambino di due anni della propria famiglia viene ucciso dal lupo cattivo, è rimbalzata ovunque. Ora è arrivata la conferma ufficiale di ciò che, invece, veniva raccontato in queste ore. Vale a dire la versione che cambia completamente la dinamica di ciò che è accaduto a Orbicciano, frazione di Camaiore, in provincia di Lucca: il lupo che attacca il bambino non è mai esistito.

Una certa parte politica ha soffiato sulla vicenda, per come era stata veicolata. Lo stesso hanno fatto i cacciatori. E pure migliaia di persone, che hanno espresso il proprio assenso a fare di uccisioni, più o meno generalizzate, dei grandi carnivori che starebbero invadendo le nostre strade. Ma adesso gli accertamenti della Regione Toscana, dei carabinieri forestali e della polizia locale hanno stabilito che nessun bambino è mai stato aggredito. Anzi: quando il lupo è uscito dal bosco, con cui confina, senza recinzione, il giardino della famiglia coinvolta, la famiglia era all’interno della casa. Fuori, intanto – questo sì – la loro meticcia di sette anni, Destiny, si è scontrata col lupo, perdendo la vita. Quando le persone sono uscite di casa, il predatore aveva già fatto perdere le proprie tracce da tempo: il corpo di Destiny è stato trovato il giorno successivo.

Sulla vicenda, intervistato dai microfoni di Canale 5, è intervenuto anche il sindaco, Marcello Pierucci: “Non c’è stato alcun attacco diretto a un essere umano. Destiny ha certamente difeso il suo ambito familiare”. L’associazione Io non ho paura del lupo ha commentato che ​”la predazione di cani lasciati incustoditi, soprattutto se di piccola taglia e in assenza dell’uomo, è un fenomeno conosciuto, documentato nella letteratura scientifica e segnalato in diversi Paesi europei. Raccontare questo significa fare informazione. Trasformarlo nell’ennesima storia del ‘lupo che attacca i bambini’ significa invece costruire una narrazione falsa“. L’associazione sottolinea che aver rilanciato la ricostruzione sbagliata ha alimentato “paura, ostilità e richieste di interventi sempre più estremi nei confronti del lupo. Su temi che riguardano la sicurezza pubblica e la gestione della fauna selvatica non c’è spazio per il sensazionalismo. Servono rigore, verifiche e responsabilità”.

Anche ilFattoQuotidiano.it ha pubblicato un articolo con la prima versione dei fatti, contando sulle fonti che in quel momento aveva a disposizione. Per questo chiede scusa a lettrici e lettori.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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