Carissimi, oggi è andata in scena la prima tappa processuale di questa vicenda e c’è stato subito un rinvio. Dovrò presentarmi nuovamente l’11 gennaio: insomma, servirà tanta pazienza e, ovviamente, tempo a disposizione (che ricaverò dai miei impegni professionali). Vi dico subito che non mi sono sentito solo soprattutto grazie ai vostri commenti sul blog e al gruppo di Facebook che mi chiedono di esserci e continuare, ma l’assenza del Comune di Torino, che non si è costituito parte civile, mi ha lasciato la sensazione di combattere una battaglia incompresa.

Vi riporto bene i fatti e le mie emozioni, e vi ringrazio per darmi il vostro sostegno e la forza per superare questi momenti e per continuare ad avere pazienza e fiducia nella giustizia.

I fatti:
Tribunale di Torino, 13 dicembre, ore 9.30: udienza preliminare per corruzione ed altri reati.

Il pm chiede di derubricare il reato da corruzione (cp art.319) e circostanze aggravanti (cp art.319-bis) ad istigazione alla corruzione (cp art. 322). Rimane il reato di turbativa d’asta (cp art. 353).

L’avvocato che difende Giorgio Giordano, l’ex presidente dell’Amiat, deposita una richiesta di patteggiamento nella quale richiede per il suo assistito un anno di reclusione (con sospensione della pena). Il pm dichiara il suo consenso.

L’avvocato dell’Amiat ed il mio depositano le nostre costituzioni di parte civile. Il comune di Torino non è presente nonostante una mozione del Consiglio comunale approvata all’unanimità che chiede al sindaco di costituirsi parte civile.

Gian Paolo Zancan, avvocato del proprietario della VMPress Giorgio Malaspina, dichiara che “vista la cornucopia di nuovi elementi emersi dalle motivazioni della costituzione di parte civile del Rossi, vi sia il bisogno di approfondirli e pertanto chiede una sospensione dell’udienza”.

Il giudice per l’udienza preliminare concede il rinvio all’11 gennaio.

I tempi:
6 mesi di indagine,
6 mesi di attesa per gli arresti,
un giorno di galera al carcere delle Vallette di Torino,
due anni prima dell’udienza preliminare,
un’ora di udienza,
un anno di reclusione quale proposta di patteggiamento (con sospensione della pena),
fra un mese convocazione per la prosecuzione dell’udienza preliminare.

Commenti ed emozioni:
Oggi era la mia prima udienza, la prima volta che entravo in un aula di giustizia e che mi sedevo davanti ad un giudice. Il Palazzo di Giustizia l’avevo frequentato ai tempi dell’inchiesta sulla corruzione all’Amiat, quando facevo “l’agente provocatore” come mi definivano gli inquirenti o “l’infiltrato” come avevo spiegato a mia moglie, che allora era la mia fidanzata. A quei tempi, quando andavo nella cittadella  della giustizia dovevo aver sempre in mente una scusa, casomai qualcuno che conoscessi mi avesse chiesto perché ero lì. La scusa era essere testimone di un incidente automobilistico, per fortuna non è mai servita. Oggi sono entrato, non più sereno di allora, le responsabilità oggi sono state provate, ma provo un po’ di inquietudine a pensare di incrociare lo sguardo di certe persone.

Sono soddisfatto della richiesta di patteggiamento di Giordano, sia perché ammettendo la colpa mette una pietra sopra i numerosi dubbi circolati in questi mesi su questa vicenda, e poi vi è il fatto che di fronte ai reati astrattamente verrebbe da essere severi, a volte feroci, ma quando qualcuno ammette di aver commesso una colpa, qual è la pena giusta? Il processo continuerà per gli altri imputati, dirigenti e proprietario dell’azienda VMPress, quella che proponeva il macchinario cosi come per il direttore degli acquisti dell’Amiat e per gli altri.

Il Comune di Torino il cui Consiglio comunale ha approvato una mozione che impegnava il sindaco a costituirsi parte civile non c’era, non ha chiesto di costituirsi parte civile. Sembrava tutto fatto, invece niente. Ancora una volta ha perso una occasione per fare il suo dovere, probabilmente lo faranno più avanti dopo essere stati sollecitati e richiamati.

Esco sereno dal Palazzo di Giustizia, fa freddo ma c’è il sole, il cielo è azzurro, fatto raro per Torino; il mio avvocato mi dice che proprio qui davanti gli hanno rubato la bicicletta, lo sguardo corre; la mia c’è ancora.