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Ucraina, Kiev consegna agli Usa la sua risposta al piano di pace. Trump sente i volenterosi: “Zelensky dev’essere realista”

Lavrov: "Non faremo la guerra all'Europa, ma rispondiamo alle ostilità". Un'inchiesta dei media tedeschi parla di un collegamento tra le navi russe e i droni che hanno sorvolato la Germania
Ucraina, Kiev consegna agli Usa la sua risposta al piano di pace. Trump sente i volenterosi: “Zelensky dev’essere realista”
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Trump: “Zelensky dev’essere realista”

Zelensky “deve essere realista”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo ai reporter, sollevando ancora una volta il problema del voto e della trasparenza: “Quando terranno delle elezioni?”, ha chiesto. In Ucraina “c’è un enorme problema di corruzione”, ha aggiunto.

  • 19:10

    Zelensky: “Le elezioni sono una cosa che riguarda solo gli ucraini”

    Il presidente dell’Ucraina ha respinto le accuse di Donald Trump secondo cui starebbe usando la guerra come scusa per aggrapparsi al potere. Le elezioni sono “una questione che riguarda il popolo ucraino, non quelli di altri Stati, con tutto il rispetto per i nostri partner”. La costituzione ucraina vieta lo svolgimento di elezioni in tempo di guerra. Tuttavia, Zelensky ha promesso di esplorare le possibilità di indire un voto nei prossimi mesi. “Dato che questa domanda viene sollevata oggi dal presidente degli Stati Uniti d’America e dai nostri partner, risponderò molto brevemente: guardate, sono pronto per le elezioni”, ha affermato martedì.

  • 16:41

    Telefonata di Macron, Starmer e Merz a Trump

    Emmanuel Macron ha annunciato di aver parlato telefonicamente con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e altri leader europei sull’Ucraina, “per cercare di fare progressi”. La chiamata è durata 40 minuti, secondo il presidente francese. Anche il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno partecipato alla conversazione, ha riferito l’Eliseo all’Afp.

  • 16:33

    Zelensky: “Con Usa parleremo solo di ricostruzione. Domani incontro con i Volenterosi”

    “Continuiamo a comunicare quotidianamente con tutti i nostri partner, praticamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per individuare misure praticabili e realistiche per porre fine alla guerra. Tutto deve essere affidabile e dignitoso per l’Ucraina. Oggi è previsto un colloquio con la parte americana in merito a un documento che descriverà in dettaglio il processo di ricostruzione e sviluppo economico dell’Ucraina dopo la guerra. Parallelamente, stiamo ultimando i lavori su 20 punti di un documento fondamentale che potrebbe definire i parametri della fine della guerra e contiamo di inviare il documento agli Stati Uniti nel prossimo futuro, dopo il nostro lavoro congiunto con la squadra del Presidente Trump e i partner in Europa”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. “Domani, il programma prevede un incontro nel formato della Coalizione dei Volenterosi, e stiamo lavorando in modo molto produttivo per garantire la sicurezza futura e impedire una nuova aggressione russa. La settimana potrebbe portare novità per tutti noi e porre fine allo spargimento di sangue. Partiamo dal presupposto che la pace non ha alternative e le questioni chiave sono come costringere la Russia a fermare le uccisioni e cosa, nello specifico, la dissuaderà da una terza invasione. Grazie a tutti coloro che sono con l’Ucraina!” conclude Zelensky.

  • 16:26

    Zelensky: “Nuovi colloqui con gli Usa nelle prossime ore”

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che sono in programma per la giornata odierna colloqui con gli Stati Uniti “in merito a un documento che illustrerà in dettaglio il processo di ricostruzione post-bellica e lo sviluppo economico dell’Ucraina”. “Parallelamente – ha aggiunto su X – stiamo completando il lavoro sui 20 punti di un documento fondamentale, che potrebbe definire i parametri per porre fine alla guerra. Prevediamo di consegnarlo agli Stati Uniti nel prossimo futuro, a seguito della collaborazione con il team del presidente Trump e i partner europei”.

