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Usa-Iran, concluso il primo round di colloqui: linea di comunicazione su Hormuz, il banco di prova è il Libano

Il summit in Svizzera si è concluso con "incoraggianti progressi" e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana: road map per raggiungere un accordo definito entro 60 giorni
Usa-Iran, concluso il primo round di colloqui: linea di comunicazione su Hormuz, il banco di prova è il Libano
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Concluso il primo round di colloqui Usa-Iran

Una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una “unità per la gestione dei conflitti” con l’obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con “incoraggianti progressi” e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana. Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l’Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative, i mediatori Pakistan e Qatar parlano di buoni risultati. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti “progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano. Per l’Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici”, ha detto su X elencando anche fra i risultati ottenuti la revoca blocco, lo sblocco di alcuni beni congelati e l’avvio di un “importante piano di ricostruzione e sviluppo”.
In una nota congiunta diffusa al termine dei colloqui, Pakistan e Qatar hanno riferito che le delegazioni iraniana e americana hanno negoziato in un’”atmosfera positiva e costruttiva”, arrivando anche a delineare una “roadmap” per raggiungere un accordo definito entro i 60 giorni stabiliti. Washington e Teheran hanno deciso la creazione di un comitato di alto livello che avrà la supervisione politica della mediazioni. I capi negoziatori riferiranno regolarmente al comitato di alto livello e guideranno i gruppi di lavoro sui temi del “nucleare, della sanzioni e del monitoraggio e delle risoluzioni delle controversie”.

  • 09:41

    Comandante Qods: “Israele si ritiri dal Libano”

    “Se non vi ritirerete dal Libano meridionale con le vostre gambe, l’epopea dell’anno 2000 si ripeterà ancora una volta, lo stesso anno in cui siete fuggiti da questa terra in disgrazia”, ha affermato il comandante della Forza Qods all’estero della Guardia Rivoluzionaria, Esmaeil Qaani, rivolgendosi a Israele aggiungendo: “La scelta spetta a voi”. “Oggi, se perseverate nell’aggressione e nell’occupazione, sarete cacciati via nell’umiliazione e nella sconfitta”, ha affermato in un post su X.

  • 09:11

    Media: ex capo Shin Bet evacuato dagli Emirati per minaccia iraniana

    L’ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e sua moglie sono stati evacuati durante un recente viaggio negli Emirati Arabi Uniti dopo essere stati allertati di un piano iraniano per colpirli. Lo riferisce Channel 13 citando alcune fonti. Secondo l’emittente, Bar e sua moglie stavano partecipando a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Tuttavia, una fonte vicina al Paese del Golfo ha smentito alla rete televisiva che il ministro abbia ospitato un evento di questo tipo.

  • 08:49

    Il banco di prova del Libano: la tregua (per ora) regge

    Sebbene i colloqui riguardano una vasta gamma di questioni complesse, l’Iran intende innanzitutto concentrarsi sulla situazione in Libano. Il cessate il fuoco rinnovato in Libano sabato sembra reggere e l’esercito israeliano ha annunciato che oggi revocherà le restrizioni alla circolazione per i residenti nelle vicinanze del confine tra Israele e Libano. Né Israele né Hezbollah sono firmatari dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.

  • 08:46

    Come proseguono i colloqui oggi

    I negoziatori statunitensi e iraniani si preparano a una seconda giornata di colloqui, con l’obiettivo di consolidare una soluzione definitiva al conflitto tra i due Paesi, dopo un primo giorno di mediazione iniziato in modo burrascoso. I principali negoziatori statunitensi sono JD Vance, il vicepresidente; l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. L’Iran è rappresentato da Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Non è chiaro quando Vance lascerà la Svizzera, anche se in un’intervista a Fox News di sabato ha dichiarato di prevedere una permanenza di solo “un giorno o due”. Kushner e Witkoff si stanno occupando di gran parte dei dettagli tecnici per conto della delegazione statunitense. In una dichiarazione congiunta, Pakistan e Qatar hanno affermato che i colloqui di alto livello si sono conclusi e che i negoziati tecnici proseguiranno in Svizzera per il resto della settimana.

  • 08:45

    Linea di comunicazione su Hormuz

    Al termine dei negoziati tra Usa ed Iran, che si sono svolti in Svizzera, le parti hanno concordato di istituire una “linea di comunicazione” per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato in una nota Pakistan e Qatar, i due paesi mediatori.

    Un alto diplomatico statunitense ha affermato che sono stati compiuti progressi su più fronti, tra cui proprio l’istituzione di “meccanismi” per garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto.

  • 08:42

    Iran, Araghchi: “Progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano”

    “Sono stati compiuti progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano“. Lo afferma in un post su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al termine dei colloqui tra Usa ed Iran che si sono svolti in Svizzera. Nel suo messaggio Araghchi ha dichiarato che il primo vero banco di prova sugli accordi raggiunti tra le parti sarà la creazione di un meccanismo di de-escalation per i combattimenti tra Israele ed Hezbollah in Libano.

  • 08:42

    Concordata tabella di marcia

    Stati Uniti ed Iran hanno concordato una tabella di marcia che dovrà portare entro 60 giorni a un accordo definitivo. Lo annunciano in una nota Pakistan e Qatar, i due paesi mediatori, al termine del negoziato tra Iran ed Usa che si è concluso questa notte in Svizzera.

  • 08:35

    Concluso il primo round di colloqui Usa-Iran

    Una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una “unità per la gestione dei conflitti” con l’obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con “incoraggianti progressi” e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana. Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l’Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative, i mediatori Pakistan e Qatar parlano di buoni risultati. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti “progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano. Per l’Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici”, ha detto su X elencando anche fra i risultati ottenuti la revoca blocco, lo sblocco di alcuni beni congelati e l’avvio di un “importante piano di ricostruzione e sviluppo”.
    In una nota congiunta diffusa al termine dei colloqui, Pakistan e Qatar hanno riferito che le delegazioni iraniana e americana hanno negoziato in un’”atmosfera positiva e costruttiva”, arrivando anche a delineare una “roadmap” per raggiungere un accordo definito entro i 60 giorni stabiliti. Washington e Teheran hanno deciso la creazione di un comitato di alto livello che avrà la supervisione politica della mediazioni. I capi negoziatori riferiranno regolarmente al comitato di alto livello e guideranno i gruppi di lavoro sui temi del “nucleare, della sanzioni e del monitoraggio e delle risoluzioni delle controversie”.

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