La sentenza della Corte Suprema: l'animale non è una "cosa" - 3/3
Il caso giunge infine davanti alla Prima sezione della Corte Suprema cilena. I cinque magistrati (Arturo Prado, Mauricio Silva, María Soledad Melo, Mireya López e l’avvocato Raúl Fuentes) respingono il ricorso in Cassazione dell’uomo e confermano l’affido esclusivo a Torres.
La sentenza supera i rigidi confini dell’attuale Codice Civile cileno, che inquadra gli animali come semplici “beni mobili semoventi“. I giudici chiariscono che, pur essendo entrambi i membri della coppia risultati tutori responsabili, la normativa di protezione impone di analizzare la condizione del felino “non solo come cosa mobile, ma come essere senziente, il cui benessere deve essere tutelato al di sopra di qualsiasi interesse e diritto del proprietario“. I magistrati hanno inoltre evidenziato come l’alta conflittualità tra le parti non offrisse più alcuna garanzia di stabilità per l’animale sotto un sistema condiviso.
L’avvocato di Paulina Torres, Camilo Saldivia, ha sottolineato la portata del precedente legale per il Paese sudamericano: nelle future controversie sugli animali domestici, i tribunali non potranno più limitarsi a invocare i nudi diritti di proprietà, ma avranno l’obbligo di valutare gli effetti concreti che le loro decisioni avranno sulla salute e sulla vita dell’animale.