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Iran, Trump sui negoziati: “Offriamo accordo equo”. Manda Vance in Pakistan e minaccia. Teheran non si fida: secondo round di colloqui in bilico

Scambio di accuse tra Washington e Teheran su chi ha violato il cessate il fuoco. Trump: "Israele è un grande alleato a differenza di altri". Riservista Idf ucciso in Libano, altri 9 feriti. Respinte due petroliere nello stretto di Hormuz. Annunciata, smentita e di nuovo annunciata la presenza di Vance a Islamabad
Iran, Trump sui negoziati: “Offriamo accordo equo”. Manda Vance in Pakistan e minaccia. Teheran non si fida: secondo round di colloqui in bilico
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  • 11:36

    Conn: “Martedì Trump leggerà un versetto della bibbia”

    Il presidente Donald Trump parteciperà questa settimana a una lettura pubblica della Bibbia, mentre l’amministrazione continua a integrare la religione, in particolare il cristianesimo, nelle attività ufficiali. Lo scrive la Cnn. “Il 21 aprile, il presidente Trump leggerà un brano delle Sacre Scritture tramite un videomessaggio dallo Studio Ovale alle 18:00”, si legge in un comunicato stampa degli organizzatori. L’evento si chiama “L’America legge la Bibbia”. La partecipazione di Trump alla settimana di letture è particolarmente degna di nota, visti i suoi recenti dissapori con Papa Leone sul conflitto con l’Iran e le critiche ricevute all’inizio di questa settimana per aver pubblicato – e poi cancellato – un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù. Nel videomessaggio, secondo gli organizzatori, Trump leggerà un passo del Secondo libro delle Cronache 7:11-22, che include il versetto 14, spesso citato: “Se il mio popolo, che è chiamato con il mio nome, si umilierà, pregherà, cercherà il mio volto e si convertirà dalle sue vie malvagie, io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e guarirò la sua terra”.

  • 11:35

    Media: “Idf procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano nonostante la tregua”

    Le Forze di Difesa Israeliane continuano la distruzione sistematica dei villaggi nel Libano meridionale durante un cessate il fuoco e i comandanti militari hanno dichiarato ad Haaretz che case civili, edifici pubblici e scuole vengono demoliti nell’ambito di una più ampia politica di “bonifica dell’area”. Secondo quanto riferito dai comandanti, decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori retribuiti, sono stati portati nella zona nelle ultime settimane, con alcuni operai pagati in base al numero di strutture distrutte.

    Una fonte a conoscenza dei dettagli ha affermato che alcuni appaltatori avevano già lavorato a Gaza e che in un villaggio sono attualmente in funzione contemporaneamente circa 20 escavatori. Secondo alcune fonti, la politica prevede la demolizione su vasta scala di infrastrutture civili ed è stata riproposta in Libano a partire da tattiche già utilizzate nella Striscia di Gaza.

  • 11:00

    Pezeshkian: “Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi”

    “Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali. Le dichiarazioni del nemico riguardo alla distruzione della nostra civiltà e al ritorno dell’Iran all’età della pietra rivelano le intenzioni e gli obiettivi degli aggressori”. Ad affermarlo è il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato da Al-Jazeera.

  • 10:51

    Houthi: “Massima allerta per contrastare aggressioni contro popolo”

     Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato che il gruppo militante sostenuto dall’Iran è “in stato di massima allerta per contrastare qualsiasi aggressione contro il popolo yemenita”. Lo riporta Al Jazeera. “L’ultima ondata di conflitto con il nemico sionista e americano ha incarnato l’unità dei fronti e ha dimostrato l’efficacia delle operazioni militari dell’asse jihad e resistenza contro il nemico”, ha affermato al-Atifi in una dichiarazione. Gli Houthi sono entrati formalmente nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di marzo, lanciando diversi attacchi missilistici a lungo raggio e con droni contro Israele, segnando un nuovo fronte nel conflitto. La milizia ha promesso di continuare gli attacchi fino alla fine della guerra, utilizzando il proprio arsenale per colpire siti militari sensibili e minacciando di estendere gli attacchi al traffico marittimo nel Mar Rosso.

  • 10:42

    Ft: “Teheran ha studiato e imparato da guerra in Ucraina”

    L’esercito iraniano ha studiato in profondità la guerra in Ucraina per trarne lezioni operative e tecnologiche, con un’attenzione particolare all’uso massiccio dei droni, all’intelligenza artificiale e alla modernizzazione delle tattiche militari. È quanto emerge da un lungo reportage del Financial Times che ha analizzato oltre 300 articoli pubblicati negli ultimi cinque anni su riviste militari iraniane, che offrono uno spaccato raro del dibattito interno alle forze armate della Repubblica islamica. Tra le figure chiave citate compare Hossein Dadvand, comandante di un importante istituto di addestramento a nord di Teheran, che già prima del recente conflitto con Israele e Stati Uniti aveva invitato a investire su unità più mobili, produzione di droni a basso costo anche tramite stampanti 3D e integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma.

    Le pubblicazioni, firmate da ufficiali, comandanti e analisti, indicano che Teheran ha osservato con attenzione sia le prestazioni russe sia la capacità ucraina di adattarsi a un avversario più potente. Tra le priorità emergono il rafforzamento delle capacità di cyberwarfare, l’ammodernamento della difesa aerea e una revisione della pianificazione strategica, ritenuta carente di fronte alle “nuove minacce”. Le riviste militari offrono anche indicazioni su possibili scenari operativi, come il controllo dello Stretto di Hormuz o la difesa da un’invasione anfibia, suggerendo approcci aggressivi nel primo caso e l’uso di mine navali come deterrente nel secondo. Un altro tema ricorrente riguarda la necessita’ di rinnovare la flotta aerea, con proposte per l’acquisto di caccia russi Su-35 e per l’integrazione di droni suicidi e sistemi di selezione dei bersagli basati su intelligenza artificiale.

  • 10:39

    Vance: “Grazie al Papa, disaccordi ci sono ma realtà è più complicata”

    “Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrazione mediatica alimenta costantemente i conflitti – e sì, ci sono stati e ci saranno disaccordi reali – la realtà è spesso molto più complessa“. Lo scrive su X il vicepresidente Usa JD Vance pubblicando un video in cui il pontefice parla di una “narrazione che non è stata accurata in tutti i suoi aspetti” in merito alla differenza di vedute con il presidente Usa Donald Trump. Ieri Leone XIV ha detto che “non è affatto nel mio interesse” dibattere con Trump. “Papa Leone – aggiunge Vance – predica il Vangelo, come è giusto che sia, e questo inevitabilmente significa che offre le sue opinioni sulle questioni morali del momento. Il Presidente – e l’intera amministrazione – si adoperano per applicare questi principi morali in un mondo caotico. Sarà nelle nostre preghiere, e spero che noi saremo nelle sue”.

  • 10:13

    Media: “Secondo round dei negoziati a Islamabad entro venerdì”

    Due fonti della sicurezza pakistana affermano che il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si terranno probabilmente entro venerdì. Parlando con Al Jazeera a condizione di anonimato, hanno dichiarato di essere giunti a questa conclusione sulla base di diversi elementi. Innanzitutto, hanno citato il fatto che “due aerei da trasporto pesante statunitensi, i C-17 Globemaster, sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi”, vicino alla capitale pakistana Islamabad. Le fonti hanno fatto sapere che “le strade dall’aeroporto alla Zona Rossa di Islamabad sono state temporaneamente chiuse, a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza”. Infine, secondo le fonti, “sia l’hotel Serena che il Marriott di Islamabad sono stati evacuati e non saranno consentite nuove prenotazioni fino a venerdì”. Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si è svolto presso l’hotel Serena di Islamabad l’11 aprile. 

  • 10:05

    Teheran: “Iran verso il ripristino di internet per i professori”

    L’Iran ripristinerà gradualmente l’accesso a Internet internazionale, a partire dai professori. Lo scrive Iran International. Mehdi Abtahi, viceministro della scienza, della ricerca e della tecnologia, ha dichiarato che l’accesso a Internet per la comunità accademica iraniana sarà ripristinato gradualmente, iniziando dai professori universitari. Ha affermato che il ministero ha già adottato misure per fornire l’accesso ai professori sulla base di un elenco preesistente e che la misura sarà gradualmente estesa a tutti i membri del corpo docente. Abtahi ha aggiunto che le informazioni relative a tutti i professori sono state trasmesse al ministero delle comunicazioni e che l’accesso dei ricercatori inizierà generalmente dai docenti universitari, per poi essere esteso agli istituti di ricerca e ad altri centri. 

  • 09:55

    Cnn: “Traffico a Hormuz completamente fermo”

    Il traffico nello Stretto di Hormuz è “completamente fermo” dopo gli spari di ieri contro due navi commerciali. Lo riporta la Cnn citando di dati di Marine Traffic, secondo cui la maggior parte delle imbarcazioni presenti nell’area si è spostata verso zone ritenute più sicure, addentrandosi nel Golfo Persico o dirigendosi verso il Golfo di Oman.

  • 09:30

    Media israeliani: “Gabinetto Netanyahu discute preparativi per la fine della tregua”

    Una riunione ristretta del gabinetto del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, discute oggi “i preparativi per la possibilità dell’interruzione della tregua con l’Iran”. Lo riportano le emittenti israeliane. 

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