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Il prezzo dei carburanti sale ancora: in un mese aumenti tra 5,5 e 7 centesimi. “Il governo non blocca le speculazioni”. Pichetto: “Nuove misure? Tra 25 giorni”

Dona, Unione nazionale consumatori: "In appena 4 giorni, in autostrada un pieno da 50 litri costa 1,7 euro in più. Lo sconto dell'esecutivo copre appena la metà di quello che servirebbe"
Il prezzo dei carburanti sale ancora: in un mese aumenti tra 5,5 e 7 centesimi. “Il governo non blocca le speculazioni”. Pichetto: “Nuove misure? Tra 25 giorni”
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In un solo mese il prezzo della benzina è aumentato di 5,5 centesimi al litro. E il diesel fa persino “meglio”, con un incremento di 6,7 centesimi al litro. Mentre il governo continua a prorogare gli sconti spot di pochi giorni, i prezzi dei carburanti salgono ancora. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, oggi sabato 5 settembre 2026 il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,052 euro al litro per la benzina (2,046 euro il prezzo di ieri) e 2,164 euro al litro per il gasolio (2,157 euro il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,138 euro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Esattamente un mese fa, il 5 agosto, i prezzi sulla rete stradale erano di 1,997 euro al litro per la benzina e 2,097 euro al litro per il gasolio.

Intanto gli aiuti selettivi attesi dopo la scadenza della proroga dello sconto di 17 centesimi al litro sul diesel paiono di là da venire. Venerdì sera, da Bari, la premier Giorgia Meloni aveva confermato che alla scadenza del taglio delle accise che arriveranno “altri provvedimenti, ma questa volta mirati” perché “non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia”. Da Cernobbio il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha rinviato le nuove misure a molto avanti nel tempo: “Gli uffici stanno lavorando, 25 giorni potrebbero essere sufficienti”, ha detto. “Tenete presente che stiamo lavorando anche rispetto a quello che riguarda lo scostamento e quindi la verifica delle compatibilità delle misure va fatta in rapporto anche tecnico con l’Unione Europea”.

“Dal 1° settembre a oggi, in appena 4 giorni, in autostrada un pieno da 50 litri di gasolio costa 1,65 euro in più, uno di benzina 1,70 euro. Nella rete stradale il balzo è di 1,70 per il gasolio e 1,50 per la benzina”, attacca Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), commentando le medie Mimit. “Il governo continua a prorogare uno sconto sulle accise sul gasolio che è pari alla metà di quello che servirebbe, mentre sulla benzina non fa più nulla da 2 mesi, dal 4 luglio, lavandosene le mani. Ancora peggio il fatto che non abbia mai messo in campo, in 1.414 giorni, alcuna misura per bloccare le speculazioni. I provvedimenti strutturali di cui parla ora il governo sono solo una presa in giro per stanziare meno soldi, riducendo le accise, invece che a tutti, solo a poche categorie di italiani, magari scaricando il costo sulle imprese come con i bonus per i pendolari, ma non impediscono alle compagnie petrolifere di fare extraprofitti milionari” prosegue Dona. “Da anni chiediamo di fare cose serie, ad ogni legge annuale sulla concorrenza, ma la politica non fa nulla” conclude il presidente di Unc.

Secondo l’Adusbef è necessario valutare un ritorno temporaneo ai prezzi amministrati di benzina e gasolio, possibilità prevista da apposite delibere Cipe per impedire manovre opportunistiche della filiera. “Riporterebbe ordine, trasparenza e tutela per famiglie e imprese ed eviterebbe effetti devastanti per l’economia nazionale”, sostiene il presidente Antonio Tanza. Adusbef annuncia che sta predisponendo una specifica proposta tecnica basata sui criteri delle delibere Cipe, con l’obiettivo di fissare un prezzo massimo temporaneo e impedire ulteriori rincari non giustificati che a loro volta “alimentano l’inflazione, erodono salari e pensioni, colpiscono pendolari, lavoratori autonomi, agricoltori e trasportatori, genera un effetto domino sui prezzi dei beni essenziali”.

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