L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, accetta l’invito di Napolitano a trovare una soluzione per la vicenda dei tre operai della Fiat Sata di Melfi. “Ho un grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica, come persona e per il suo ruolo istituzionale, e accetto da lui un invito a cercare di trovare una soluzione a questo problema e mandare avanti le cose”. Dichiara anche: “Fiat ha rispettato la legge e il sabotaggio resta intollerabile. Perchè i diritti non sono patrimonio di tre persone e – continua l’Ad del Lingotto dal palco del meeting di CL a Rimini – perchè è necessario accettare il cambiamento e promuovere un patto sociale per consentire al Paese di andare avanti”. Marchionne ha poi aggiunto: ”Sono assolutamente disponibile ad incontrare il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. E’ una persona che rispetto e che ha un profilo intellettualmente onesto”.

“Bisogna lasciarsi dietro vecchi schemi”, ha dichiarato in apertura del suo discorso Marchionne, “avrei voluto parlare dei grandi sistemi internazionali”, ma, precisa, “la situazione italiana mi obbliga a parlare di questo”. Di Melfi, ad esempio. Dei tre operai cacciati e poi reintegrati dai giudici. “Accuse gravissime”, dice: “non siamo più negli anni Sessanta”, bisogna tralasciare l’idea della contrapposizione tra “capitale e lavoro, tra operaio e padrone”. Poi lancia l’idea di un “patto sociale” per imprimere un “cambiamento”. Questo perche’, ha detto tra gli applausi, “se non ci adeguiamo al mondo che cambia, ci troveremmo a gestire solo i cocci del nostro passato”.

L’ad del Lingotto ha poi proseguito: “Trovo scandaloso che la Fiat raccolga complimenti ovunque, fuorché in Italia”. Parole scandite dagli applausi.  “Forse nel nostro paese ci manca la voglia e abbiamo paura di cambiare”. Quindi ha paragonato “l’avventura americana con Chrysler alla situazione italiana di Fiat”. Marchionne ha poi precisato come “l’unica area del mondo dove il gruppo Fiat è in perdita e’ in Italia. Per questo e’ nato il progetto Fabbrica Italia per riportare gli stabilimenti su livelli competitivi. La Fiat – ricorda ancora Marchionne  è l’unica azienda disposta ad investire 20 milioni di euro in Italia, ma questo sforzo viene visto da alcuni con la lente deformata del conflitto”. Perché, secondo l’ad di Fiat, “c’è uno scontro con chi ancora vuole vecchi schemi”.

Dopodiché è tornato sulla questione di Melfi: “Dignità e diritti non possono essere un patrimonio esclusivo di tre persone: sono valori che vanno difesi e riconosciuti a tutti”. Immediata la risposta di uno dei tre operai reintegrati. “Da Marchionne mi aspettavo un discorso così pesante – ha detto Giovanni Barozzino – . O Marchionne non sa cos’è la verità  o la nasconde. Venga a Melfi e rendersi conto di come stanno i fatti”.