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Frediano Manzi
Presidente di S.O.S racket e usura

Sindaci passate all’antimafia dei fatti

Io non ci sto, ha urlato Roberto Nava, il sindaco di Vanzago quando è stato chiamato a dare parere sulla nomina a direttore generale dell’ ASL 1 Milano di Pietrogino Pezzano. Si è dimesso per protesta dal consiglio di rappresentanza della conferenza dei sindaci dei 73 comuni che fanno capo all’ ASL Milano 1, chiamati a dare parere su questa nomina. Pietrogino Pezzano 62 anni, nato a Palizzi in provincia di Reggio Calabria, era già direttore generale dell’ ASL Monza e Brianza quando fu fotografato l’ 11 luglio 2009 dai carabinieri di Desio in compagnia dei boss della ‘ndrangheta Saverio Moscato e Candeloro Polimeno. Si giustificò dicendo che “la moglie di Polimeno stava male ed io come medico sono andato a casa sua a visitarla facendo il mio dovere”.

Incredibile questa sua giustificazione. Provate a pensare che se mia moglie dovesse stare male, io invece di chiamare il mio medico chiamo l’ assessore alla Sanità della Regione Lombardia. Inoltre il nome di Pezzano viene affiancato ad appalti sospetti per i lavori di condizionamento di alcuni edifici ASL. Appalti da lui concessi a uomini vicini alle cosche. Ecco perché Roberto Nava sindaco di Vanzago ha dato via alla protesta, alla quale si stanno unendo decine di Sindaci del centrosinistra, che reputano giustamente inopportuna la nomina del manager, avvenuta pochi mesi dopo la colossale operazione antimafia Infinito e Crimine, diretta dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Milano e Reggio Calabria e che ha portato all’ arresto di oltre trecento persone tra cui Saverio Moscato e Candeloro Polimeno.

Che questa nomina stia creando un forte imbarazzo lo si capisce anche dalle parole di Davide Boni( Lega Nord), Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, che ha dichiarato “scelta inoppurtuna, la nomina di Pietrogino Pezzano”. Le parole di Boni hanno creato una spaccatura all’ interno della Lega Nord, in quanto l’ assessore alla Sanità, il leghista Luciano Bresciani, non ha per niente condiviso le parole di Boni. E’ arrivato anche l’ altolà rivolto ai sindaci del PDL da parte di Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture, facendo chiaramente comprendere che la nomina di Pietrogino Pezzano non deve essere messa in discussione.

Intanto le associazioni antiracket stanno aderendo in massa alla consultazione popolare, promossa dalla nostra associazione, il 29 gennaio 2011, dove dinanzi a tutti i 73 Comuni di competenza dell’ ASL 1 Milano, verranno allestiti dei banchetti e distribuito un questionario ai cittadini, ai quali verrà chiesto se sono d’accordo della sua nomina. Ecco perché mi rivolgo direttamente ai Sindaci del PDL, soprattutto a quelli che hanno dato vita all’ indomani della maxi operazione contro la mafia, all’ osservatorio sulla criminalità organizzata. In testa il sindaco di Bollate Stefania Lorusso, ed altri, hanno voluto dare un segnale forte che la politica locale sa reagire. Bollate dove l’ infiltrazione della ‘ndrangheta è particolarmente attiva, dove gli uomini al servizio del boss latitante Vincenzo Mandalari, hanno ancora il controllo del movimento terra. Ecco perchè io chiedo a tutti voi per coerenza, per lealtà, visto che nella vostra campagna elettorale quando siete stati eletti, avete promesso ai vostri elettori, di combattere l’ infiltrazione criminale. Adesso è arrivato il momento di passare dall’ antimafia delle parole a quelle dei fatti, come ha fatto Roberto Nava, esprimendovi pubblicamente, come faranno martedì 11 gennaio a Vanzago i Sindaci del centro sinistra, se ritenete che a capo della più grande ASL italiana sia stato nominato un manager, amico dei boss. Ne dovrete dare conto ai vostri elettori.


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