Il mondo FQ

Trump bombarda il Venezuela e fa catturare Maduro: “Ora gli Usa saranno coinvolti nel petrolio di Caracas”. E parla di successione: “Governeremo il Paese fino a una transizione sicura”

"Morti e feriti tra civili e militari", il governo dichiara lo stato d'emergenza: "Chiesta riunione del Consiglio di Sicurezza Onu". Mosca condanna, l'Ue chiede il rispetto del diritto internazionale
Trump bombarda il Venezuela e fa catturare Maduro: “Ora gli Usa saranno coinvolti nel petrolio di Caracas”. E parla di successione: “Governeremo il Paese fino a una transizione sicura”
Icona dei commenti Commenti

Momenti chiave

    • 21:02

      Trump bombarda Caracas e fa catturare Maduro: “Ora gli Usa gestiranno il loro petrolio”

      Un blackout tattico poi sui cieli venezuelani entrano in azione 150 velivoli fra aerei ed elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati. Nicolas Maduro e sua moglie Cilia sono stati sorpresi nel sonno, nella camera da letto della loro abitazione a Caracas, una “fortezza” la definisce Trump. E non hanno potuto nulla di fronte all’irruzione della divisione di elite Delta Force e  del 160mo Reggimento Aviazione, quei ‘Night Stalkers‘ famosi per la missione ad Abbottabad che portò all’uccisione di Osama bin Laden

      La coppia è stata trasferita fuori dal Paese in attesa del processo, previsto a New York. Incriminato anche il figlio di Maduro, Nicolás Ernesto. Secondo le autorità venezuelane, l’attacco ha provocato vittime tra civili e militari, innescando una forte ondata di reazioni internazionali, con condanne da Russia e Cina. A dare l’annuncio è stato il presidente americano Donald Trump con un post su Truth: “Gli Stati Uniti hanno condotto con successo un’operazione militare contro il Venezuela e il suo leader”. Il presidente americano ha confermato che Maduro è stato catturato insieme alla moglie, postando a dimostrazione una foto del leader venezuelano ammanettato e bendato a bordo della nave militare statunitense Iwo Jima.

      Trump ha definito la missione “un’operazione brillante”, lodando la pianificazione e il lavoro delle truppe coinvolte. Il via libera finale all’operazione sarebbe arrivato da Trump diversi giorni fa. Il tycoon ha spiegato che Maduro aveva tentato di negoziare nei giorni precedenti, ma l’offerta è stata respinta: “Non volevo negoziare. Ho detto: ‘No, dobbiamo andare fino in fondo'”. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti saranno “molto coinvolti” nei prossimi passi per il futuro del Venezuela, sottolineando l’importanza di riprendere il controllo delle infrastrutture petrolifere. In conferenza stampa, ha annunciato che gli Stati Uniti governeranno il Paese attraverso un gruppo scelto dallo stesso Trump fino “a quando non saremo in grado di effettuare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa”. Sulla possibile leadership dell’opposizione, inclusa María Corina Machado, il presidente ha affermato: “Dobbiamo valutare. È una grande donna ma non ha supporto nel suo paese”. Machado si è detta pronta a guidare una “transizione democratica” e ha esortato Edmundo Gonzalez Urrutia, vincitore delle ultime elezioni, ad assumere la presidenza. Lo stesso Gonzalez si è detto “pronto per la grande ricostruzione del Paese”.

      Washington però ha finora contattato solo la vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez, affermando che si è “resa disponibile a fare quello che è necessario fare”. La vicepresidente, però, dopo alcune ero è intervenuta con un video per chiedere il rilascio di Maduro, definito “l’unico presidente del Venezuela”.

