Porte sbarrate e disponibilità ritirate non appena comunicato il nome del progetto benefico. Nove tra le principali arene degli Stati Uniti, inclusi il Madison Square Garden di New York e il Kia Forum di Los Angeles, hanno rifiutato di ospitare le tappe americane del “Free Palestine”, il tour organizzato dal rapper Macklemore per raccogliere fondi destinati alla popolazione della Striscia di Gaza. Un blocco sistematico che fa seguito al successo delle date europee di Dublino, Parigi e Londra, e che ha spinto il musicista a denunciare pubblicamente le dinamiche di censura dell’industria dello spettacolo statunitense.
La dinamica del rifiuto è stata ricostruita dallo stesso artista sui propri canali social: “A metà settembre avevamo ricevuto le disponibilità di date di queste arene fino a fine anno. Ma una volta che hanno scoperto che si trattava dei miei concerti benefici per la Palestina, queste date improvvisamente non andavano più bene. Le porte si sono chiuse”, ha spiegato Macklemore. “Le conversazioni sono state tutte diverse, ma il risultato è stato lo stesso. Gli spettacoli non si potevano tenere in questi luoghi. In oltre 20 anni di tour, non mi era mai accaduto nulla del genere”.
Tra le strutture coinvolte figura il Madison Square Garden. MSG Entertainment, la società che gestisce l’arena newyorkese, ha fornito una propria versione a Variety, smentendo motivazioni politiche e giustificando il diniego con ragioni commerciali e di capienza. I portavoce hanno definito le proprie location tra le più frequentate al mondo, con disponibilità estremamente limitate, liquidando la questione con una motivazione tecnica: Macklemore “non è un artista in grado di riempire un’arena”. Nessuna risposta ufficiale è invece pervenuta dai rappresentanti del Kia Forum di Los Angeles.