Pechino dribbla le domande su accordi commerciali fantastici annunciati da Trump
La diplomazia cinese sembra dribblare le domande dei giornalisti sugli “accordi commerciali fantastici” che Donald Trump ha detto di aver concluso durante la visita in Cina appena terminata dopo che a Fox News aveva parlato di diversi punti su cui si sarebbe impegnato il leader cinese Xi Jinping, a cominciare dall’acquisto di 200 aerei Boeing. Senza confermare né smentire, riporta la Bbc, un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino ha invece voluto insistere sul “consenso importante” raggiunto durante la visita. “L’essenza delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Usa è nel vantaggio reciproco e nella cooperazione vantaggiosa per entrambi” i Paesi, ha poi detto il portavoce rispondendo ad altre domande nel consueto incontro con i giornalisti.
A Fox News Trump aveva detto nelle scorse ore di aver avuto comunicazione da Xi che sarebbe partito un ordine per aerei americani. “Ordinerà 200 jet. E’ una cosa importante”, le parole del tycoon. Nessun annuncio ufficiale, quindi, da parte cinese, almeno per ora. Un funzionario di Boeing ha invitato a rivolgersi alla Casa Bianca per ogni commento, riporta il New York Times ricordando come Kelly Ortberg, ceo di Boeing, fosse nella delegazione che ha accompagnato Trump nella visita nel gigante asiatico definita “storica” da Xi.
Dopo i colloqui di ieri, il leader cinese ha avuto oggi un breve colloquio privato con Trump nella residenza di Zhongnanhai. “Abbiamo raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull’ampliamento della cooperazione concreta in vari settori e sulla gestione adeguata delle preoccupazioni reciproche”, ha detto Xi nelle dichiarazioni diffuse dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua.
Il Nyt ricorda come in alcuni settori aziende americane ed europee restino ‘leader’ nonostante il lavoro della Cina per “ridurre la dipendenza dall’Occidente”. Secondo una stima del 2025 di Cirium, citata dal giornale, un aereo su sette fra quelli attualmente in uso vola in Cina. E Boeing prevede la flotta cinese di jet raddoppierà nei prossimi venti anni, sfiorando i 10.000 velivoli.
Le consegne di aerei Boeing ai clienti cinesi hanno subito, ricorda ancora il Nyt, un forte rallentamento dopo due terribili incidenti che nel 2018 e l’anno seguente hanno visto coinvolti Boeing 737 Max, mentre durante il primo mandato di Trump alla Casa Bianca un accordo raggiunto da Usa e Cina nel gennaio del 2020 prevedeva un aumento importante degli acquisti cinesi di prodotti americani, con obiettivi raggiungibili solo tramite importanti acquisti di aerei Boeing. Settimane dopo la Cina faceva sapere di non poter rispettare i termini dell’accordo a causa della pandemia di Covid-19. Nell’aprile del 2020 veniva annullato l’acquisto di 29 aerei 737 Max non ancora consegnati.
Il 2024 segnava, ricostruisce il Nyt, l’anno della ripresa delle consegne alla Cina, poi nuovamente bloccate l’anno scorso quando le compagnie aeree cinesi hanno avvertito di ulteriori ritardi in ‘rispostà ai dazi decisi da Trump. Poi, l’allentamento delle tensioni commerciali.
Le ‘difficoltà’ di Boeing in Cina si sono rivelate un ‘benè per Airbus e secondo Cirium clienti cinesi hanno ordini in sospeso per quasi 500 aerei Airbus. A differenza di Boeing, scrive il Nyt, Airbus ha ceduto alle pressioni cinesi e dal 2008 assemblea il suo A320 a Tianjin. Il governo di Pechino ha finanziato Comac, azienda statale con sede a Shanghai, che produce un aereo, il C919, descritto dagli analisti del settore come quasi identico all’A320. Il C919 usa ancora tuttavia molte componenti di aziende straniere.