      Trump ha anche escluso rischi di instabilità legati a Pechino, assicurando un buon rapporto con il presidente cinese Xi Jinping e la continuità nell’accesso al petrolio venezuelano. Il vicepresidente Usa JD Vance ha difeso l’operazione dalle accuse di illegalità: “Non è possibile sfuggire alla giustizia negli Stati Uniti solo perché si vive in un palazzo a Caracas”. Maduro, la moglie e il figlio Nicolas Ernesto Maduro Guerra, dopo essere stati prelevati, sono stati trasferiti via elicottero e imbarcati sulla nave militare USS Iwo Jima, con destinazione New York. Qui li attende un’incriminazione per cospirazione ai fini di narcoterrorismo. Il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil ha definito l’attacco “sproporzionato” e “codardo”, denunciando vittime e danni a strutture civili e militari. Il Venezuela ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

      Le reazioni internazionali sono state immediate. La Cina ha espresso “profondo shock” e condanna, definendo l’operazione un “atto egemonico che viola gravemente il diritto internazionale e la sovranità del Venezuela”. Mosca ha definito l’azione “inaccettabile” esprimendo preoccupazione per la cattura di Maduro. In Europa, Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Ue sostiene “una transizione pacifica e democratica, garantendo supporto ai cittadini europei presenti nel Paese”. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha condannato “l’uso della forza e la violazione della sovranità venezuelana”. La Francia ha definito l’operazione “una grave violazione del principio di non ricorso alla forza” e ha sottolineato che “nessuna soluzione duratura può essere imposta dall’esterno; il popolo venezuelano deve decidere il proprio futuro”.

      Dopo i raid, la Colombia ha schierato truppe al confine e allertato risorse umanitarie per un possibile afflusso massiccio di rifugiati. Il presidente Gustavo Petro ha condannato “l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina” e ha invitato al dialogo civile come via per l’unità nazionale. Critiche all’operazione Usa sono arrivate anche dal presidente brasiliano Lula. Trump ha precisato che tra le forze statunitensi ci sono stati “alcuni feriti, ma nessun morto”, lodando la precisione dell’operazione e il talento dei soldati coinvolti. Presidente Usa che ha, infine, messo in guardia anche la Colombia che Cuba.

    • 20:49

      La vicepresidente venezuelana agli Usa: “Rilasciate Maduro”

      La vice presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, in diretta tv ha chiesto “il rilascio immediato del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores”, affermando che è “l’unico presidente del Venezuela“. “Il Paese è indignato per quello che è il sequestro illegale e illegittimo del suo presidente e della primera dama Cilia Flores”, ha anche detto la vicepresidente, che ha fatto appello alla calma, alla “difesa della vita”, poiché “la storia presenterà il conto agli estremisti che hanno promosso questa aggressione armata contro il nostro Paese”, ha aggiunto Delcy Rodriguez, apparsa insieme con i vertici delle forze armate e giudiziari del Paese riuniti in un Consiglio di Difesa allargato, che ha fatto inoltre appello ad affrontare come “un solo corpo” la difesa del Venezuela, che “non sarà colonia di nessuno“. “Ciò che si sta facendo al Venezuela è una barbarie che violenta il diritto internazionale”, ha aggiunto. “Ci assistono le ragioni storiche e la ragione morale, per mantenerci fermi nella difesa della nostra patria”, ha anche assicurato Rogriduez. Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva assicurato che il segretario di Stato, Marco Rubio, aveva parlato con Rodriguez e che la vicepresidente si era messa a disposizione della Casa Bianca.

    • 20:04

      Netanyahu si congratula con Trump

      Congratulazioni, Presidente Donald Trump per la sua leadership coraggiosa e storica a favore della libertà e della giustizia. Rendo omaggio alla sua risoluzione determinata e alla brillante azione dei suoi coraggiosi soldati”. È quanto scrive in un post su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu commentando il raid Usa in Venezuela.

    • 20:03

      Mamdani: “Attaccare nazione sovrana è atto di guerra”

      Attaccare unilateralmente una nazione sovrana è un atto di guerra e una violazione del diritto federale e internazionale”. Lo ha affermato il sindaco di New York Zohran Mamdani, commentando i raid Usa in Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro. “Questa palese ricerca di un cambio di regime non colpisce solo chi si trova all’estero, ma ha un impatto diretto sui newyorkesi, comprese decine di migliaia di venezuelani che chiamano questa città casa”, ha aggiunto Mamdani, “la mia attenzione è rivolta alla loro sicurezza e a quella di ogni newyorkese, e la mia amministrazione continuerà a monitorare la situazione e a emanare le opportune linee guida”. Lo riporta la Cnn.

