La ragazza probabilmente non è più una macchina da soldi. Neanche quando smette i panni della Karima El Mahroug intervistata da Alfonso Signorini e torna a essere Ruby Rubacuori, mordicchiandosi le labbra e sorseggiando champagne a ritmo di musica tecno. Avere Ruby in casa vuol dire assecondare capricci da star – pagamento in anticipo, solo cash please – e trovarsi a fatturare qualcosa come il 40 per cento in meno. Chiedere ai proprietari della discoteca Paradiso sulle colline di Rimini. Il locale, una delle discoteche storiche della riviera romagnola, aspettava per ieri sera il pienone, folle trepidanti in attesa della pupa da prima pagina. Ma in realtà la loro serata-evento si è conclusa con un segno meno, sia dal punto di vista dell’immagine, sia da quello dei soldoni, visti gli incassi dimezzati rispetto a un sabato qualunque. La ragazza relegata in un angolo del locale, inavvicinabile e, soprattutto (come giusto che sia) ignorata dalla clientela, mai smossa neppure da un sussulto di curiosità, quasi infastidita.

Cosa sia successo ieri sera non è facilmente decifrabile, un disastro che alla fine è stato mascherato attraverso il giallo delle interviste che Ruby avrebbe promesso alla vigilia della sua apparizione pubblica, ma che in realtà non ha fatto. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l’unico scoglio al quale i titolari della discoteca si sono trovati di fronte all’una del mattino è stata la cifra da pagare. La ragazza per un’ora avrebbe preteso 20.000 euro, in anticipo e in contante, la metà invece quella offerta.

La versione ufficiale parla di una improbabile trattativa consumata nel parcheggio della discoteca e attraverso la mediazione telefonica di un mister X che cura gli interessi di Ruby. “Purtroppo”, dicono i titolari della discoteca attraverso il loro portavoce, “non erano questi gli accordi. Qualche giorno fa sono venute le persone a visitare il locale (una sorta di sopralluogo, fino a qualche tempo fa prerogativa del cerimoniale dei capi di stato, ndr), abbiamo parlato di come avrebbe dovuto muoversi. E soprattutto di come avrebbe dovuto rispondere alle domande dei giornalisti. Quando è arrivata al locale, invece, Ruby ha detto di aver ricevuto una telefonata nel pomeriggio che le imponeva una soluzione diversa. Nessuna domanda, nessun obiettivo: prendere o lasciare. E, soprattutto, pagamento anticipato e in contante. “Una soluzione – dicono i gestori – che ha spiazzato tutti, per noi doveva essere una serata diversa, con un personaggio conosciuto e alla ribalta delle cronache che avrebbe fatto da traino al nostro locale. Noi, per non deludere le aspettative dei giornalisti abbiamo pagato una cifra cash come la ragazza ha preteso, ma non i ventimila richiesti. Non possiamo dire la cifra esatta, ma diciamo che è una cifra superiore ai mille euro e inferiore ai cinquemila”.

Passi anche questa. Inutile chiedere la cifra esatta, non si ottiene risposta. Però che la discoteca fosse semivuota non poteva essere messo in discussione. “In realtà – è ancora la risposta ufficiale – c’erano state delle minacce a chi si fosse presentato al locale, un gruppo di facinorosi che hanno inveito contro di noi e i nostri clienti attraverso Facebook, questo il motivo per cui in molti sono rimasti a casa”.

Proviamo adesso a uscire dai crismi dell’ufficialità e a cercare risposte più credibili. I titolari del locale pensavano di fare tombola con la ragazza del bunga bunga. D’altronde è il personaggio di cui parlano tutti i giornali. A mezzanotte i biglietti staccati non superavano i duecento. Un flop, per usare un termine scontato, ma efficace. Pochi clienti, pochi contestatori, tra l’altro, una ventina di persone tutt’altro che minacciose.

In compenso tanti giornalisti annunciati e accreditati: Annozero, troupe del Tg3, Ballarò, Sky Tg24, Repubblica, l’Unità, Il Resto del Carlino, solo per citarne alcuni. Un boomerang, appunto, per chi aspettava di fare il pieno davanti alle telecamere e creare un memorabile evento mediatico. Pensare che Ruby si sarebbe messa a dialogare amorevolmente con tutti non poteva essere ipotizzabile nemmeno al momento in cui la serata è stata organizzata. Più probabile, appunto, che ci siano stati problemi sulla cifra da pagare e pianificare una via d’uscita per salvare baracca e burattini. Limitare i danni a una Ruby che non conquista attenzioni di alcun tipo, se non quando è nipote di Mubarak, e salvare l’immagine di un locale che comunque, nonostante anni di chiusura, ha una storia e una immagine da difendere.