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Teheran smentisce Trump: “Nessun negoziato in corso”. La lettera di Pezeshkian agli americani: “Il mondo è a un bivio, proseguire la guerra è costoso e inutile”

Axios conferma: “Trattative in corso". Colloquio Usa-Emirati: Trump sente bin Zayed. Vance informa gli intermediari che “Trump è impaziente di trovare un accordo”
Teheran smentisce Trump: “Nessun negoziato in corso”. La lettera di Pezeshkian agli americani: “Il mondo è a un bivio, proseguire la guerra è costoso e inutile”
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Pezeshkian: “Scegliere scontro è costoso e inutile”

“Oggi il mondo si trova a un bivio. Proseguire sulla strada dell’ostilità è più costoso e inutile che mai. La scelta tra confronto e dialogo è reale e di grande importanza; il suo esito plasmerà il futuro per le generazioni a venire”. Lo afferma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in una lettera indirizzata ai cittadini americani. “Nel corso dei suoi millenni di gloriosa storia, l’Iran ha resistito a molti aggressori. Di questi ultimi non restano che nomi macchiati nella storia, mentre l’Iran perdura: resiliente, dignitoso e fiero“, conclude. Nella missiva, il capo di Stato iraniano ha accusato gli Stati Uniti di disinformazione e mistificazione nel descrivere l’Iran come una minaccia per i cittadini americani. “L’Iran – con questo nome, carattere e identità – è una delle più antiche civiltà ininterrotte della storia umana. Nonostante i vantaggi storici e geografici di cui ha goduto in diversi periodi, l’Iran non ha mai, nella sua storia moderna, scelto la via dell’aggressione, dell’espansione, del colonialismo o del dominio. Anche dopo aver subito occupazione, invasione e continue pressioni da parte delle potenze globali – e nonostante la superiorità militare su molti dei suoi vicini – l’Iran non ha mai iniziato una guerra. Eppure ha respinto con risolutezza e coraggio chiunque lo abbia attaccato”, scrive Pezeshkian. “Il popolo iraniano non nutre alcuna ostilità verso altre nazioni, compresi i popoli d’America, d’Europa o dei paesi vicini. Anche di fronte a ripetuti interventi e pressioni straniere nel corso della sua gloriosa storia, gli iraniani hanno sempre tracciato una netta distinzione tra i governi e i popoli che governano. Questo è un principio profondamente radicato nella cultura e nella coscienza collettiva iraniana, non una posizione politica temporanea”, aggiunge.

Momenti chiave

  • 09:14

    Sirene antimissili a Tel Aviv e nel centro d’Israele

    Le sirene sono suonate a Tel Aviv e nel centro d’Israele per la seconda volta nel giro di pochi minuti, a causa di missili lanciati dall’Iran. Si sono sentite forti deflagrazioni a Tel Aviv. Lo constata l’ANSA sul posto.

  • 09:07

    Media libanesi: “Ambasciata cinese danneggiata in un raid israeliano su Beirut”

    L’ambasciata cinese in Libano sarebbe stata danneggiata in un raid dell’Idf sulla parte meridionale di Beirut. Lo scrive ‘L’Orient Le Jour’ spiegando che la rappresentanza diplomatica si trova vicina a quello dell’Oman mentre nella stessa zona, pochi chilometri più a sud, è situata l’ambasciata dell’Iran. Anche l’ospedale di Zahraa dista meno di un chilometro dal luogo dell’impatto.

  • 09:05

    Idf: “Attacchi su vasta scala contro infrastrutture a Teheran”

    L’esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato attacchi “su vasta scala” su Teheran. L’emittente iraniana Irib ha confermato che si sono verificate esplosioni in diverse zone della capitale. In un comunicato diffuso dai militari israeliani si legge chele Idf hanno “completato un’ondata di attacchi su vasta scala contro siti infrastrutturali del regime terroristico iraniano a Teheran”.

  • 09:02

    Kuwait: “Attaccato l’aeroporto internazionale con droni iraniani, nessuna vittima”

    L’autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha dichiarato che l’aeroporto internazionale del Paese del Golfo è stato oggetto oggi di un attacco di droni iraniani, che ha provocato “un vasto incendio” ai serbatoi di carburante ma nessuna vittima.
    “L’aeroporto internazionale del Kuwait è stato oggetto di attacchi da parte di droni lanciati dall’Iran e dalle fazioni armate che sostiene”, ha dichiarato il portavoce della Direzione generale dell’aviazione civile Abdullah Al-Rajhi citato dall’Agenzia di stampa del Kuwait (Kna). Il portavoce ha affermato che “i serbatoi di stoccaggio del carburante sono stati presi di mira, provocando un vasto incendio sul posto”.

