Gianluca Gazzoli: “Oggi molti fanno dieci puntate e all’undicesima chiudono” - 3/3
Adesso, sia “Passa dal BSMT” che “Elisa True Crime” sono molto ascoltati. Ma prima del successo, altre idee non hanno avuto lo stesso slancio: “Al BSMT avevo creato un format che si chiamava “Impizzati”, in cui mangiavamo una pizza con gli ospiti. Era divertente e c’erano anche delle challenge, ma risultava fin quasi troppo televisivo per essere da Spotify, era difficile portarlo avanti – ha spiegato Gazzoli –.
Oggi molti fanno dieci puntate e alla undicesima chiudono. Non puoi pensarla così perché questo prodotto ha un altro tipo di fruizione. Poi sono ancora convinto che i progetti realizzati per passione battano quelli fatti per soldi. Ovviamente dobbiamo mangiare tutti, ma se parti con l’intento di arricchirti non ce la farai mai”.
Per “Elisa True Crime”, Edoardo Coniglio aveva provato a mettersi in gioco davanti alla telecamera con il proprio testo, trattando i crimini con una lente d’ingrandimento diversa da quella della moglie. Ma “è stato un disastro clamoroso. E mi sono detto che forse era meglio continuare a rimanere nel backstage”.
Da quando i due podcast sono partiti, sono trascorsi ormai diversi anni. Ma fra tre, ha sottolineato Gazzoli, “non immagino niente di diverso. Solo che sempre più persone se ne accorgano. Il podcast ha già più influenza di qualsiasi altro media, solo che alcuni faticano ad accettarlo. È un mondo diverso da quello precedente, in cui dovevi sgomitare per pochi posti. Qui c’è spazio per tutti ed è bello vedere che chi all’inizio era scettico su ciò che stavo costruendo ora registra un podcast”.
Per il futuro di questi prodotti, Elisa De Marco ha invece scelto la parola trasversalità: “Penso sarà un prodotto fruibile in tantissimi modi”. Il marito Edoardo Coniglio ha invece ragionato sull’utilizzo dell’AI: “Vorrei che tra 3 anni il podcast fosse reale. Per quanto le macchine siano utili, non possono darti quell’anima di verità”.