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“Nel 2019 erano una scommessa, ora stanno segnando la nostra epoca”: Spotify punta sui video podcast. Gianluca Gazzoli: “Senza immagini parti zoppo”

Ecco i dati del 2026 sul consumo dei podcast formato video: il numero dei prodotti è salito del 67% e il consumo è quasi raddoppiato, con un aumento del 97%

di Gabriele Scorsonelli
Elisa True Crime: “Ho capito che il podcast stava funzionando quando mi hanno riconosciuta in Cina” - 2/3

Elisa True Crime: “Ho capito che il podcast stava funzionando quando mi hanno riconosciuta in Cina” - 2/3

Entrambi i conduttori hanno poi riavvolto il nastro dei loro progetti, fino a raccontarne la genesi: “Il BSMT è nato nel 2021-2022. Parte da un’esigenza personale, avevo voglia di fare lunghe chiacchierate e in nessun media, per come erano strutturati, era possibile realizzare la mia idea – ha evidenziato Gazzoli –. Nel 2022 ho potuto fare all-in. Ho raccolto le mie passioni all’interno di un seminterrato, con un microfono e delle telecamere. Ho invitato amici del vecchio e del nuovo mondo, io ero cresciuto in mezzo”. Adesso, dopo cinque anni, “sono felice dell’essere riuscito a creare una squadra che ci permetta di tenere la barra dritta. Il BSMT ha avuto delle fasi, volevo fare qualcosa che impattasse sulla vita delle persone ed è bello vedere che sia sempre più rilevante. Riusciamo a invitare superospiti, ma anche professori, artisti, imprenditori. Credo che la gente rimanga un po’ perché segue la mia curiosità e un po’ perché pensi che se c’è qualcuno seduto a quel tavolo, un motivo ci sarà”,

“Elisa True Crime”, invece, è nato per caso. “Vivevamo in Cina per il lavoro di mio marito Edoardo (Coniglio, co-autore del podcast, ndr) – ha ricordato Elisa De Marco –. Eravamo lì quando è scoppiato il Covid, ero incastrata e non potevo lavorare. All’inizio non sapevo neanche che si potesse guadagnare con un podcast, ma ci ho messo subito impegno e costanza e nel giro di pochi mesi sono arrivate anche le entrate economiche”. Oggi la coppia lavora a “Elisa True Crime” e “Partners in (True) Crime”.

Se c’è stato un momento in cui i due hanno capito che il progetto poteva essere un mestiere? “Il giorno in cui mi sono licenziato e mi sono lasciato alle spalle la carriera che avevo costruito negli anni – ha rivelato Edoardo Coniglio -. Ma un ruolo importante lo hanno avuto anche le persone che ci hanno accompagnato con il loro affetto”. Diverso, invece, il ricordo di Elisa De Marco: “Ho capito che stava davvero partendo qualcosa quando una coppia di italiani mi ha fermata in Cina. Eravamo in un locale, sono andata in bagno e ho sentito urlare: “Elisa True Crime”. Nessuno mi conosceva, eravamo in una bolla dall’altra parte del mondo”.

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