Il mondo FQ

“Nordio in Uruguay da Cipriani”, la Rai invia una lettera di richiamo a Ranucci: “Notizia non verificata, no a spese legali”

L'azienda striglia il conduttore di "Report" per le sue dichiarazioni un tv. Lui: "Non temo il processo". Floridia (Vigilanza Rai): "Atto grave dal valore politico"
“Nordio in Uruguay da Cipriani”, la Rai invia una lettera di richiamo a Ranucci: “Notizia non verificata, no a spese legali”
Icona dei commenti Commenti

La Rai ha inviato a Sigfrido Ranucci una lettera di richiamo per le dichiarazioni su Carlo Nordio rese a È sempre Cartabianca, su Rete 4. Martedì sera, ospite del talk show di Bianca Berlinguer, il conduttore di Report aveva affermato di aver raccolto una testimonianza, definita come ancora da verificare, secondo cui il ministro della Giustizia è stato di recente ospite in Uruguay nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Una suggestione a cui Nordio ha voluto replicare telefonando in diretta, affermando di non aver mai incontrato Cipriani durante la sua missione in Sudamerica, risalente al marzo del 2025: “Sono cose inventate di sana pianta. È un’ipotesi offensiva, c’è un limite a tutto, valuto le vie legali”, ha detto il ministro.

La lettera

Ora l’azienda di viale Mazzini striglia Ranucci: in una lettera formale, il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini contesta al conduttore di aver dato “pubblicamente spazio a voci non ancora verificate”, compromettendo “non solo la credibilità dei nostri programmi d’inchiesta, ma anche quella dell’intero servizio pubblico”. Secondo Corsini, le dichiarazioni del conduttore, “anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato”, si prestano ad appunti “sul piano deontologico” e “per le modalità approssimative con cui sono state formulate”, rischiando di esporre l’azienda “a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale”: la lettera ricorda come il dipendente Rai sia “tenuto ad un rispetto rigoroso dei principi di correttezza dell’informazione, verifica delle fonti e tutela della reputazione dei soggetti coinvolti, a maggior ragione quando si tratta di esponenti istituzionali che rappresentano la collettività”, invitando Ranucci ad adeguarsi per il futuro “alle linee guida e alle disposizioni aziendali”. Non solo: secondo indiscrezioni, la dirigenza Rai è orientata a non coprire le spese legali di Ranucci nel caso in cui Nordio agisca davvero in giudizio, con la giustificazione che il conduttore era autorizzato a partecipare a Cartabianca – un programma concorrente – esclusivamente per presentare il suo nuovo libro e non per discutere di attualità.

Il conduttore: “Non ho paura del giudizio”

“Prendo atto di quanto riporta l’Ansa, che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell’azienda”, commenta Ranucci sui social. “Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità”. Sulla vicenda interviene la presidente della Vigilanza, la senatrice M5s Barbara Floridia: “La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all’azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenzapolitica“. Registro un eccesso di zelo e un’attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico. È particolarmente preoccupante il passaggio in cui l’azienda affermerebbe che qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, la Rai non offrirebbe copertura legale. Un messaggio che suona come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni”.

M5s: “Superata la linea rossa”

Contro l’iniziativa Rai si esprime anche il Movimento 5 stelle con una nota dei suoi esponenti in Commissione parlamentare di vigilanza, Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato: “Nel giorno in cui si certifica il tracollo dell’Italia guidata da Giorgia Meloni sul fronte della libertà di stampa, con la caduta libera nella classifica di Reporter Senza Frontiere, Telemeloni mette il sigillo definitivo sull’asservimento della Rai al governo. Su Sigfrido Ranucci è stata superata la linea rossa. Qual è la sua colpa? Senza quell’intervento dalla Berlinguer nessuno avrebbe saputo che Carlo Nordio era stato in Uruguay. Nessuno. E questo dato, da solo, basta a spiegare il valore giornalistico di quanto detto. Nordio ha dichiarato di conoscere Cipriani, cosa che non aveva mai detto prima. Anche questo è un fatto, non un’opinione. Non ci risulta che alcun ministro della Giustizia, oltre a Nordio, sia mai andato in Uruguay. Anche questo è un elemento oggettivo che merita di essere portato all’attenzione pubblica”, affermano.

Pd: “Chiarimenti dai vertici Rai”

I pentastellati sottolineano che “non c’è stato alcuno scoop venduto come verità assoluta”: “Ranucci ha detto chiaramente che si trattava di una notizia proveniente da una fonte attendibile e che era in corso di verifica. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze. La parte più indegna e grave è quella in cui la Rai scrive nero su bianco che non fornirà alcuna tutela legale qualora il ministro decidesse di agire. È un messaggio devastante: la negazione stessa del servizio pubblico. È un atto di intimidazione interna che non ha precedenti recenti per brutalità. La Rai deve tornare indietro. Deve ritirare quella lettera. Deve chiedere scusa a un giornalista che solo pochi mesi fa ha subito un attentato che ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia. C’è un limite a tutto, anche per TeleMeloni”, scrivono. Chiedono “chiarimenti ai vertici Rai” anche gli esponenti Pd in commissione: Ranucci, “con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba. I giornalisti svolgono un prezioso lavoro di informazione, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione”, ricordano.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione