Trump bombarda Caracas e fa catturare Maduro: “Ora gli Usa gestiranno il loro petrolio”
Un blackout tattico poi sui cieli venezuelani entrano in azione 150 velivoli fra aerei ed elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati. Nicolas Maduro e sua moglie Cilia sono stati sorpresi nel sonno, nella camera da letto della loro abitazione a Caracas, una “fortezza” la definisce Trump. E non hanno potuto nulla di fronte all’irruzione della divisione di elite Delta Force e del 160mo Reggimento Aviazione, quei ‘Night Stalkers‘ famosi per la missione ad Abbottabad che portò all’uccisione di Osama bin Laden.
La coppia è stata trasferita fuori dal Paese in attesa del processo, previsto a New York. Incriminato anche il figlio di Maduro, Nicolás Ernesto. Secondo le autorità venezuelane, l’attacco ha provocato vittime tra civili e militari, innescando una forte ondata di reazioni internazionali, con condanne da Russia e Cina. A dare l’annuncio è stato il presidente americano Donald Trump con un post su Truth: “Gli Stati Uniti hanno condotto con successo un’operazione militare contro il Venezuela e il suo leader”. Il presidente americano ha confermato che Maduro è stato catturato insieme alla moglie, postando a dimostrazione una foto del leader venezuelano ammanettato e bendato a bordo della nave militare statunitense Iwo Jima.
Trump ha definito la missione “un’operazione brillante”, lodando la pianificazione e il lavoro delle truppe coinvolte. Il via libera finale all’operazione sarebbe arrivato da Trump diversi giorni fa. Il tycoon ha spiegato che Maduro aveva tentato di negoziare nei giorni precedenti, ma l’offerta è stata respinta: “Non volevo negoziare. Ho detto: ‘No, dobbiamo andare fino in fondo'”. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti saranno “molto coinvolti” nei prossimi passi per il futuro del Venezuela, sottolineando l’importanza di riprendere il controllo delle infrastrutture petrolifere. In conferenza stampa, ha annunciato che gli Stati Uniti governeranno il Paese attraverso un gruppo scelto dallo stesso Trump fino “a quando non saremo in grado di effettuare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa”. Sulla possibile leadership dell’opposizione, inclusa María Corina Machado, il presidente ha affermato: “Dobbiamo valutare. È una grande donna ma non ha supporto nel suo paese”. Machado si è detta pronta a guidare una “transizione democratica” e ha esortato Edmundo Gonzalez Urrutia, vincitore delle ultime elezioni, ad assumere la presidenza. Lo stesso Gonzalez si è detto “pronto per la grande ricostruzione del Paese”.
Washington però ha finora contattato solo la vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez, affermando che si è “resa disponibile a fare quello che è necessario fare”. La vicepresidente, però, dopo alcune ero è intervenuta con un video per chiedere il rilascio di Maduro, definito “l’unico presidente del Venezuela”.
Trump ha anche escluso rischi di instabilità legati a Pechino, assicurando un buon rapporto con il presidente cinese Xi Jinping e la continuità nell’accesso al petrolio venezuelano. Il vicepresidente Usa JD Vance ha difeso l’operazione dalle accuse di illegalità: “Non è possibile sfuggire alla giustizia negli Stati Uniti solo perché si vive in un palazzo a Caracas”. Maduro, la moglie e il figlio Nicolas Ernesto Maduro Guerra, dopo essere stati prelevati, sono stati trasferiti via elicottero e imbarcati sulla nave militare USS Iwo Jima, con destinazione New York. Qui li attende un’incriminazione per cospirazione ai fini di narcoterrorismo. Il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil ha definito l’attacco “sproporzionato” e “codardo”, denunciando vittime e danni a strutture civili e militari. Il Venezuela ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Le reazioni internazionali sono state immediate. La Cina ha espresso “profondo shock” e condanna, definendo l’operazione un “atto egemonico che viola gravemente il diritto internazionale e la sovranità del Venezuela”. Mosca ha definito l’azione “inaccettabile” esprimendo preoccupazione per la cattura di Maduro. In Europa, Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Ue sostiene “una transizione pacifica e democratica, garantendo supporto ai cittadini europei presenti nel Paese”. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha condannato “l’uso della forza e la violazione della sovranità venezuelana”. La Francia ha definito l’operazione “una grave violazione del principio di non ricorso alla forza” e ha sottolineato che “nessuna soluzione duratura può essere imposta dall’esterno; il popolo venezuelano deve decidere il proprio futuro”.
Dopo i raid, la Colombia ha schierato truppe al confine e allertato risorse umanitarie per un possibile afflusso massiccio di rifugiati. Il presidente Gustavo Petro ha condannato “l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina” e ha invitato al dialogo civile come via per l’unità nazionale. Critiche all’operazione Usa sono arrivate anche dal presidente brasiliano Lula. Trump ha precisato che tra le forze statunitensi ci sono stati “alcuni feriti, ma nessun morto”, lodando la precisione dell’operazione e il talento dei soldati coinvolti. Presidente Usa che ha, infine, messo in guardia anche la Colombia che Cuba.