  • 09:00

    Idf: “Attacchi su Beirut per colpire un alto comandante di Hezbollah”

    L’esercito israeliano afferma di aver condotto due attacchi separati contro “alti esponenti del terrorismo” nell’area di Beirut. Secondo un comunicato dell’Idf i raid erano diretti contro un alto comandante di Hezbollah e “un altro terrorista di alto livello”.

  • 08:59

    Libano: “2 morti e 3 feriti nei raid su Beirut”

    Due persone sono morte e tre sono rimaste ferite nelle prime ore di mercoledì a seguito di un attacco che ha colpito un’auto nella zona di Khaldeh, a sud di Beirut. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese. Secondo un ospedale locale, altri feriti si sono registrati in seguito agli attacchi che hanno colpito un’altra zona della città.

  • 08:54

    Pentagono: “Prime missioni dei bombardieri B-52 sull’Iran”

    Gli Stati Uniti hanno iniziato a far volare bombardieri B-52 sopra l’Iran. Lo ha riferito il capo dello stato maggiore congiunto Usa Dan Caine in un briefing pubblico al Pentagono, come riporta il Guardian.
    “Negli ultimi 30 giorni abbiamo colpito oltre 11.000 obiettivi. Con una crescente superiorità aerea, abbiamo anche lanciato le prime missioni dei B-52 su terraferma”, ha detto Caine.
    Secondo il New York Times, ciò significa di fatto che gli Stati Uniti hanno bloccato la capacità dell’Iran di sostituire le munizioni distrutte nei migliaia di bombardamenti americani. I bombardieri B-52 – a differenza degli aerei agili o stealth presenti nell’arsenale statunitense – sono considerati altamente vulnerabili ai sistemi antiaerei. La decisione di far volare questi aerei direttamente sopra l’Iran indica la fiducia dell’esercito americano di aver in gran parte distrutto la capacità dell’Iran di abbattere i pesanti bombardieri.

    L’esercito americano rimane concentrato su “interdizione e distruzione delle catene logistiche e di approvvigionamento che alimentano” i programmi missilistici, di droni e di costruzione navale dell’Iran, ha aggiunto.

  • 08:51

    Trump: “Guerra in Iran finirà in due o tre settimane”

    Donald Trump ha detto di ritenere che l’operazione militare in Iran finirà “in 2-3 settimane”. “Finiremo il lavoro”, ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto.

  • 08:31

    Wall Street Journal: “Emirati arabi pronti ad aiutare gli Usa per l’apertura di Hormuz”

    Gli Emirati Arabi Uniti sarebbero pronti a scendere in campo per aiutare gli Stati Uniti e altri alleati a forzare l’apertura dello Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal citando in esclusiva funzionari arabi a condizione di anonimato. Gli Emirati Arabi Uniti stanno esercitando pressioni affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno affermato i funzionari. Se arriverà l’approvazione, gli Emirati saranno il primo Paese del Golfo a unirsi alla guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Israele e Stati Uniti contro l’Iran.
    I diplomatici emiratini hanno esortato gli Stati Uniti e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno aggiunto i funzionari citati dal Wall Street Journal. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che il regime di Teheran ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l’economia globale nella morsa dello stretto.
    Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha spiegato al Wall Street Journal che il Paese ha valutato le proprie capacità di contribuire alla sicurezza dello stretto di Hormuz, compresi gli sforzi per bonificarlo dalle mine e altri servizi di supporto. Altri funzionari arabi hanno spiegato che Abu Dhabi ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero occupare le isole situate nella zona, tra cui Abu Musa, che è sotto il controllo dell’Iran, ma è rivendicata dagli Emirati Arabi Uniti.

  • 08:28

    Rubio: “Dopo la guerra in Iran rivaluteremo il rapporto degli Usa con la Nato”

    “Credo non ci siano dubbi, purtroppo, che una volta concluso questo conflitto dovremo riesaminare il valore della Nato e di quest’Alleanza per il nostro Paese”. Lo ha affermato segretario di Stato Usa Marco Rubio, durante un’intervista a Fox News. “Questa è una decisione che spetta al Presidente, e sarà lui a doverla prendere”. Secondo Rubio “Se siamo arrivati al punto in cui la Nato ci impedisce di usare basi per difendere gli interessi americani, allora è una strada a senso unico che si riduce semplicemente ad avere truppe in Europa per difendere l’Europa – ha argomentato Rubio – ma se quando abbiamo bisogno che ci permettano di usare le loro basi militari, la risposta è no, allora perché siamo nella Nato? Bisogna porsi questa domanda”, conclude.

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