Pdl e Pd, destra e sinista, non possono stare insieme perché due maschi dentro la camera da letto non fanno figli“.

Così ha detto Antonio Di Pietro, in due occasioni tra ieri sera e oggi, con una di quelle sue frasi prive di congiunzioni. Due volte. Come se le baggianate andassero sempre ripetute, come per dei sordi o per convincere chi ancora fa fatica a crederci.

A credere che un leader di una forza di centrosinistra, da sempre impegnata nella difesa delle diversità e che in passato ha presentato l’unico disegno di legge decente in materia di lotta all’omofobia, possa ad un tratto diventare omofobo.

Già, perchè non si tratta di una battuta d’osteria, come qualcuno vorrebbe farci credere. Né di un’affermazione dettata dalla concitazione del momento, quando un governo barcolla e cade dopo tre anni di estenuante opposizione. No, questa volta il messaggio è chiaro: l’impossibilità politica di un’alleanza tra destra e sinistra è paragonata a una vicenda umana (una coppia di maschi) che di politico non ha proprio nulla. Caro Di Pietro questa volta, proprio, non c’azzecca!

Dopo queste battute abbiamo finalmente capito che, oltre alla mancanza assoluta di lungimiranza politica, la nostra classe di governo (attuale o potenziale che sia) non ha nemmeno la cultura del rispetto. Il rispetto minimo che imporrebbe anzitutto di non parlare di cose che non c’entrano nulla col discorso. E che imporrebbe, inoltre, di non usare come termine di paragone un diritto fondamentale, come quello che hanno due uomini o due donne di viviere liberamente, anche in camera da letto se lo vogliono (ma anche fuori, sia chiaro!), la loro vita di coppia.

Non è sufficiente mostrare passione per le cause dei diritti civili e delle libertà fondamentali, come può essere la partecipazione al Gay Pride, se poi si cade su battute di questo tipo. Uno può anche partecipare a mille Pride in mille città diverse, e tuttavia continuare a pensare che i gay e le lesbiche sono delle persone strane, sul cui amore si può sempre scherzare e sul cui affetto e legame è sempre consentito esporsi in termini di allegorie e dileggio. Che sia questo il caso, mi sembra fuor di dubbio.

Ci lamentiamo perché Berlusconi ha portato l’Italia fuori dall’Europa. Caro Di Pietro, lei oggi ha segnato un passo ulteriore di questo percorso: dall’Europa dell’economia siamo fuori da un bel pezzo, e oggi lo siamo un po’ di più dall’Europa del diritto. Quell’Europa il cui trattato costitutivo parla, nel suo incipit, della dignità della persona.

Mi chiedo se ne sia a conoscenza.

Post scriptum: riportiamo le scuse di Di Pietro battute dalle agenzie: “Chiedo profondamente scusa alla comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisex e transgender, ndr). La mia è stata una battuta assolutamente infelice ma involontaria. Ribadiamo tutto il nostro impegno nel campo della lotta per i diritti civili e le libertà individuali e proseguiremo la nostra battaglia in Parlamento in tal senso. E’ mia intenzione incontrare l’Arcigay al più presto”.