Oggi voglio pubblicare la lettera che ha scritto un’ insegnante di nome Romana. Prima però voglio brevemente raccontarvi chi è e come ho conosciuto Romana Gandossi di Adro (dove si sta consumando la tragicommedia della mensa comunale che da settembre verrà gestita direttamente dal sindaco leghista Oscar Lancini).

Tutto comincia con la puntata di Anno Zero in cui si parla della vicenda “non paghi non mangi” alla mensa della scuola elementare di Adro. Forse ricorderete che alla fine è andato in onda un brevissimo filmato in cui una ragazzina pakistana mostrava il lavoro a domicilio (rigorosamente in nero) fatto da una famiglia di connazionali. Cosa c’era di interessante in quello? Che nel “paese del rispetto delle regole e della legalità” tutti sanno che c’è un’azienda che ha dei caporali (in nero) che sfruttano (in nero) le famiglie dei pakistani (che se non hanno i soldi per pagare la mensa è meglio che tengano i figli a casa).

Io volevo parlare con quella gente. Impossibile: dopo il servizio andato in onda in televisione il caporale, per paura delle ritorsioni, ha tolto il lavoro alla famiglia di pakistani. Risultato? La famiglia ha perso il suo unico reddito (trecento euro), non può pagare l’affitto e soprattutto nessuno di loro vuole più parlare con giornalisti. Il mio sembrava essere stato un viaggio “a vuoto”.

Senza notizie; ma solo apparentemente e grazie a Romana: una insegnante che dedica tanto del suo tempo ad aiutare nei compiti ( e non solo in quello) i figli di quelle famiglie straniere i cui genitori lavorano nelle fabbriche in una delle zone più ricche del nord Italia. Ho visitato la casa di una di queste famiglie.

Nessuno di noi avrebbe comprato un appartamento lasciato in quelle condizioni. Eppure sei persone (quattro figli e due genitori) lo hanno fatto con quali conseguenze? Hanno dovuto accendere due mutui: uno per pagare la rata mensile della casa e l’altro per pagare i soldi della mediazione dell’agenzia. Il padre a causa della crisi è in cassa integrazione non hanno parenti che li possano aiutare e quindi è capitato che i due bambini più piccoli a novembre rimanessero a piedi perché i genitori non avevano pagato la tassa dello scuola bus. Ecco tutto qua. Una storia tra tante storie per introdurre la lettera di Romana.

Adro, 28- 06- 10
Sono le 5,30 del mattino e da un’ora sono sveglia a pensare al caso Aimen. E’ il bambino che volle la ricevuta della mensa da mostrare ai compagni che lo deridevano e al quale una maestra disse: “Tua madre, invece di spendere i soldi per andare in TV, era meglio che pagasse la mensa”. Sua madre è Amina, i suoi connazionali la scelsero per partecipare a “ Mi manda Rai 3”.  Il bambino è disadattato a causa delle liti dei genitori fin da quando è nato. Da piccolo ha passato molto tempo in Marocco con la nonna.

Il padre fa lavori saltuari, non porta soldi a casa. Lei ha lavorato  a far pulizie in nero in un agriturismo, poi assunta  e licenziata dopo il secondo ricovero in ospedale. Venerdì è venuta a raccontarmi che l’assistente sociale l’ha consigliata di firmare per l’affidamento del bambino ad una famiglia e che le maestre  le hanno chiesto per il prossimo anno scolastico di ritirare il bambino alle h 12,10, 4 gg su 5.  Lei , di solito aggressiva, quando si tratta del figlio e’ disarmata e ha firmato. Praticamente, dato che il bambino disturba, non lavora, non sta fermo, come rimedio gli si toglie 1h di mensa,1h di gioco libero, più ed. musicale, ed. all’immagine, ed. motoria, ed  religiosa. Quest’anno lo si è privato sempre dell’ora di nuoto PER CASTIGO.

I compagni andavano in piscina e lui veniva affidato ad un’altra classe.  L’ho saputo solo ora.  Queste maestre curano i sani e lasciano morire i malati, come diceva don Milani. Io ti mando la scheda di valutazione. Chiederei di consegnarla al vostro avvocato, forse può scrivere al dirigente, non è finita. Amina dal 6 giugno potrebbe andare a sostituire una badante a Roma, ma non ha 400 euro per spedire il bambino in Marocco dalla nonna, come ha fatto altre estati. Un sindacalista a novembre, quando il sindaco espulse 7 bambini dal pulmino, mi consigliò di chiedere aiuto al Sindacato. Allora mi è venuta l’idea che mercoledì 30, quando vi riunirete per eleggere il nuovo Coordinamento Donne (io non ci sarò perchè mia figlia è di turno e devo occuparmi dei suoi 3 bambini) potreste raccontare questa storia e chiedere una sottoscrizione. Se i soldi non bastassero, chiederò qua intorno.

Il fatto è che nell’ultimo anno ho spillato soldi ad amici e fratelli e persino a vecchie amiche calabresi che mi hanno inviato 800 euro per la famiglia indiana che ho lasciato senza lavoro nero.Chiederei soldi anche al nostro cassiere , ma ne ha già dati 300 alla Caritas in dicembre e la seconda volta che gliene ho chiesti, si è molto alterato. Spesso mi viene voglia di chiudere la porta di casa e anche le orecchie, perchè sta per venire al pettine anche il nodo degli sfratti e non solo per Amina ed Aimen.
Romana Gandossi