Eugenio Finardi: "Mia moglie è partita subito per la comunità" - 2/3
“Mia moglie è partita subito per la comunità.- ha continuato – Elettra aveva ancora cinque anni, quindi è andata dalla nonna a Vicenza, e hanno mandato me in Canada, perché io ero famoso in Italia e la comunità si deve affrontare puliti, senza un passato”.
E ancora: “Un luogo dove ti portano all’esasperazione, anche alla fatica. Tutti sorvegliano tutti. Non era permesso alcun tipo di contatto umano, non potevamo nemmeno dire “per favore” e “grazie”. È una questione di disciplina, per non essere manipolatori, per non essere falsi. Dovevi essere assolutamente dritto, quindi, per cominciare, bisogna piegare l’albero dall’altra parte. Lo scopo della comunità è spezzarti, cioè spezzare la tua idea di te e aiutarti a ricostruirti in maniera sana”.
Il racconto prosegue: “Drogarsi è un modo per cercare di togliersi i dolori, e certi dolori dello spirito si possono togliere solo con la verità. La verità rende liberi. Anche la verità emotiva, l’onestà con se stessi e con i propri sentimenti. La mamma di Elettra era positiva all’epatite C e, purtroppo, se n’è andata a 56 anni, un anno prima che trovassero la cura. Elettra è rimasta senza mamma. Purtroppo di tutte le scelte si pagano le conseguenze”.