Mantovano contro Barbero: “I suoi slogan qualificati come fake”
“È ovvio che ci siano differenti posizioni sui punti qualificanti della riforma. Mi chiedo però se la diversità di opinione debba spingersi al punto da demonizzare chi sostiene tesi opposte alle proprie, con slogan che perfino i social network, non sospettabili di vicinanza al governo, qualificano come fake, e in qualche caso sono arrivati a rimuovere”. Lo ha detto Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nel suo discorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli, in riferimento al video dello storico Alessandro Barbero sulle ragioni del No al referendum.
Mantovano: “Stop demonizzazione, accettare il verdetto delle urne”
“Mi auguro che la demonizzazione lasci il posto a un confronto costruttivo e civile. Il verdetto delle urne andrà accolto da tutti con rispetto e serenità, perché verrà in nome del popolo italiano per il quale tutti voi amministrate la giustizia”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel suo intervento all’apertura dell’anno giudiziario di Napoli.
Nordio: “Confermo termine ‘blasfemo’, Parlamento istituzione sacra”
“Ma davvero voi credete che con questa riforma il Parlamento, il governo intenda porre la magistratura requirente e giudicante sotto il potere esecutivo? Io ho usato ieri davanti al signor presidente della Repubblica, e lo ripeto, il termine “blasfemo”. Lo ripeto e lo confermo, ovviamente: la blasfemia non è soltanto una offesa verso la divinità, etimologicamente parlando, è un’offesa verso una istituzione sacra, e poiché io ritengo il Parlamento una istituzione sacra. Aver voluto attribuire al Parlamento una intenzione che non solo non ha e non ha mai avuto, ma che è scritta a chiarissime lettere in termini contrari, la ritengo una blasfemia”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano.
Nordio: “La riforma non è per punire i magistrati”
“Questa riforma e questo referendum non sono fatti né contro nessuno, né a favore di nessuno, non sono fatti per punire la magistratura né per rafforzare il governo. Non abbiamo bisogno né di conferme né di punizioni. La riforma non avrà e non deve avere effetti politici”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano, rispondendo in più parti del suo intervento alle critiche del presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei sulla riforma costituzionale della giustizia.
Il pg di Roma: “L’iter della riforma mortificante per la magistratura”
Nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore generale di Roma Giuseppe Aamato ha evidenziato un “senso di disagio complessivo che suscita l’iter della riforma”: “Il dialogo è stato solo promesso, ma è rimasto lettera morta. Lo sforzo è stato solo quello di arrivare alla approvazione della riforma, con testo bloccato, senza intoppi e nel più breve tempo possibile. Tanto è vero che tante iniziative normative, pur importanti, sono state messe su un binario morto, proprio con l’intento di privilegiare, senza se e senza ma, la separazione delle carriere. Questo è indubbiamente mortificante per la categoria”, ha detto.
Palermo, il presidente della Corte a Meloni: “Preoccupante dire che la magistratura vanifica attività del governo”
“Affermare cha la magistratura vanifica l’attività del governo e della polizia giudiziaria è preoccupante. Rischia innanzitutto di alimentare una contrapposizione che non può esistere tra le forze di polizia e la magistratura”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, nel suo discorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario, rispondendo indirettamente alle accuse rivolte dalla premier Giorgia Meloni nella sua conferenza stampa di inizio anno.
Palermo, il presidente della Corte d’Appello: “Il nome di Falcone strumentalizzato dal Sì”
Nel dibattito sulla riforma della Giustizia “si utilizza strumentalmente il nome di Giovanni Falcone, che aveva posto il tema della separazione tra quelli di rilievo nel quadro della diversa professionalità richiesta alla magistratura requirente dal nuovo codice di procedura penale, ancorché, contrariamente a quanto attribuitogli con disinvoltura dai sostenitori della riforma egli non ne fosse stato apodittico sostenitore, ma l’avesse posta all’attenzione degli addetti ai lavori come argomento sul quale confrontarsi, analogamente a quello altrettanto spinoso dell’obbligatorietà dell’azione penale”. Lo detto il presidente della Corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Roma, il presidente della Corte d’Appello: “Garantire i diritti anche contro le maggioranze”
“Se il patto fra magistratura e società si spezza, se si confonde l’indirizzo interpretativo della legge con l’indirizzo politico di governo, si apre una crepa nella credibilità complessiva delle istituzioni e si crea un cortocircuito nelle forme in cui si esercita la volontà popolare, che vincola il giudice solo nelle forme obiettive della legge e nei limiti segnati dal rispetto dei diritti fondamentali e del principio di eguaglianza, che devono essere garantiti nei confronti di qualsiasi maggioranza. Ridurre il complesso di questi interrogativi nella formula dell’”invasione di campo” dei giudici in danno della politica è francamente fuorviante”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, nel suo discorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Caltanissetta, la presidente della Corte d’Appello: “Niscemi è la priorità dell’Italia”
“Oggi Niscemi è la priorità dell’Italia”. Lo ha detto la presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Domenica Motta, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto nisseno che include anche la Procura di Gela titolare dell’inchiesta sulla frana. La presidente Motta ha espresso “vicinanza e solidarietà ai cittadini di Niscemi”.
Gratteri: “Da Nordio termini inappropriati”
“A me pare un termine inappropriato. Il ministro Nordio è una persona colta, conosce molto bene la lingua italiana, ma questa volta ha usato un termine inappropriato”. Così, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri commenta le parole del Guardasigilli secondo cui è “blasfemo” dire che la riforma punti al controllo della politica sulla magistratura. “L’anno scorso per me era importante non esserci. Quest’anno ci sono e parlo, come sto facendo in tutte le trasmissioni televisive in cui vengo invitato, per spiegare per quale motivo bisogna votare No”, ha detto Gratteri spiegando il motivo della sua presenza alla cerimonia.