La showgirl Barbara Guerra

Altre due ragazze coinvolte nelle notti di Arcore, Barbara Guerra e Iris Berardi, si sono costituite parte civile al processo per favoreggiamento e induzione alla prostituzione in corso a Milano, ma solo nei confronti di Nicole Minetti, e non degli altri due imputati Emilio Fede e Lele Mora. La stessa scelta era stata fatta nella scorsa udienza dalle giovanissime miss piemontesi Ambra Battilana e Chiara Danese, e dalla modella marocchina Imane Fadil. Oggi la corte presieduta dal giudice Annamaria Gatto ha ammesso tutte le cinque richieste. Nessun’altra delle 33 ragazze a cui era stato notificato il decreto del giudizio avviato come persone offese si è presentata oggi in aula o ha manifestato la volontà di costituirsi. Il processo riguarda anche l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile relativo al caso Ruby.

Guerra e Berardi sono state “vittime e persone offese” dei festini organizzati dall’ex premier Silvio Berlusconi nella sua residenza di Villa San Martino ad Arcore, ha spiegato il loro legale Luigi Faggella. Nella scorsa udienza il giudice della quinta sezione penale di Milano Anna Maria Gatto aveva disposto di notificare il decreto a tutte le ragazze maggiorenni – il processo  perché, secondo una recente giurisprudenza, anche le persone che subiscono il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione sono da considerarsi “vittime” e persone offese da reato.

Nella richiesta di costituzione le due giovani lamentano un “danno morale”, mentre, come ha aggiunto l’avvocato, “il danno all’immagine è nei fatti ed è dovuto al battage pubblicitario del processo”. Berardi e Guerra chiedono di essere parti civili solo contro l’attuale consigliere regionale lombardo perché, “i fatti che le riguardano sono da ascriversi alla sola Minetti”. L’avvocato ha fatto riferimento ai principi espressi nell’ordinanza del giudice ovvero alla “libertà di autodeterminazione nella sfera sessuale della donna e alla dignità della persona”.

Decidendo di ammettere tutte le richieste, il collegio ha riconosciuto che le ragazze possono avere subito un danno dalla partecipazione alle feste ad Arcore nella residenza di Silvio Berlusconi. Negli atti di costituzione, Battilana e Danese hanno lamentato di avere subito una “profonda sofferenza per essere state considerate meretrici”, pur essendo “scappate” dalla villa dell’ex premier dopo avere assistito a scene a sfondo sessuale. Hanno sotenuto di avere patito un “notevole danno morale”, mentre Imane Fadil ha fatto riferimento a una compressione nella sfera di autodeterminazione della libertà sessuale. “Si farà luce su tante cose in questo processo”, ha commentato la 27enne marocchina.

Ambra Battilana, giovanissima torinese portata ad Arcore da Fede il 22 agosto 2010, è uscita dall’aula in lacrime dopo aver sentito le argomentazioni delle difese contro la costituzione di parte civile. Per i legali degli imputati, il fatto di non aver concesso nulla di sessualmente rilevante, non rende “perfezionato il reato di induzione della prostituzione”.