Perché sembrava un falso: il taglio antico e la montatura ossidata - 3/4
Ma come ha fatto una pietra di questo calibro a finire in una scatola di cianfrusaglie e a passare inosservata per decenni, senza che nessuno — né la proprietaria, né i suoi conoscenti — sollevasse dubbi? Il segreto risiede nella sua natura antica. Gli specialisti fanno risalire la gemma al XIX secolo, un’epoca in cui le tecniche di lavorazione rispondevano a criteri estetici completamente opposti a quelli odierni. “Questi vecchi diamanti taglio cuscino hanno un fascino e un carattere meravigliosi”, spiega Wyndham. “A differenza dei diamanti moderni, tagliati per massimizzare la brillantezza e il ritorno di luce, i diamanti antichi venivano lavorati per mostrare il loro ‘fuoco’, ovvero la scomposizione della luce nei suoi colori spettrali. All’epoca doveva apparire magnifico alla luce delle candele”.
A ingannare l’occhio contemporaneo è stata anche l’ossidazione della montatura. L’anello era forgiato in una lega di argento e oro, molto comune alla fine dell’Ottocento, che nel corso dei decenni si era annerita e opacizzata. “Vale la pena ricordare che l’anello doveva avere un aspetto molto diverso quando è stato creato”, precisa l’esperta. “In origine doveva avere un aspetto molto più luminoso, esaltando la brillantezza complessiva del gioiello”. A tutto questo si univa il fattore psicologico: le dimensioni spropositate della pietra paradossalmente rassicuravano chi la guardava, convincendo tutti che fosse troppo grande per essere vera.