Una lunga chiacchierata che parte dall’infanzia, dal piccolo paese di trecento abitanti in cui viveva e dai che già allora la portavano lontano: “Volevo girare il mondo e fare l’interprete“. Michelle Hunziker si racconta a Chi e non mancano passaggi molto intimi. A cominciare dal rapporto con il padre. “Il perdono mi ha aiutata moltissimo nella vita. Sono stata arrabbiata con mio padre dai 14 anni fino ai 19, forse anche oltre”, racconta. Un padre alcolista che, spiega, “era un uomo estremamente sensibile, un artista: dipingeva, suonava e aveva studiato al conservatorio. La depressione lo portava a rifugiarsi nell’alcol, ma nei momenti in cui riusciva a stare lontano dal bere era un uomo meraviglioso”.
Poi c’è il capitolo famiglia. Diventata nonna a 46 anni, Hunziker racconta l’emozione vissuta alla nascita del nipote: “Non si può spiegare l’amore che nasce per un nipote. Ho avuto la possibilità di assistere al parto di mia figlia, perché me lo hanno chiesto sia lei sia Goffredo (Cerza, marito di Aurora, ndr). È stata una delle esperienze più belle della mia vita, insieme ai miei stessi parti. Vedere tua figlia partorire una creatura che è la continuazione della tua vita, che porta dentro di sé il tuo Dna, e renderti conto che la vita continua è un’emozione senza eguali. Mi commuovo ancora a raccontarlo”.