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Trump: “Ero a un’ora dall’attacco all’Iran. Hanno 2-3 giorni per tornare al tavolo”. Il G7: “Imperativo riaprire Hormuz”

Qatar: "Serve più tempo per i negoziati". Per il New York Times il regime sarebbe pronto a reagire se riprendessero i combattimenti: "Riposizionati i lanciatori di missili durante la tregua. Possibili attacchi a petrolio e blocco dello stretto di Bab el-Mandeb"
Trump: “Ero a un’ora dall’attacco all’Iran. Hanno 2-3 giorni per tornare al tavolo”. Il G7: “Imperativo riaprire Hormuz”
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G7 Finanze: “Imperativi la riapertura di Hormuz e una soluzione duratura della guerra”

“L’incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l’inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi”. Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.

“Rimaniamo impegnati – prosegue il comunicato finale – a monitorare da vicino questi impatti sulla crescita globale e sulle condizioni dei mercati finanziari”- e “riaffermiamo il nostro impegno per mercati dell’energia e delle altre materie prime ben funzionanti, stabili e trasparenti, favorendo condizioni per una gestione adeguata dell’offerta e della domanda globali. Invitiamo tutti i Paesi a evitare restrizioni arbitrarie alle esportazioni e sottolineiamo l’importanza di flussi commerciali sicuri”. Guardando al futuro, il G7 Finanze sottolinea “l’importanza di rafforzare la resilienza delle nostre economie attraverso la diversificazione delle catene di approvvigionamento”.

Il comunicato, poi, si sofferma sulla necessità di raggiungere “una crescita globale equilibrata e sostenibile attraverso la riduzione degli squilibri globali”, tema da tempo caro all’amministrazione Usa con riferimento al surplus nel commercio dei beni di Paesi come Cina e Germania così come dell’Ue. “Gli squilibri delle partite correnti globali derivano in gran parte dalle dinamiche sottostanti tra risparmio e investimenti” – dicono i ministri e governatori dei Sette – “siamo d’accordo sulla necessità di affrontare questi squilibri, che è di interesse comune sia per le economie in avanzo che per quelle in disavanzo. In assenza di un riequilibrio tempestivo, squilibri ampi e persistenti potrebbero alimentare ulteriori tensioni commerciali e potrebbero risolversi in modo disordinato, anche attraverso il canale finanziario”. L’impegno del G7 è che “ciascuno di noi, tenendo conto delle circostanze nazionali, dei rispettivi mandati interni e dei consigli di politica economica del Fmi, mira a promuovere politiche specifiche che favoriscano una crescita equilibrata e la stabilità macroeconomica” e in particolare “i paesi con disavanzi esteri ampi e persistenti dovrebbero attuare politiche che includano il sostegno al risparmio interno e il consolidamento fiscale. I Paesi con avanzi esteri ampi e persistenti dovrebbero rafforzare le fonti interne di crescita”.

  • 22:46

    Fonti: Trump ridurrà le forze Usa nella Nato “durante le crisi”

    L’amministrazione Trump comunicherà agli alleati della Nato che ridurrà le forze americane disponibili per l’Alleanza durante le crisi. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti, secondo le quali il Pentagono vuole ridimensionare significativamente il suo impegno. Nell’ambito del ‘Nato Force Model’, i paesi dell’Alleanza individuano insieme le forze disponibili che potrebbero essere usate durante un conflitto o una grave crisi, come un attacco a membro Nato. L’annuncio è atteso venerdì.

  • 21:10

    Trump ha incontrato i consiglieri alla sicurezza nazionale lunedì sera

    Donald Trump ha convocato lunedì sera i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull’Iran. Lo riporta Axios, sottolineando che la riunione si è tenuta poche ore dopo che il presidente aveva annunciato di aver sospeso l’attacco pianificato per martedì. La riunione ha incluso anche un briefing sulle opzioni militari. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, Trump non aveva deciso di attaccare prima di annunciare la sospensione del raid.

