G7 Finanze: “Imperativi la riapertura di Hormuz e una soluzione duratura della guerra”
“L’incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l’inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi”. Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.
“Rimaniamo impegnati – prosegue il comunicato finale – a monitorare da vicino questi impatti sulla crescita globale e sulle condizioni dei mercati finanziari”- e “riaffermiamo il nostro impegno per mercati dell’energia e delle altre materie prime ben funzionanti, stabili e trasparenti, favorendo condizioni per una gestione adeguata dell’offerta e della domanda globali. Invitiamo tutti i Paesi a evitare restrizioni arbitrarie alle esportazioni e sottolineiamo l’importanza di flussi commerciali sicuri”. Guardando al futuro, il G7 Finanze sottolinea “l’importanza di rafforzare la resilienza delle nostre economie attraverso la diversificazione delle catene di approvvigionamento”.
Il comunicato, poi, si sofferma sulla necessità di raggiungere “una crescita globale equilibrata e sostenibile attraverso la riduzione degli squilibri globali”, tema da tempo caro all’amministrazione Usa con riferimento al surplus nel commercio dei beni di Paesi come Cina e Germania così come dell’Ue. “Gli squilibri delle partite correnti globali derivano in gran parte dalle dinamiche sottostanti tra risparmio e investimenti” – dicono i ministri e governatori dei Sette – “siamo d’accordo sulla necessità di affrontare questi squilibri, che è di interesse comune sia per le economie in avanzo che per quelle in disavanzo. In assenza di un riequilibrio tempestivo, squilibri ampi e persistenti potrebbero alimentare ulteriori tensioni commerciali e potrebbero risolversi in modo disordinato, anche attraverso il canale finanziario”. L’impegno del G7 è che “ciascuno di noi, tenendo conto delle circostanze nazionali, dei rispettivi mandati interni e dei consigli di politica economica del Fmi, mira a promuovere politiche specifiche che favoriscano una crescita equilibrata e la stabilità macroeconomica” e in particolare “i paesi con disavanzi esteri ampi e persistenti dovrebbero attuare politiche che includano il sostegno al risparmio interno e il consolidamento fiscale. I Paesi con avanzi esteri ampi e persistenti dovrebbero rafforzare le fonti interne di crescita”.