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Iran, Casa Bianca: “Non abbiamo chiesto di prolungare cessate il fuoco”. Trump: “Accordo entro aprile”. Media: “Teheran potrebbe riaprire parte di Hormuz”

Anche Teheran boccia l'ipotesi di un intervento Ue sullo Stretto: "Complicherebbe la situazione". Usa: "Fermate 9 navi". Nuovi attacchi in Libano: morti
Iran, Casa Bianca: “Non abbiamo chiesto di prolungare cessate il fuoco”. Trump: “Accordo entro aprile”. Media: “Teheran potrebbe riaprire parte di Hormuz”
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  • 12:39

    Media iraniani: “Arrestato a Isfahan leader terrorista affiliato ad Israele”

    “Un leader di un gruppo terroristico separatista affiliato a Israele, con un passato di omicidi e attentati dinamitardi in città della provincia del Khuzestan, è stato identificato e arrestato nella provincia di Isfahan”. E’ quanto fa sapere il ministero dell’Intelligence iraniano, secondo l’agenzia Isna.

  • 12:36

    Iran, Pichetto Fratin: “In aggiornamento piani Ue su contenimento consumi per la crisi energetica”

    “La Commissione Europea sta facendo una serie di valutazioni, ha raccolto una serie di istanze a livello europeo” per far fronte all’emergenza energetica conseguenza della guerra in Iran. “Le azioni sul contenimento sono peraltro un continuo aggiornamento di quello che era il piano di riduzione dei consumi. Vorrei ricordare che il nostro paese aveva un consumo di quasi 80 miliardi di metri cubi di gas oggi siamo 60 miliardi. I piani di riduzione sono tuttora in corso, si tratta di intervenire con serie di aggiustamenti”. Lo dice il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine della conferenza Ance ‘Un piano per l’Italià.
    “Questa serie di aggiustamenti devono anche tenere conto della nuova tassonomia a livello europeo – aggiunge – e del fatto che, rispetto alla sbandata ideologica del 2020, l’Unione Europea ha riconosciuto nella tassonomia il nucleare, che prima non era preso in considerazione, così come si sta valutando una serie di azioni che tra l’altro riguardano molto il nostro paese, che riguardano i carburanti a bassa emissione o i biocarburanti e così via”.

  • 12:29

    Erdogan: “Non permettere a Israele di sabotare l’accordo Usa-Iran”

    “Non si deve permettere al governo israeliano, che come è noto è profondamente insoddisfatto del cessate il fuoco, di sabotare il processo”. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in riferimento alla tregua raggiunta da Iran e Stati Uniti. “Se ci sarà la pace nella nostra regione, sarà nonostante il regime sionista. Se si raggiungerà la stabilità, sarà nonostante il governo israeliano”, ha detto Erdogan, come riferisce Anadolu, tornando a criticare il premier israeliano Benjamin Netanyahu, definendolo “il macellaio di Gaza”, e congratulandosi con il premier spagnolo, Pedro Sánchez, per la sua posizione rispetto alle “minacce” di Netanyahu. “Non si possono condurre negoziati a pugni chiusi. Non dobbiamo permettere che le armi parlino di nuovo al posto delle parole. Bisogna cogliere l’occasione offerta dal cessate il fuoco”, ha aggiunto il leader turco, durante un discorso al gruppo parlamentare del suo partito Akp, sottolineando che la Turchia sta adottando “le iniziative necessarie per ridurre le tensioni, estendere il cessate il fuoco e proseguire i colloqui”.

  • 12:23

    Iran, l’Italia partecipa al vertice militare di Parigi di Parigi su Hormuz”

    Si svolgerà nelle prossime ore a Parigi un vertice militare a cui partecipano una serie di Paesi, tra cui l’Italia, il cui tema è la pianificazione dello sminamento dello stretto di Hormuz. Al momento – a quanto si apprende da fonti qualificate – non c’è nulla di stabilito e un’eventuale missione in questo senso potrebbe partire solo dopo la cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti e dopo averne verificato le condizioni per un intervento. Alla riunione partecipa anche uno staff della Marina militare italiana, in questo momento a Parigi.

  • 12:04

    Wp: “Il Pentagono invia altri 10 mila soldati Usa in Medio Oriente”

    Il Pentagono invierà altre migliaia di soldati in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre il governo Trump cerca di fare pressione sull’Iran per un accordo che metta fine al conflitto. Lo scrive il Washington Post citando funzionari Usa. Le forze in arrivo nella regione includono circa 6.000 soldati a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta, hanno dichiarato funzionari attuali ed ex che hanno parlato sotto anonimato. Altri 4.200 soldati, appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l’11th Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare a fine mese.