    • 19:55

      “Maduro voleva rifugiarsi in una stanza blindata”

      Il presidente statunitense Donald Trump ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che il leader venezuelano Nicolas Maduro, catturato dalle forze speciali statunitensi nel corso di un’operazione notturna, ha cercato di rifugiarsi in una stanza blindata. “Stava cercando di raggiungere un luogo sicuro. Sapete, quel posto sicuro è tutto in acciaio, ma non è riuscito ad arrivare alla porta perché i nostri ragazzi sono stati rapidissimi”, ha detto. Trump ha poi ha ribadito come le forze Usa abbiano incontrato “resistenza“, pur avendo “superato l’opposizione in fretta”. “La gente si chiedeva: li abbiamo presi di sorpresa? In un certo senso sì, ma stavano aspettando qualcosa. C’è stata molta opposizione”, ha affermato nel corso della conferenza stampa, in cui ha anche asserito che le forze statunitensi avrebbero potuto uccidere Maduro se fosse stato necessario: “Sarebbe potuto accadere”, ha detto alla stampa.

    • 19:50

      Eni: “Non si registrano impatti sulle operazioni in Venezuela”

      Eni “monitora con attenzione l’evolvere della situazione” in Venezuela. Al momento “non si registrano impatti sulle operazioni, che procedono regolarmente”. Lo fa sapere un portavoce del gruppo dopo il blitz statunitense e l’arresto di Nicola Maduro. In Venezuela Eni produce gas, interamente destinato all’approvvigionamento del Paese e alla generazione di energia elettrica. Negli ultimi anni, Eni ha recuperato parte dei crediti maturati nei confronti della società statale venezuelana Pdvsa attraverso la fornitura di carichi di greggio destinati all’esportazione. Tutte le operazioni con il Venezuela si sono sempre svolte in regime di licenze generali e autorizzazioni specifiche, in costante dialogo con le autorità statunitensi. Da marzo dello scorso anno, le autorità Usa hanno revocato tutte le licenze o autorizzazioni precedentemente concesse a compagnie petrolifere non statunitensi per il recupero delle somme dovute attraverso il ritiro dei carichi di greggio di Pdvsa. Da allora, Eni si è impegnata con le autorità statunitensi per identificare opzioni volte a garantire che le forniture di gas, non sanzionate e essenziali per la popolazione, possano essere remunerate da Pdvsa con carichi di greggio destinati all’esportazione. 

    • 19:41

      Sanchez: “Non riconosceremo intervento che viola diritto internazionale”

      “La Spagna non ha riconosciuto il regime di Maduro. Ma nemmeno riconoscerà un intervento che viola il diritto internazionale e spinge la regione a un orizzonte di incertezza e bellicismo“. È il secondo messaggio riversato su X, dal premier spagnolo Pedro Sanchez – dopo quello in cui ha offerto Madrid come mediatrice per la ricerca di una soluzione pacifica, democratica e negoziata in Venezuela – per la crisi aperta dall’intervento statunitense nel Paese. Di nuovo il leader socialista ha fatto appello alla de-escalation: “Chiediamo a tutti gli attori di pensare alla popolazione civile, di rispettare la Carta delle Nazioni Unite e di articolare una transizione giusta e dialogata”, scrive Sanchez nel post.

    • 19:04
    • 18:52

      Chavisti in piazza a Caracas: “Ridateci Maduro”

      Centinaia di sostenitori del governo venezuelano sono scesi oggi in piazza nel centro di Caracas per chiedere agli Stati Uniti la liberazione del presidente Nicolás Maduro, dopo l’annuncio della sua cattura da parte di Washington. I manifestanti, guidati dalla sindaca della capitale Carmen Meléndez, hanno sfilato scandendo slogan come “ridateci Maduro” e denunciando quello che definiscono il “rapimento” del capo dello Stato. Lo rende noto la televisione di stato Vtv, precisando che Meléndez, in uniforme militare, ha affermato che la mobilitazione rappresenta una risposta all’”aggressione ostile” contro il Venezuela, assicurando che il chavismo resterà nelle strade finché non verrà fornita una prova di vita del presidente. Accanto a lei, gruppi di sostenitori esibivano ritratti di Maduro e del defunto leader Hugo Chávez, invocando il rispetto della sovranità nazionale.
      Secondo le autorità locali, le manifestazioni dovrebbero proseguire anche nei prossimi giorni in diverse città del Paese

    • 18:45

    TRUMP POWER

    di Furio Colombo 12€ Acquista