Con la Gabanelli che vuole abbassare il limite dei pagamenti in contanti a 300 euro? O con Massimo Fini che invoca la banconota come baluardo contro il governo dei banchieri e la “tracciabilità” della vita privata delle persone?

Con la Gabanelli al cento per cento. E in difesa delle carte di credito, formidabile misura anti evasione in contanti. Come mai l’Italia è la più “liquida” delle nazioni europee (il 95 per cento degli acquisti al dettaglio è fatto in contanti) e anche quella con l’evasione alta? Come mai così tanti commercianti preferiscono essere pagati in contanti e fanno storie ad accettare la “plastica”?

Non è solo un problema di commissioni bancarie (tra l’altro ogni provvedimento in questa direzione sarebbe accompagnato dall’azzeramento delle commissioni bancarie). Ricordiamoci che uno dei primi atti dell’ex governo Berlusconi fu alzare il limite degli assegni tracciabili (“contro lo Stato di polizia tributaria”). E che Tremonti diceva: “Limitare l’uso dei contanti non riduce l’evasione. Complica la vita dei cittadini onesti e rende odioso lo Stato”.

In verità in ogni altro Stato europeo è normale girare senza soldi in tasca. Si può vivere tranquillamente a Londra senza dover mai dover tirare fuori una banconota. Ogni acquisto – anche le cose minime come una pacchetto di caramelle, un caffè o un giornale – si fa con la carta. Il taglio da 200 sterline è una rarità da museo e la banconota più comune in circolazione è quella da 20. Sono per questo i cittadini britannici meno liberi?

In Italia gli unici a sentirsi meno liberi sarebbero i corruttori, i riciclatori, gli evasori e tutte quelle categorie che si “dimenticano” di emettere fatture e scontrini. Per non parlare di chi riscuote affitti in nero: a botte di 300 euro sarebbe ben più complicato, soprattutto se poi quei soldi non li puoi far passare su un conto. Metterebbe in difficoltà i pensionati e i vecchietti? Anzi, prevedendo un accredito diretto non dovrebbero più andare alla Posta, niente code e niente rischio scippi.

Caro Massimo, il denaro sarà anche lo sterco del demonio. Ma l’evasione lo è di più.

Il Fatto Quotidiano, 29 novembre 2011