L'incredibile scoperta trent'anni dopo - 2/4
La situazione si ribalta nel 2017. La proprietaria, senza particolari aspettative, decide di far esaminare l’anello da un gioielliere locale. Il professionista capisce al primo sguardo di trovarsi di fronte a qualcosa di anomalo: sospetta che sia un diamante autentico, ma la pietra è talmente massiccia da non entrare negli strumenti standard per misurarne i carati. La donna si rivolge così alla casa d’aste Sotheby’s, che a sua volta invia il gioiello al Gemological Institute of America (GIA) per una valutazione tecnica.
Il referto del laboratorio è sbalorditivo: quella gemma scambiata per decenni per un fondo di bottiglia è un diamante autentico con taglio a cuscino, del peso enorme di 26,27 carati, con un grado di colore I e un’impressionante purezza classificata come VVS2.
“La prima volta che ho visto il diamante di persona, è stato subito chiaro che si trattava di una pietra speciale”, racconta Jessica Wyndham, capo del dipartimento di Alta Gioielleria in Europa per Sotheby’s. “Possedeva un fascino che solo i vecchi tagli di diamanti possono offrire, con un bagliore più morbido e luminoso, che gli conferisce un’attrattiva unica”.