L’intervento in diretta di Enrico Mentana nel tg delle 20 di La7 non chiarisce del tutto il giallo del pomeriggio. Anzi, complica le cose. Perché il direttore non solo non ritira le dimissioni – “O ci sarà un chiarimento o non potrò continuare a lavorare con persone che mi hanno denunciato” – ma nega anche fermamente le indiscrezioni su un possibile approdo al Tg1 dopo la rimozione di Augusto Minzolini: “Se mai dovessi andarmene di qui – spiega il giornalista – di certo non andrei alla Rai, semmai proverei un’esperienza al di fuori dei canali mainstream come quella che sta facendo Michele Santoro“.

Ma per capire come si è arrivati all’editoriale delle 20 di Mentana bisogna ripercorrere i fatti, a partire dal casus belli ossia la denuncia del giornalista per “comportamento antisindacale” da parte dell’Associazione stampa romana (Asr) di concerto con il Comitato di redazione (Cdr) in seguito alla decisione di Mentana di non leggere nell’edizione di lunedì un comunicato di solidarietà del Cdr nei confronti dei poligrafici in sciopero contro le misure “meno eque” della manovra del governo Monti. Una scelta rivendicata da Mentana che nell’editoriale ha detto rivolgendosi agli ascoltatori: “Come sapete in questo tg abbiamo tolto tutti i fronzoli e diamo conto solo di ciò che interessa all’opinione pubblica”. Quindi, qual è la rilevanza per il pubblico della solidarietà del sindacato dei giornalisti verso i i poligrafici?”

A complicare la situazione, il giro di smentite e comunicati che si è susseguito durante la giornata. “Non è vero, anzi è una notizia falsa quella riferita da Mentana, e cioé che il Cdr lo ha denunciato alla magistratura ordinaria per comportamento antisindacale”, ha dichiarato Stefano Ferrante, componente del Cdr del Tg La7. Ma ieri, come ricorda lo stesso Mentana molti giornali e siti avevano dato la notizia. Notizia confermata anche dal segretario dell’Asr Paolo Butturini: “Dopo ripetuti tentativi di conciliazione, siamo stati costretti a questo atto – recitava il comunicato nel pomeriggio – per le ripetute violazioni dell’articolo 34 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico da parte della direzione del Tg de La7 che si rifiuta categoricamente di intrattenere corrette relazioni con il Comitato di redazione”. Il punto però è un altro. A denunciare Mentana per comportamento antisindacale è stata solo l’Associazione stampa romana o anche il Comitato di redazione? Perché, nel secondo caso, la posizione di Mentana è chiara: “Non posso lavorare con persone che mi hanno denunciato. Non voglio fare la fine di altri direttori costretti alle dimissioni dalle decisioni dei giudici”. Un chiaro riferimento ad Augusto Minzolini, “dimissionato” ieri dal Cda della Rai in seguito al rinvio a giudizio per peculato dovuto, secondo l’accusa, ai 64mila euro di spese effettuate con la carta di credito aziendale.

Mentana al tg1? Del resto, nel pomeriggio la notizia delle dimissioni di Mentana era circolata negli ambienti di viale Mazzini. Perché nonostante Minzolini abbia annunciato ricorso al Giudice del Lavoro e l’incarico al vice Antonio Maccari, sia stato ormai conferito, Maccari in realtà sarà direttore solo ad interim, cioè fino a fine gennaio, in attesa di trovare l’uomo giusto per dirigere il primo telegiornale d’Italia. Che l’uomo giusto sia proprio Mentana? L’ipotesi ha solleticato le più disparate reazioni. E se Giovanna Bianchi Clerici, rappresentante della Lega Nord in Cda “Alberto Maccari va benissimo”, Flavia Perina, membro della Commissione di Vigilanza, ha chiesto alla Rai di “cogliere l’occasione al volo”. Ma Mentana smentisce secco ogni interessamento ribadendo quanto detto nell’edizione delle 20 di ieri, quando, nel dare la notizia della rimozione di Minzolini dal suo incarico precisava: “Noi restiamo qui, comunque. Sia ben chiaro”.

