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Meloni in Parlamento per dare la linea del governo dopo il ko al referendum se la prende con le opposizioni: “Alla Camera insulti e demagogia, zero proposte”

Durante l'informativa sull'azione di governo la premier torna ad evocare la riforma della Giustizia: "Resta una necessità, ora anche quelli del No dicono che c'è rischio che la magistratura si sostituisca al governo". E sulle dimissioni: "Mi sarebbe convenuto invocare le elezioni, ma non scappo". Poi rivendica risultati su occupazione, fisco, sicurezza e sanità. Schlein: "Avevate numeri per farre tutto e non avete fatto nulla". Conte: "La sveglia ancora non è suonata, Italia in braghe di tela"
Meloni in Parlamento per dare la linea del governo dopo il ko al referendum se la prende con le opposizioni: “Alla Camera insulti e demagogia, zero proposte”
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Meloni: “Alla Camera molti insulti, conto su voi senatori”

“Conto molto su di voi, colleghi senatori, in questo dibattito perché alla Camera ho ascoltato molti improperi, insulti, accuse, tanta demagogia e quasi nessuna proposta reale e in una delle fasi più delicate che l’Italia sta affrontando, salvo che sui congedi parentali su cui non ci si dice dove prendere le risorse”. L’ha detto la premier Giorgia Meloni nella sua informativa in corso al Senato.

  • 09:31

    “La collocazione dell’Italia è la stessa da circa 80 anni. Basta ritornello sulla mia subalternità a Trump”

    “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa'”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’informativa alla Camera sull’attività di governo.

  • 09:29

    “Pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz senza restrizioni”

    Serve il “pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’informativa alla Camera sull’attività di governo. 

    “Siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento. Un contributo che, crediamo, sia importante in questa fase negoziale”. 

  • 09:28

    Meloni alle opposizioni: “Vi sfido a dibattito sul merito. Nessuno può cavarsela dicendo che tutto è colpa mia”

    “La maggioranza è solida e coesa” e sono “orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini”. Di recente “ho chiesto un passo indietro” ad alcuni esponenti del governo che pure “avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori” ma “abbiamo anteposto di nuovo l’interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito” che deve restare centrato sulle “soluzioni necessarie per i cittadini. Sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica, a un dibattito nel merito. Nel merito della crisi internazionale, nel merito dei rischi per l’approvvigionamento energetico, nel merito di un’Europa che non riesce a recuperare una rilevanza reale, nel merito di come mettere l’economia al riparo in un mondo sempre più caotico. Nel merito delle risorse, dove prenderle e dove metterle. Parliamo delle soluzioni, vediamo chi ne ha. Perché lo scenario che abbiamo di fronte non consente più a nessuno di cavarsela dicendo che è tutta colpa della Meloni. Finanche l’aumento mondiale del prezzo del petrolio”.

  • 09:24

    “Sgombrare il campo da bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del referendum”

    “Non sono qui per parlare di quello che è stato, ma per sgomberare il campo da troppe fantasiose ricostruzioni che ho letto e delineare quello che sarà. Leggo ormai da settimane bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del futuro referendario. Si continua a parlare di dimissioni imminenti del governo, di rimbalzi, di fase 2, 3, 4, di ripartenze, alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti, ad altri presidenti del Consiglio. Un mondo distante anni luce da noi, nel quale non intendiamo far ripiombare l’Italia. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora come si è visto per scongiurare le conseguenze della crisi internazionali e per mettere a terra altri provvedimenti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’informativa alla Camera sull’azione del Governo.
    “E non servono nuove linee programmatiche perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo”.

  • 09:23

    “Dimissioni? Ci sarebbe convenuto invocare elezioni. Ma abbiamo preso l’impegno di governare 5 anni”

    “Quanto alle dimissioni, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle opposizioni, nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno, esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più. Tanto che definisce questo governo un pericolo per l’umanità ma non ne invoca le dimissioni. Una posizione bizzarra di chi ostenta una sicurezza che non ha”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua “informativa sull’azione del governo”, in aula alla Camera. “Ci siamo presi l’impegno di governare la nazione per cinque anni ed è quello che faremo – ha aggiunto -non importa quanto sarà difficile”.

  • 09:21

    Banchi del governo al completo per l’informativa

    Banchi del governo al completo per l’informativa in Aula alla Camera della premier Giorgia Meloni. Accanto alla presidente del Consiglio siedono i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Presenti anche i ministri Matteo Piantedosi, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Orazio Schillaci, Nello Musumeci, Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini, Alessandra Locatelli, Paolo Zangrillo, Andrea Abodi, Tommaso Foti, Alessandro Giuli, Carlo Nordio, Giancarlo Giorgetti e Guido Crosetto. Tra i banchi dell’opposizione i leader del campo largo Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.

  • 09:21

    “Niente dimissioni, né rimpasto. Il governo c’è, non indietreggiamo”

    “Niente dimissioni, né rimpasto“, “non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo” e “governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua “informativa sull’azione del governo”, in aula alla Camera. “Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”. 
    “Sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza”. 

  • 09:19

    “Il cantiere della riforma non sia abbandonato, possibilmente in clima di collaborazione con la magistratura”

    “L’auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’informativa alla Camera sull’attività di governo a proposito della riforma della giustizia bocciata dal referendum. “E, aggiungo, a favore di una politica che commetterebbe un errore storico se, per ragioni tattiche, rinunciasse al proprio ruolo, che è quello di fare le leggi, modifiche costituzionali comprese”. 

  • 09:18

    “Sulla riforma della giustizia nostra coscienza è a posto. No a politica che preferisce sopravvivere e non cambiare”

    Sulla riforma della giustizia la “nostra coscienza è a posto”, “come moltissime altre cose” su cui ci eravamo impegnati in campagna elettorale, “l’abbiamo fatta”. Questo significa “onorare il significato profondo della parola responsabilità”, che vuol dire “rispondere agli altri, non a se stessi, nè alla propria convenienza. Molti domandavano ‘siete sicuri che vi convenga’ (fare la riforma della giustizia, ndr)? Questa nazione rischia di abituarsi a una politica che preferisce sopravvivere invece che incidere e cambiare le cose. Noi siamo fieri di rappresentare un’anomalia”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell’informativa alla Camera. 

  • 09:09

    “Al referendum grande partecipazione e polarizzazione. Rammarico per aver perso occasione storica”

    “Non voglio esimermi da una breve riflessione sull’Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aprendo la sua “informativa sull’azione del governo”, in aula alla Camera. “Noi, come ho già detto, rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o con le nostre aspettative. Certo, rimane il rammarico di aver perso un’occasione, a nostro avviso storica, di modernizzare l’Italia, allineandola agli standard europei. Perché, colleghi, la riforma della giustizia rimane una necessità”, ha proseguito Meloni. 

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