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Bolzano, crolla il palazzo di giustizia. Il procuratore: “In orario di lavoro ci sarebbero stati una ventina di morti”

Il cedimento all'alba di giovedì: distrutti gli uffici del capo della Procura e della presidente del Tribunale. L'ipotesi di un collegamento con i lavori di ristrutturazione iniziati da poco
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Un vasto crollo ha interessato all’alba di giovedì il palazzo di giustizia di Bolzano, distruggendo la parte centrale dell’edificio, che comprende gli uffici del procuratore capo Axel Bisignano e della presidente del Tribunale Francesca Bortolotti, con i rispettivi collaboratori. Fuori uso anche l’aula della Corte d’Assise, una cancelleria e la sede dell’Ordine degli Avvocati. Il cedimento si è verificato alle 6:24 del mattino, quando il palazzo era ancora chiuso al personale e agli utenti: solo un addetto alle pulizie che stava lavorando è rimasto lievemente ferito. “Se fosse successo in orario di lavoro avremmo avuto una ventina di morti“, dice al Fatto il procuratore Bisignano, precisando che comunque il cedimento non ha interessato le parti più frequentate dell’edificio. “Inizialmente ho pensato potesse trattarsi di una bomba, di un attentato, poi, dopo le prime verifiche, abbiamo capito che si trattava di un crollo” ha detto Christian Auer, ispettore antincendio capo del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Bolzano.

Il crollo ha interessato almeno un quarto della struttura, un edificio risalente al ventennio fascista sul quale sono in corso da poche settimane lavori di ristrutturazione, che prevedono la sostituzione di alcune colonne ammalorate. Tra le prime ipotesi c’è quella che il disastro sia stato causato dalle vibrazioni del cantiere. A cedere è stata la copertura della parte centrale del palazzo, provocando il collasso di grandi quantità di muratura e altri elementi strutturali, precipitati nell’atrio interno e fino all’ingresso principale, invadendo anche la scalinata esterna. Le immagini mostrano l’intera parte centrale dell’edificio collassata, lasciando un enorme squarcio tra le colonne della facciata e una montagna di macerie davanti all’ingresso principale.

Sul posto sono intervenuti da subito il Corpo permanente dei Vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i soccorritori sanitari. Presente anche il sindaco della città, Claudio Corrarati. L’area interessata è stata messa in sicurezza e sono state avviate le verifiche tecniche per accertare la stabilità delle porzioni dell’edificio rimaste in piedi. “Sul posto c’era l’impresa di pulizia, diversi operatori erano già usciti, qualcuno mancava all’appello. Alla fine tramite telefono siamo riusciti a trovare questa persona che stava ancora all’interno e l’abbiamo indirizzata a uscire fuori da una parte sicura dell’edificio”, dice l’ispettore capo Auer, tra i primi ad arrivare sul posto dopo l’enorme cedimento che ha interessato all’alba il Tribunale di Bolzano. Nelle prossime ore proseguiranno i sopralluoghi, mentre si lavora per individuare soluzioni temporanee che consentano di garantire la continuità dell’attività giudiziaria.

“Le immagini che vedete sono impressionanti e devastanti e bisogna ringraziare veramente non so chi, se una mano superiore, perché se fosse accaduto anche solo mezz’ora dopo sarebbero state veramente conseguenze tragiche nel vero senso della parola”, afferma Corrado Mistri, procuratore generale del Trentino-Alto Adige. “Alle nove e mezza c’è stato un comitato presso il Commissariato del governo, sono state adottate le prime iniziative di consolidare l’intervento di messa in sicurezza. In un secondo momento si procederà poi alla bonifica e quindi la pulizia dell’area, la messa in sicurezza per poi individuare da un lato le cause e dall’altro lato – con la collaborazione che io ho sollecitato di tutti, sia dell’autorità inquirente che dell’autorità amministrativa -, l’individuazione delle aree per poter continuare l’attività giudiziaria e assicurare la continuità del servizio”.

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