La Francia ha temuto oggi l’allarme nucleare. C’è stata questa mattina un’esplosione nel sito nucleare di Marcoule, poco distante da Nimes. Un uomo è morto e 4 sono i feriti. La polizia francese ha fatto sapere che non c’è rischio di contaminazione. Un portavoce della Cea, il commissariato per l’energia atomica, precisa che: “Nessuna fuoriuscita radioattiva si è verificata al momento a seguito dell’incidente nel sito francese di Marcoule”. Fino a quando nel pomeriggoio è arrivata la rassicurazione da parte dell’Agenzia francese per la Sicurezza del Nucleare (Asn): “L’incidente causato da un’esplosione in un sito nucleare nel sud-est della Francia è chiuso”. “Questo incidente non implica rischio radiologico, né – continua la nota – necessità di protezione per la popolazione”.

L’impianto di Marcoule è utilizzato per il trattamento di scorie, ma non sono presenti reattori. Wikipedia riporta come a “Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese”.

Nello stabilimento (una filiale di Edf), viene prodotto il Mox, un combustibile nucleare che contiene uranio miscelato a plutonio proveniente dalle armi atomiche. Il sito di Marcoule si trova a 242 km in linea d’aria da Ventimiglia, 257 da Torino, 342 da Genova.

La Protezione civile italiana sta comunque monitorando quelli che possono essere gli eventuali rischi per il nostro Paese. Impegnati, insieme alla Protezione Civile, anche l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e i vigili del fuoco. Il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, precisa che “nella malaugurata circostanza che si possano verificare fughe radioattive, sarebbero comunque ridotte, perché – continua – non fuoriuscite dal reattore della centrale”. I vigili del fuoco hanno una rete di rilevamento della radioattività attiva sul territorio nazionale, pronta a segnalare anomalie.

Intanto Cecile Duflot, leader del partito ambientalista francese Europe Ecologie-Les Verts, chiede al governo di Parigi “la più grande trasparenza, in tempo reale, sulla situazione e le conseguenze ambientali e sanitarie”. Inoltre i verdi transalpini denunciano che l’area dell’incidente al deposito di Marcoule risulta “offuscata” su Google Earth così come accade per i “siti militari”.