Anche gli abitanti di Misterbianco, in provincia di Catania, dicono basta. E sono pronti a scendere in strada come gli abitanti di Terzigno.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso d’esasperazione è stato il piano regionale di gestione rifiuti presentato dal presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo, che prevede la creazione di 15 nuove discariche e l’ampliamento di 12 delle 14 già esistenti, tra cui appunto quella della contrada Tiriti, nella confinante Motta Sant’Anastasia. Nonostante la Regione abbia approvato da tempo un deliberato che impone una distanza minima di 5 chilometri tra le discariche e i centri abitati, questo impianto sorge ad appena 350 metri dal centro del comune catanese abitato da 50 mila persone e da trent’anni raccoglie i rifiuti di molti paesi della provincia, appestando l’aria con miasmi e un fetore insopportabile, tanto da non poter aprire le finestre nemmeno d’estate.

Qui da tempo i cittadini si sono organizzati in comitati spontanei che chiedono a gran voce la chiusura della discarica. Ora a loro si sono uniti anche gli amministratori locali, in modo trasversale agli schieramenti politici. A partire dal sindaco Ninella Caruso, al suo secondo mandato ed eletta proprio nelle file dell’Mpa di Lombardo. “Secondo il progetto dell’Ars – spiega il primo cittadino di Misterbianco – la discarica dovrebbe passare da una capacità di 810 mila metri cubi a 2 milioni e mezzo. La nostra comunità soffre già da troppo tempo per questa difficilissima convivenza e un tale ampliamento sarebbe del tutto inaccettabile”. L’amministrazione comunale sta preparando un esposto giudiziario sui danni fisici e psichici provocati dalla discarica agli abitanti, ed è stata lanciata una raccolta di firme, a oggi sono 5 mila, da presentare al Prefetto, al Presidente della Regione e al Ministro dell’ambiente.

La discarica di Motta Sant’Anastasia è gestita da Oikos, società con 124 dipendenti e 28 milioni di fatturato, della famiglia Proto. Domenico Proto ne è presidente, mentre nel cda siedono Orazio, Rosa, Giuseppe e il capostipite Salvatore, arrestato nel 1997 per i suoi rapporti con il clan Santapaola-Ercolano e poi assolto in primo grado. Oikos, però, fa anche parte del consorzio Simco, attivo nella raccolta dei rifiuti nel catanese per conto della Simeto Ambiente. “– ammette Ninella Caruso – il conflitto d’interessi salta agli occhi. Però si spera sempre in comportamenti dignitosi e improntati all’etica”.

Nel frattempo i cittadini stanno scegliendo la forma di mobilitazione da adottare nei prossimi giorni. C’è chi propone di bloccare la statale 121 e chi invece vorrebbe impedire l’ingresso dei camion alla discarica, proprio come a Terzigno. “Gli abitanti di Misterbianco sono persone pacifiche – dice il sindaco Caruso – ma l’esasperazione può portare ad azioni disperate. In questa situazione, prima di minacciare l’uso della forza come ha fatto il ministro Maroni, i nostri governanti dovrebbero dimostrare maggiore sensibilità, calarsi nelle realtà locali e provare a mettersi nei panni dei sindaci e dei cittadini di queste comunità avvelenate”.