  • 20:14

    Vance: “Se si farà l’accordo con l’Iran? Non posso dirlo con certezza”

    Il vicepresidente americano JD Vance dice di non poter affermare con sicurezza che con l’Iran si arriverà ad un accordo. Rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca, Vance ha detto di ritenere che l’Iran voglia un accordo, ma ha anche detto di non potersi pronunciare con sicurezza sulla possibilità di raggiungere l’intesa finché ciò non avverrà.
    Ai giornalisti che gli chiedevano se “personalmente lo pensasse”, ha ribattuto: “Personalmente credo che la risposta onesta sia: come potrei mai saperlo? Si negozia con le persone e a volte si ha la sensazione di fare progressi, altre volte invece si ha la sensazione di non farne”. “Non posso dirlo con certezza, perché non so cosa pensi l’altra parte”.

  • 20:00

    Vance: “Pronti e carichi per riprendere la guerra, ma Trump non vorrebbe”

    “Abbiamo due strade che possiamo intraprendere con l’Iran”: una opzione è negoziare, “l’opzione B è riavviare la campagna militare. Trump non vorrebbe l’opzione B”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, definendo l’Iran un paese “complicato”. Gli Stati Uniti sono “pronti e carichi” per riprendere la guerra contro l’Iran “ma non vogliamo percorrere questa strada”, anche se “il presidente è pronto ad andare lungo questa strada se dovremo farlo. Pensiamo di avere fatto progressi e che gli iraniani vogliano fare un accordo, ma bisogna essere in due per ballare il tango”, ha detto Vance, aggiungendo che “non accetteremo un accordo che consenta agli iraniani di avere un’arma nucleare”.

  • 17:56

    Idf ordinano l’evacuazione di 12 villaggi nel Sud del Libano

    “Se dovessimo lasciare ora, all’Iran servirebbero 25 anni per ricostruire. Ma non lasciamo: vogliamo fare le cose per bene”. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che i missili di Teheran “sono esauriti all’82%. Stimiamo che la loro capacità produttiva sia molto ridotta, poiché li abbiamo colpiti. La loro marina è stata annientata. Il presidente Xi mi ha promesso che non invierà armi all’Iran. Gli credo sulla parola”, ha messo in evidenza Donald Trump.

  • 17:49

    Trump: “Xi mi ha promesso che non invierà armi all’Iran. Gli credo”

    “Se dovessimo lasciare ora, all’Iran servirebbero 25 anni per ricostruire. Ma non lasciamo: vogliamo fare le cose per bene”. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che i missili di Teheran “sono esauriti all’82%. Stimiamo che la loro capacità produttiva sia molto ridotta, poiché li abbiamo colpiti. La loro marina è stata annientata. Il presidente Xi mi ha promesso che non invierà armi all’Iran. Gli credo sulla parola”, ha messo in evidenza Donald Trump.

  • 17:48

    Trump: “La guerra all’Iran, ci vuole troppo tempo a spiegarne i motivi”

    “Tutti mi dicono che la guerra con l’Iran non è popolare, ma io penso che lo sia eccome”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti dal cantiere della ‘ballroom’ della Casa Bianca. “Non ho abbastanza tempo per spiegare la guerra alla gente – ha aggiunto – Sono troppo impegnato a portarla a termine”.

  • 17:46

    Trump: “L’Iran ha pochi giorni per tornare al tavolo negoziale”

    Gli Stati Uniti hanno concesso all’Iran “due-tre giorni, forse fino a venerdì o sabato o domenica, o inizio prossima settimana” per tornare al tavolo negoziale e trovare un accordo. Lo ha reso noto il presidente americano Donald Trump, parlando di “un periodo di tempo limitato”.

  • 17:46

    Trump: “Ero a un’ora dall’attacco. Possiamo colpirli duramente”

    “Ero a un’ora dal colpire” l’Iran. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti dal cantiere della ‘ballroom’ della Casa Bianca, all’indomani dell’annuncio di non voler colpire l’Iran dopo aver parlato con l’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, il Principe Ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan. “Potremmo dover colpire forte l’Iran ancora un’altra volta. Non ne sono sicuro, lo sapremo presto”.

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