  • 11:46

    New York Times: “Sempre più navi usano lo ‘spoofing’ nello stretto di Hormuz”

    Le navi collegate all’Iran stanno utilizzando sempre più spesso lo ‘spoofing’, o falsificazione dell’identità cyber a scopi fraudolenbti, e altre tattiche di tracciamento ingannevoli nello stretto di Hormuz e nelle aree circostanti, in seguito all’inizio del blocco navale statunitense. Lo riporta il New York Times, che cita esperti marittimi.
    L’attività comprende imbarcazioni che “si oscurano”, spegnendo i transponder o trasmettendo dati di identificazione falsi per evitare di essere individuate. “Ora stiamo iniziando a vedere navi che si oscurano o che utilizzano identificativi ‘zombiè o casuali”, ha dichiarato al giornale Ami Daniel, amministratore delegato della società di intelligence marittima Windward. Tali tattiche, precedentemente utilizzate da navi collegate alla Russia per eludere le sanzioni, potrebbero rendere più difficile il tracciamento dei movimenti delle navi e aumentare l’incertezza nella via navigabile.

  • 11:34

    Axios, Dem presentano risoluzione d’impeachment contro Hegseth

    I Dem della Camera presenteranno oggi cinque articoli di impeachment contro il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusandolo di abuso di potere, crimini di guerra e altri gravi illeciti. Lo scrive Axios, sottolineando che la misura non ha praticamente alcuna possibilità di essere approvata in questo Congresso, ma è l’ultimo segnale che i Dem si sono compattati attorno a Hegseth come loro nuovo principale bersaglio nel governo Trump.
    In precedenza, i Dem avevano spinto per l’impeachment dell’ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e dell’ex procuratrice generale Pam Bondi, entrambe rimosse da Trump negli ultimi mesi.

  • 11:31

    Financial Times: “Iran ha usato satelliti cinesi per colpire obiettivi Usa”

    L’Iran ha usato tecnologia satellitare acquisita dalla Cina per colpire obiettivi Usa in tutto il Medio Oriente. E’ quanto rivela il Financial Times che ha ottenuto “documenti militari iraniani” che mostrano che un satellite è stato acquistato alla fine del 2024 dopo che era stato lanciato nello spazio dalla società cinese Earth Eye Co. I documenti mostrano inoltre come ai Guardiani della Rivoluzione è stato dato anche accesso alle stazioni terrestri commerciali gestite da Emposat, un fornitore di servizi di controllo e dati satellitari che ha sede a Pechino.
    Ft ha così chiesto all’ambasciata cinese a Washington se il governo cinese fosse in qualche modo al corrente della relazione tra Emposat e i pasdaran, ottenendo questa risposta: “ci opponiamo con forza al fatto che parti coinvolte diffondano disinformazione, bastata su congetture e insinuazioni, contro la Cina”.
    Secondo il quotidiano, i dati forni all’Iran con immagini di una risoluzione molto maggiore di quella che possono offrire i satelliti iraniani, hanno potuto aiutare le forze iraniane a colpire o tenere sotto controllo le basi militari Usa nella regione. Le rivelazioni arrivano mentre l’amministrazione Trump sta preparando il viaggio di Donald Trump il mese prossimo a Pechino.

  • 11:22

    Wall Street Journal: “8 petroliere hanno invertito la rotta a Hormuz per il blocco navale”

    Secondo un funzionario statunitense, otto petroliere hanno obbedito all’ordine delle forze americane di invertire la rotta nello Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal spiegando che “difficilmente” si verificheranno azioni coercitive nel Golfo Persico.

  • 11:17

    Appello congiunto di 20 Paesi per fermare la violenza in Libano

    Venti Paesi, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito e Australia, hanno lanciato un appello congiunto per porre fine alla violenza in Libano e includere il Paese negli sforzi regionali di distensione, sollecitando “tutte le parti” a lavorare per “una soluzione politica duratura”.
    In una nota diffusa dal ministero degli Esteri spagnolo, i firmatari avvertono che il protrarsi del conflitto “mette in pericolo la distensione regionale” e chiedono un’immediata riduzione delle tensioni, anche sfruttando l’opportunità del cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran.
    I venti Paesi accolgono con favore l’iniziativa del presidente libanese Aoun per negoziati diretti con Israele, così come la disponibilità israeliana al dialogo mediato dagli Usa: colloqui che “possono aprire la strada a una sicurezza duratura” per la regione.
    Il comunicato condanna “nei termini più energici” sia gli attacchi di Hezbollah contro Israele sia i raid istraeliani dell’8 aprile in Libano, che avrebbero causato oltre 350 morti e più di mille feriti, sottolineando che “i civili e le infrastrutture civili devono essere protetti” secondo il diritto internazionale.
    Energica anche la condanna degli attacchi contro la missione Onu Unifil, ribadendo la necessità di garantire la sicurezza dei Caschi blu.
    I Paesi firmatari – Australia, Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia, Regno Unito e Irlanda – esprimono “piena solidarietà al popolo libanese e si dichiarano pronti a fornire aiuti d’emergenza a oltre un milione di sfollati.
    Riaffermano infine il sostegno alla sovranità e integrità territoriale del Libano e l’importanza di applicare integralmente la risoluzione Onu 1701, lodando la decisione di Beirut di vietare le attività militari di Hezbollah e rafforzare il monopolio statale delle armi.

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