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Trump: “Nessuno controllerà Hormuz, se l’Oman si oppone li facciamo saltare in aria”. Ed esclude un allentamento delle sanzioni all’Iran

Tv Iran: “C’è la bozza d’accordo. Via i soldati Usa e il blocco nello Stretto, ma navi controllate da Teheran e Oman”
Trump: “Nessuno controllerà Hormuz, se l’Oman si oppone li facciamo saltare in aria”. Ed esclude un allentamento delle sanzioni all’Iran
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La giornata – Altalena nei negoziati

Continua l’altalena nei negoziati tra Usa e Iran, con quelle che appaiono come tattiche per alzare la posta in gioco e strappare condizioni migliori. L’ultima mossa è stata quella di Teheran, dove la tv di Stato ha rivelato la bozza del memorandum d’intesa, sostenendo che prevede il ritiro delle forze militari americane dalle aree limitrofe alla Repubblica islamica e la revoca del blocco dei porti iraniani in cambio della riapertura del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese.

Secondo l’emittente, Teheran continuerebbe a gestire il transito delle navi nello Stretto in collaborazione con l’Oman, oltre a ispezionare le navi e a imporre tariffe di servizio, fatta eccezione per le navi militari. Inoltre, se si raggiungerà un accordo definitivo entro 60 giorni, l’intesa dovrà essere approvata come una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Una notizia “falsa”, “nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana”, ha smentito subito la Casa Bianca, senza indicare però a quali dettagli si riferisse, ma assicurando che i colloqui “stanno procedendo bene” e che il presidente ha reso chiare le sue “linee rosse”.

A ruota è intervenuto lo stesso Donald Trump, presiedendo una riunione di governo alla Casa Bianca: “L’Iran è molto determinato, desidera fortemente raggiungere un accordo. Finora non ci è riuscito… noi non siamo soddisfatti, ma lo saremo. O lo saremo, oppure dovremo semplicemente portare a termine il lavoro”, ha messo in guardia nuovamente, confermando che le trattative “stanno andando molto bene” e che “stanno iniziando a darci le cose che devono darci”. “Nessuno controllerà lo Stretto di Hormuz, sono acque internazionali. Lo Stretto sarà aperto a tutti”, ha ribadito, minacciando anche Muscat: “L’Oman si comporterà bene, altrimenti dovremo farli saltare in aria”.

The Donald ha anche negato che si stia parlando di allentamento delle sanzioni (neppure in cambio della rinuncia all’uranio altamente arricchito, ha detto a Pbs) e di sblocco dei beni congelati: “Quando si comporteranno in modo adeguato e faranno ciò che è giusto, permetteremo loro di avere i propri soldi. Ma al momento non lo stiamo facendo”, ha messo in evidenza, bocciando l’ipotesi che l’uranio arricchito iraniano finisca in Russia o in Cina. Infine ha rilanciato la necessità che i Paesi arabi aderiscano agli Accordi di Abramo in caso di intesa, pur lasciando il dubbio se intende subordinarla ad essi. Peccato che, secondo i media Usa, i Paesi arabi non stiano prendendo seriamente la richiesta di Trump, che avrebbe suscitato stupore, risate e frustrazione, nella convinzione che sia solo una mossa tattica per calmare i falchi repubblicani preoccupati di un accordo con Teheran.

Sta di fatto che, ogni volta che si avvicina alla soglia di un’intesa, il tycoon subisce spinte contrapposte, interne ed esterne: da un lato i duri ad oltranza nel suo entourage e nel suo partito, dall’altra i Paesi arabi che preferiscono la fine della guerra. In mezzo il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che tenta di sabotare ogni accordo mettendo a ferro e fuoco il Libano, ignorando la tassativa richiesta iraniana di includerlo nella cessazione delle ostilità e il monito di Trump di non colpire Beirut.

Mercoledì Israele ha lanciato attacchi su vasta scala contro il Libano, anche nei pressi della città di Tiro, mentre Hezbollah, milizia alleata di Teheran, ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con le forze israeliane oltre la “linea gialla” nel sud del Paese, nonostante il cessate il fuoco.

Questa settimana l’Idf ha promesso di intensificare le operazioni nel Paese dei Cedri e ha annunciato l’espansione delle operazioni di terra, una mossa che precede i colloqui di venerdì tra delegazioni militari libanesi e israeliane al Pentagono e un nuovo ciclo di negoziati diretti la prossima settimana, per porre fine alle ostilità.

A rendere difficile un accordo tra Washington e Teheran sono anche le divisioni interne in Iran, dove il presidente Masoud Pezeshkian, sfidando l’ala più dura legata agli apparati di sicurezza, ha ripristinato internet dopo 88 giorni di blackout digitale, anche se restano filtri e censure. 

Momenti chiave

    • 17:59

      Trump: “Nessun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all’uranio”

      L’Iran non avrà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all’uranio altamente arricchito. Lo ha detto Donald Trump a Pbs sottolineando che l’Arabia Saudita dovrebbe aderire agli Accordi di Abramo.

