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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 18:35 del 5 Settembre

Femminicidio Lorena Isceri, l’appello del padre: “Politica unita, lavori nelle scuole e potenzi centri antiviolenza”

Franco Isceri ha diffuso un video nel quale si rivolge a Mattarella, Meloni e ai partiti. La risposta della presidente del Consiglio
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Un appello all’unità, “senza destra né sinistra”, a prendere provvedimenti affinché “non accadano più” femminicidi, come quello del quale è stata vittima sua figlia. Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna uccisa dall’ex che l’ha buttata giù da un cavalcavia sulla A1, si rivolge al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutti i politici in un video diffuso in queste ore: “Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”.

All’inizio del video Franco Isceri si presenta definendo “un padre distrutto” e chiede: “Prendete provvedimenti affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più”, dice. Lorena, aggiunge, “era educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro, aveva tanti sogni, ma ora non li ha più”. E con lei in quel cavalcavia, conclude l’uomo, “è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta”.

Giovedì, Lorena Isceri è stata sequestrata e poi uccisa dal suo ex Federico Vella: dopo averla aspettata in garage, l’ha tramortita, legata con delle fascette da elettricista, chiusa nel bagagliaio dell’auto e infine gettata nel vuoto da un cavalcavia della A1, vicino a Barberino di Mugello, nel Fiorentino. Dopo ha scritto alla madre di Isceri e ha telefonato alla sua, confessando il delitto. Quindi si è suicidato gettandosi nel vuoto dallo stesso cavalcavia dell’autostrada.

In serata è arrivata la replica di Meloni, affidata ai social: “In questa legislatura – anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento – abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo”. Tuttavia “davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà”.

“Non possiamo che condividere fino in fondo e accogliere le parole del padre, ringraziandolo perché in un momento di grandissimo dolore ha avuto la lucidità e la forza di fare richieste concrete e puntuali che sentiamo di fare nostre” ha commentato la segretaria del Pd, Elly Schlein, attraverso una nota. “Siamo consapevoli che l’unità delle forze politiche, che abbiamo in questi anni sempre ricercato e praticato su questi temi, è indispensabile per un impegno che, contro la violenza sulle donne, non è purtroppo mai sufficiente“.

“Abbiamo votato all’unanimità misure che hanno rafforzato la repressione – ha continuato Schlein – ma sappiamo che non bastano se non si aumenta la prevenzione, con maggiori sostegni ai centri antiviolenza che ci aiutino anche nella formazione specifica degli operatori delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, e con l’educazione al rispetto e all’affettività che dovrebbe essere obbligatoria in tutti i cicli scolastici. Continueremo a insistere anche per adottare una legge di civiltà che chiarisca che senza il consenso, è sempre violenza. Sappiamo che è indispensabile che proseguiamo tutte e tutti insieme questa difficile lotta per sradicare la violenza di genere che è una piaga strutturale. Noi ci siamo, e faremo la nostra parte”.

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