“Il video è il presente e il futuro dei podcast”. A spiegarlo è Spotify, che ha presentato a Milano i nuovi dati del 2026 sul consumo di questi prodotti in Italia. “Nel 2019 il formato era una scommessa, non sapevamo se sarebbe potuto diventare un fenomeno di massa. Adesso, sta segnando la nostra epoca. La gente ascolta le storie e i suoi argomenti preferiti – ha spiegato Francesco Buccino, del team podcast di Spotify –. Anche l’impatto del video è inimmaginabile, oltre 500 milioni di persone hanno guardato un video podcast sulla piattaforma”.
Secondo l’analisi condotta dal colosso dello streaming svedese, l’Italia è il sesto Paese al mondo per l’adozione di video podcast. In un solo anno gli utenti mensili sono aumentati del 40%, il numero dei prodotti è salito del 67% e il consumo è quasi raddoppiato, con un incremento del 97%. Tra le novità che Spotify sta implementando, ma non ancora disponibile nel nostro Paese, c’è la “prompted playlist”, una lista di podcast realizzata dalla stessa applicazione in base alle richieste dell’utente attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Dal 20 ottobre, invece, lo Spotify Partner Program permette agli abbonati premium di guardare senza interruzioni pubblicitarie i podcast video. Un formato sempre più accattivante per creator e utenti. “Per me se oggi non c’è il video, eccetto idee incredibili, parti zoppo – ha sottolineato Gianluca Gazzoli, conduttore di “Passa dal BSMT”, tra i podcast di interviste più apprezzati in Italia –. La telecamera crea il contatto con l’host o con l’ospite, puoi vedere le loro espressioni e questo fa la differenza. Vent’anni fa c’erano più soldi, ma oggi abbiamo l’opportunità di arrivare dappertutto ed è pazzesco”.
A fargli eco anche Elisa De Marco, volto di “Elisa True Crime”, podcast che tratta cold case e storie di cronaca nera: “Anche da utente, ho sempre avuto bisogno della componente visiva. Ho ascoltato anche molti prodotti audio, per esempio sono fan di Nazzi. Ma se dovessi scegliere, preferirei il video. Sapendo di poter essere espressiva, io in primis credo di poter raccontare meglio la storia e rendere l’esperienza più immersiva”.