Caro carburanti, il gasolio supera il picco storico di marzo 2022: +14,5% in tre settimane. Governo immobile di fronte alla stangata
La crisi in Medio Oriente fa schizzare le quotazioni dei carburanti a livelli da allarme rosso. Il gasolio non era mai costato così tanto. Venerdì il prezzo medio del pieno in modalità self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit i 2,161 euro al litro, superando il precedente picco di 2,154 euro registrato il 14 marzo 2022, poco dopo dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Anche la benzina continua a salire, attestandosi a 1,968 euro al litro, mentre in autostrada i prezzi sono ancora più elevati: 2,228 euro per il gasolio e 2,059 euro per la benzina. La corsa dei prezzi, che hanno ovviamente rialzato la testa dopo che il governo Meloni il 4 luglio non ha rinnovato lo sconto sulle accise, si è accentuata dopo la fine della tregua tra Usa e Iran ufficializzata da Donald Trump l’8 luglio. Stando ai dati settimanali diffusi dal ministero dell’Ambiente, il 6 luglio il diesel self costava in media 1,887 euro al litro: l’aumento da allora è stato di 27,4 centesimi al litro, +14,5%. Nello stesso periodo la benzina è passata da 1,810 a 1,968 euro al litro, con un rincaro di 15,8 centesimi (+8,7%).
L’impennata dei carburanti arriva nel pieno delle partenze estive e si traduce in una nuova stangata per chi si mette in viaggio per le vacanze. Facile.it ha stimato nei giorni scorsi che tra luglio e agosto gli automobilisti potrebbero spendere per fare rifornimento quasi 1,5 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno (10,5 miliardi contro i 9 pagati tra luglio e agosto 2025). Silenzio dal governo, impegnato evidentemente in altre urgenze come rendere imputabili i minorenni. Giovedì in consiglio dei ministri non sono infatti state adottate misure ad hoc. La premier Giorgia Meloni non ha detto una parola sulla stangata in arrivo. Due giorni fa il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, aveva ipotizzato “se necessario” un nuovo intervento sulle accise – pure per sua stessa ammissione iniquo perché favorisce di più chi ha redditi alti, ma il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha poi chiarito che dopo i 2 miliardi spesi per calmierarle a partire da marzo ora l’unica possibilità è riattivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che consente di “restituire” ai consumatori il maggiore gettito Iva incassato dallo Stato. Per ora non ci sono le condizioni, perché prima occorre avere i dati sull’extra-gettito Iva di luglio. Urso ieri sera non si è presentato in conferenza stampa, durante la quale sarebbero con tutta probabilità arrivate domande su come e quando si intenda muoversi.
Secondo l’Unione nazionale consumatori, dall’inizio di luglio il rincaro si traduce in un aggravio di circa 14 euro per un pieno di 50 litri di gasolio sulla rete ordinaria, mentre per la benzina l’aumento è di oltre 8 euro. “Il governo farebbe bene a smettere di prendere in giro gli italiani prospettando futuri interventi”, attacca il presidente Massimiliano Dona, chiedendo un nuovo taglio delle accise almeno pari a quello introdotto nel 2022 dal governo Draghi.
Le opposizioni attaccano e chiedono a loro volta un intervento immediato. La segretaria del Pd Elly Schlein ripete che occorre attivare subito il meccanismo delle accise mobili per restituire ai cittadini parte dell’extragettito Iva e accusando il governo di non affrontare “i problemi concreti” dei milioni di italiani che “dovranno fare vacanze più brevi”, di “quelli che stanno partendo” e “quelli che lavorano ogni giorno prendendo la macchina”. Dal Movimento 5 Stelle Chiara Appendino coglie la palla al balzo e ricorda le promesse sull’abolizione delle accise fatte da Meloni quando era all’opposizione. “Giorgia, prendi la macchina e vai a fare il pieno: gasolio a 2,16 euro al litro, 2,23 euro in autostrada. Proprio davanti a una pompa di benzina promettevi di abolire le accise quando eri all’opposizione: poi sei andata al governo e non solo le hai aumentate ma hai anche lasciato scadere lo sconto il 3 luglio, alla vigilia delle partenze. E in quasi quattro anni, l’unica idea del tuo Ministro Urso è stata il cartello del prezzo medio regionale, utile solo a fingere di agire e scaricare la colpa sui benzinai. Quindi guardalo bene quel prezzo. Poi torna a Palazzo Chigi e fai ciò che avevi promesso. Perché gli italiani stanno pagando caro e salato il vostro tradimento“.