    • 17:09

      Teheran: “Nella bozza anche 300 miliardi di dollari per la ricostruzione”

      Meysam Zohourian, segretario della Commissione economica del Parlamento, ha scritto su X che l’attuale bozza del memorandum Washington-Teheran include anche la dichiarazione della fine della guerra anche in Libano, con un impegno di non aggressione reciproca. Secondo Zohourian, il documento provvisorio prevede inoltre un programma di ricostruzione per l’Iran da 300 miliardi di dollari, qualora venga firmato un accordo definitivo, nonché la revoca delle sanzioni statunitensi alla Repubblica Islamica. Il segretario ha inoltre affermato che la sezione del memorandum sul nucleare prevede che l’Iran non costruisca armi nucleari, oltre alla creazione di un quadro reciprocamente accettabile su scorte di uranio e relativo arricchimento. Tra le altre disposizioni, per Zohourian, figurano anche esenzioni statunitensi sulla vendita di petrolio e altri prodotti petrolchimici iraniani, oltre allo sblocco dei fondi congelati di Teheran. 

    • 16:46

      Casa Bianca: “Non credete ai media iraniani”

      “Nessuno dovrebbe credere alle notizie diffuse dai media statali iraniani. È una completa invenzione”. Lo ha detto la Casa Bianca. 

    • 15:43

      Libano, l’Idf ordina l’evacuazione dell’intera città di Tiro

      L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dell’intera città di Tiro, nel sud del Libano, esortando i residenti a spostarsi a nord del fiume Zahrani, a circa 40 chilometri dal confine con Israele. Lo riferisce il Times of Israel citando un comunicato dell’Idf, secondo cui la popolazione dovrà lasciare l’area e dirigersi più a nord in risposta alle operazioni militari in corso nella regione. L’ordine riguarda l’intera città e rappresenta una delle più ampie evacuazioni disposte recentemente nel sud del Libano.

    • 15:16

      Media Iran: “Per il ritiro delle truppe Usa necessari altri negoziati”

      L’agenzia di stampa iraniana Mizan ha riportato ulteriori dettagli sulla bozza di accordo fra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. In particolare, il documento afferma che “gli Usa si sono impegnati a ritirare le proprie forze belliche dall’area circostante l’Iran”, tuttavia saranno necessari ulteriori negoziati per stabilire se ciò “includa i militari schierati nella regione o quelli di stanza nelle basi”.

    • 15:15

      Tv Iran: “Nella bozza d’accordo via blocco Usa da Hormuz e transito ai livelli pre-guerra”

      La tv di Stato iraniana ha illustrato l’ultima bozza del memorandum d’intesa fra Washington e Teheran. In base al testo, ripreso dai media internazionali, gli Usa ritirano le forze militari vicine al territorio iraniano e revocano il blocco navale ai porti iraniani, e in cambio Teheran si impegna a ripristinare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese.
      Il transito della navi sarà gestito in collaborazione con l’Oman. Il “Memorandum di Islamabad”, questo il nome del documento, afferma che, se si raggiungerà un accordo definitivo entro 60 giorni, l’intesa dovrà essere approvata come una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

    • 14:48

      Israele: “Allarme droni esplosivi in Galilea”

      Numerosi allarmi sono scattati in Galilea, nel nord di Israele, ed è “stata rilevata la caduta di diversi droni esplosivi”. I droni sono esplosi in un’area militare, ha riferito un portavoce dell’Idf.

    • 13:46

      Israele emette nuovi avvisi di evacuazione per 5 villaggi nel sud del Libano

      Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno emesso nuovi avvisi di evacuazione per cinque città e villaggi nel Libano meridionale in vista di raid aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. Ai residenti di Kfar Houneh, Aaramta, Mlikh, Jarjouaa e Houmin al-Fawqa è stato ordinato di evacuare ad almeno un chilometro di distanza. Lo riporta Times of Israel. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocere a voi”, ha avvertito il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee. 

    • 13:28

      Consigliere di Khamenei: “Stretto di Hormuz è la garanzia per l’accordo con gli Usa”

      “Questa volta la linea rossa dell’Iran è chiara: documenti e firme da soli non sono una garanzia. Il garante concreto della sopravvivenza dell’accordo è lo Stretto di Hormuz“. Lo ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere per gli Affari internazionali della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. “La storia testimonia che tutti gli invasori giunti con desideri egemonici, da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Donald Trump, sono stati assorbiti nell’abbraccio dell’antica civiltà iraniana”, ha affermato, aggiungendo che “la geografia non mente ed è il giudice finale dei trattati scritti su carta”

    • 13:26

      Teheran: “Usa e Israele continuano a pianificare il rovesciamento della Repubblica Islamica”

      Il ministero dell’Intelligence iraniano ha diffuso oggi una dichiarazione secondo cui Stati Uniti e Israele continuerebbero i loro complotti per rovesciare la Repubblica islamica e per provocare il collasso del Paese, passando a quella che definisce “guerra soft, guerra cognitiva e operazioni ibride”. “Il nemico mira anche a disintegrare l’Iran. Sfrutta i problemi economici e incita disordini nel Paese”, si legge nella nota, citata dall’agenzia Irna, secondo cui la guerra dei nemici è guidata da Israele “che domina gli Stati Uniti, affiancato dalla Gran Bretagna, seguita dagli europei e finanziata dai Paesi schiavi del Golfo Persico meridionale”.

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