La nota del Cda: “Stima per Mentana”. Dopo l’annuncio di Mentana il Comitato di redazione corre ai ripari e prima del tg serale scrive una nota per fissare due punti. Primo, la smentita “di aver presentato o di avere intenzione di presentare alcuna denuncia alla magistratura nei confronti del direttore Mentana”. Secondo, l’attestazione di “stima e apprezzamento per lo straordinario lavoro che sta svolgendo insieme alla redazione”. E ancora: “Il comitato di redazione de La7 cerca il dialogo, come ha sempre fatto, anche quando sono state messe in discussione le regole delle relazioni sindacali”. La vicenda cui si fa riferimento, fa notare ancora il CdR “non riguarda i rapporti tra il direttore e il Cdr, ma la questione insorta tra la direzione e il sindacato nazionale e regionale sul diniego opposto alla lettura, secondo le regole del contratto nazionale di lavoro, del comunicato della Fnsi di solidarietà con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una manovra più equa. Ieri stesso – conclude il Comitato di redazione de la Federazione Nazionale della Stampa ha proposto al direttore, che ha dato la sua disponibilità, una mediazione per ricomporre conflitti e incomprensioni e ripristinare serene relazioni sindacali”.

Associazione stampa romana: “Can can mediatico”. La polemica però è destinata a montare ancora. Perché Butturini, al pari di Mentana non ritratta e anzi rilancia: “La denuncia per comportamento antisindacale  è stata annunciata ma non ancora depositata, e questo va chiarito innanzi tutto”, ha detto il segretario all’Agi definendo i termini della vicenda dal punto di vista sindacale. “Secondo aspetto: ribadisco che c’è stata una violazione e che siamo disponibili a un confronto così come era stato già annunciato”, e – terzo punto – “mi stupisco del can can mediatico che lui ha montato perché in sede sindacale avevamo detto che si sarebbe andati a un incontro chiarificatore. Poi improvvisamente mi ritrovo oggi con le agenzie che riferiscono dell’annuncio delle sue dimissioni. Mi chiedo cosa sia successo da ieri sera ad oggi, visto che il tema era di andare al chiarimento in Fnsi”.

Natale (Fnsi): “Mentana da mesi non aveva rapporti con il Cdr”. Contro la decisione di Mentana di non dare spazio al comunicato si schiera anche il presidente della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) Roberto Natale: “Il comunicato della Fnsi è andato in onda su Rai e Mediaset che lo hanno trasmesso tranquillamente. Non è un privilegio o una cosa di cui ridere. Ne facciamo un uso molto sobrio e non subissiamo le redazioni e Tg di comunicati. Mentana stesso aveva riconosciuto che si era sbagliato quando aveva scritto che era stata la Fnsi a denunciarlo, perché in realtà è stata l’Associazione Stampa Romana”, ha detto Natale al Tgcom24 denunciando anche che “da mesi Mentana non ha rapporti col Cdr”.

Telecom Italia Media: “Nessuna comunicazione ufficiale da parte di Mentana”. Intanto anche l’azienda editrice de La7 Telecom Italia Media esprime a Enrico Mentana “ampia solidarietà” e fa sapere di non non avere ancora ricevuto “alcuna comunicazione ufficiale circa la decisione di volersi dimettere dalla guida del Tg La7”. “L’azienda, peraltro – si legge in una nota – intende esprimere al direttore Mentana la più ampia solidarietà per le azioni sproporzionate intraprese dagli organismi di rappresentanza sindacale locale e nazionale e auspica la veloce ricomposizione del dissidio, nel civile confronto delle opinioni fra tutti gli attori coinvolti”.

L’avventura a La7 di Mentana era iniziata nell’estate del 2010, dopo l’addio a Matrix, il programma di approfondimento su Mediaset ora condotto da Alessio Vinci. Il casus belli fu la decisione dell’azienda di trasmettere, come da palinsesto, una puntata del Grande Fratello al posto di uno speciale di Matrix dedicata alla morte di Eluana Englaro.