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Guerra in Iran, Usa a Israele: “Stop ai raid sulle infrastrutture”. 007: “Teheran si prepara a minare lo Stretto di Hormuz”

Trump: "Se Iran ha messo mine, le rimuova o conseguenze mai viste". Nuova ondata di attacchi dell'Iran nel Golfo. E i Pasdaran dichiarano di aver "colpito" la base americana di Al-Harir
Guerra in Iran, Usa a Israele: “Stop ai raid sulle infrastrutture”. 007: “Teheran si prepara a minare lo Stretto di Hormuz”
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Usa a Israele: “Fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane”

Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta Axios, citando tre fonti a conoscenza della questione. Washington, scrive Axios, ha inviato il messaggio a un alto livello politico e al capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir. L’Amministrazione Trump ha fornito tre motivazioni per la richiesta, tra cui l’obiettivo di cooperare con il settore petrolifero iraniano dopo la guerra (come Trump ha fatto con il Venezuela); il timore che gli attacchi possano danneggiare la popolazione iraniana; e il timore che possano innescare massicci attacchi di ritorsione iraniani contro le infrastrutture energetiche in tutti gli stati del Golfo.

  • 18:11

    La nave britannica Dragon è salpata per il Mediterraneo

    La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell’Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l’isola di Cipro presa di mira dall’Iran in seguito agli attacchi di Usa e Israele contro Teheran. La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l’impreparazione militare mostrata del Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi.

  • 17:55

    Teheran: “Attaccato un centro militare di Israele ad Haifa”

    L’esercito iraniano ha affermato di aver colpito in Israele un centro militare e un altro dedicato all’intelligence, nell’undicesimo giorno della guerra che sta infiammando il Medio Oriente. In un comunicato, l’esercito ha dichiarato di aver “attaccato, utilizzando droni distruttivi, un centro militare a Haifa” e un “centro di ricezione delle informazioni dei satelliti spia“. Il sito militare preso di mira “svolge un ruolo chiave nella produzione di armamenti e riveste un’importanza strategica fondamentale per il rafforzamento delle capacità di combattimento del nemico”, aggiunge il comunicato, diffuso dall’agenzia Tasnim.

  • 17:48

    Borsa, Milano chiude in forte rialzo: Ftse Mib +2,67%

    Seduta di chiaro rimbalzo per la Borsa di Milano: con il petrolio in calo anche a due cifre (attualmente il Wti tratta in ribasso di circa il 10% attorno agli 85 dollari al barile), l’indice Ftse Mib ha concluso in aumento del 2,67% a 45.201 punti, tra i migliori listini azionari della giornata in Europa.

  • 17:47

    Witkoff: “Se iraniani vogliono parlare, Trump disposto ad ascoltare”

    “Risolveremo la situazione in un modo nell’altro, quindi vediamo se gli iraniani vogliano parlare. Se lo fanno, sono sicuro che il presidente sarebbe disposto ad ascoltarli”. Lo ha detto a Cnbc l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff. “Ma al momento conta solo la pace attraverso la forza – ha aggiunto – Gente come gli iraniani capisce solo una cosa: un’alternativa peggiore se non fanno come chiede il presidente Trump”.

  • 17:16

    Putin a Pezeshkian: “Serve una rapida de-escalation”

    Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una seconda conversazione telefonica in una settimana con il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian, tornando ad auspicare una rapida “de-escalation” nel conflitto nel Golfo Persico. Lo ha reso noto il Cremlino, citato dalla Tass.

  • 15:53

    Uk: “Con Germania e Italia lavoriamo per proteggere le navi nello Stretto di Hormuz”

    “Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell’Iran”. E’ quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d’Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street. E’ stata inoltre sottolineata “l’importanza vitale della libertà di navigazione” e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni. Le telefonate sono avvenute nella tarda serata di ieri e hanno riguardato l’attuale situazione nel Medio Oriente a fronte del conflitto iniziato dopo gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran. Il portavoce del premier Starmer ha ribadito oggi che Londra sta “lavorando a stretto contatto” coi Paesi alleati sulle opzioni a sostegno della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz “mentre il quadro delle minacce evolve”, ma senza entrare nel merito delle misure a cui si sta pensando.

  • 14:28

    Merz: “Non vedo un piano di pace unitario Usa-Israele”

    Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato oggi di non vedere “alcun piano comune” di Stati Uniti e Israele per “porre fine” alla guerra “in modo rapido e convincente”. “Molti di questi obiettivi” fissati da americani e israeliani “sono anche nostri, ma ogni giorno di guerra solleva nuove domande,” ha sottolineato il leader tedesco in una conferenza stampa a Berlino, affermando che non vede “alcun interesse per una guerra senza fine” o per una “messa in discussione dell’integrità territoriale” dell’Iran.

  • 14:20

    Wp: “Usa hanno speso 5,6 miliardi di dollari in munizioni nei primi due giorni di attacco all’Iran”

    Gli Stati Uniti hanno usato munizioni per 5,6 miliardi di dollari nei primi due giorni di attacco all’Iran. Lo riporta il Washingttn Post, sottolineando che la significativa cifra sta alimentando i timori all’interno del Congresso sulla velocità con cui le forze americane stanno esaurendo le scorte di armamenti avanzati. L’amministrazione Trump dovrebbe richiedere in settimana nuovi fondi al Congresso per aiutare a sostenere la campagna in Iran.

  • 14:19

    Hegseth: “Un errore dell’Iran colpire i Paesi vicini”

    “Un grande errore da parte del regime iraniano prendere di mira i paesi vicini. E’ una dimostrazione di disperazione”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, sottolineando che gli obiettivi della campagna in Iran sono tre: distruggere il programma missilistico iraniano, distruggere le navi iraniane e negare a Teheran per sempre l’arma nucleare. “Non vivremo in uno scenario di ricatto nucleare costituito da missili convenzionali che possono colpire la nostra popolazione, motivo per cui gli obiettivi sono stati fissati fin dall’inizio”, ha spiegato Hegseth precisando che gli Stati Uniti sono concentrati nel centrare gli obiettivi fissati, ovvero distruggere il programma missilistico iraniano, distruggere le navi iraniane e negare a Teheran per sempre l’arma nucleare.

  • 14:18

    Sirene d’allarme a Tel Aviv

    Gli allarmi per l’arrivo di missili dall’Iran stanno suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele. Lo constata l’ANSA sul posto.

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