  • 15:11

    Fonti, “in Ue chiara maggioranza a favore del prestito di riparazione a Kiev”

    Una ‘chiara maggioranza’ dei Paesi Ue è orientata al sostegno all’Ucraina sul modello del prestito di Riparazione con l’uso degli asset russi immobilizzati dalle sanzioni eventuali alternative di finanziamento a Kiev non sono state finora discusse in modo sostanziale. E’ quanto si apprende a Bruxelles. Una scelta politica il 18 dicembre sarà decisiva per stabilire su quale architettura lavorare nelle settimane successive, aprendo però la strada a un lungo ciclo di negoziati tecnici: anche in caso di accordo al summit europeo del 18-19 dicembre, il nuovo schema non potrà comunque essere operativo dal primo gennaio, da quanto emerge. Una attuazione richiederà tempo, poiché la trasposizione nazionale sarà diversa in ogni Stato membro e in molti casi richiederà interventi legislativi nei Parlamenti nazionali. La Commissione stessa non si attende una messa a terra rapida e prevede un lavoro complesso, ben oltre poche riunioni tecniche o del comitato permanente degli ambasciatori, si apprende poi. Per evitare vuoti di finanziamento, i partner del G7, insieme alla Commissione e al Fondo monetario internazionale, starebbero lavorando a una soluzione ponte per garantire all’Ucraina la copertura finanziaria necessaria già nel primo trimestre 2026, in particolare per il sostegno militare. L’obiettivo è assicurare a Kiev certezza e continuità anche per il 2027, mentre l’Ue definisce i dettagli del nuovo meccanismo. Le capitali saranno chiamate a chiarire, già al Consiglio europeo del 18 dicembre, il grado di avanzamento del lavoro con il G7 sulle possibili opzioni-ponte.  

  • 15:06
  • 14:42

    Nessun decreto armi a Kiev nell’odg del pre-consiglio dei ministri

    Nessun decreto sulla fornitura di armi a Kiev nell’odg del pre-consiglio dei ministri, convocato per le 13 di oggi, in vista della riunione a Palazzo Chigi di domani, giovedì 11 dicembre. Nel testo di convocazione, previsti quattro punti da affrontare, tra cui il ddl di ratifica dell’accordo tra il con l’Albania “in materia di cooperazione strategica nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’energia, dell’ambiente, della sicurezza e migrazioni, dell’educazione, dell’innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente”. 

  • 14:36

    Berlino: “Zelensky presidente legittimo, sulle elezioni decide Kiev”

    “La nostra posizione è chiara e perché non ci siano dubbi posso rispondere che Volodymyr Zelensky è un presidente votato ed eletto, e ha tutte le legittimazioni. Su tutto il resto deve decidere l’Ucraina”. Lo ha detto Steffen Meyer, portavoce del cancelliere tedesco, a Berlino, in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sulla richiesta di Donald Trump sulle nuove elezioni in Ucraina e sulla disponibilità mostrata dal leader ucraino. “Abbiamo preso atto della sua dichiarazione”, ha aggiunto. Citando poi lo stesso Zelensky, ha affermato: “ci sono una serie di presupposti giuridici e politici che andranno rispettati”.  

  • 13:20

    Domani videocall dei volenterosi

    Domani, nuova riunione della Coalizione del volenterosi. “La riunione di domani della Coalizione dei volenterosi, copresieduta da Francia e Regno Unito, consentirà di fare progressi sulle garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina e l’importante contributo degli americani”, ha detto la portavoce del governo francese, Maud Bregeon. L’Eliseo ha precisato che la riunione si terrà nel pomeriggio in videoconferenza.

  • 12:36

    Lagarde: “Sul prestito all’Ucraina, la soluzione trovata è la migliore”

    “È nostro dovere continuare a sostenere e difendere l’Ucraina, e credo che lo schema che è stato preparato sia la soluzione più vicina a qualcosa che sia in linea con i principi internazionali”, ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, facendo un’apertura al meccanismo per un prestito europeo all’Ucraina che fa leva sugli asset russi congelati in Europa. “Se riusciamo a spiegare la nostra posizione – ha detto Lagarde – penso che gli investitori in asset denominati in euro si renderanno conto che non si tratta di una pratica ricorrente con cui ci impossessiamo della proprietà altrui, ma di un caso eccezionale che peraltro non rimuove il titolo di proprietà della Russia su quegli asset”.