Si torna a parlare della morte di Trevor Dietz, manager dei Fontaines D.C. figura centrale della scena notturna di Dublino. La notizia è stata data dalla band lo scorso 9 giugno sui social, con un messaggio in cui i musicisti raccontano di aver perso, domenica 7 giugno, un caro amico oltre che il manager. Aveva 47 anni.
Per il gruppo di Grian Chatten, Dietz era molto più di un professionista. Nel comunicato, la band ha scritto di non aver mai conosciuto i Fontaines D.C. senza di lui, definendolo “il sesto membro della band”, ricordandone la passione per ciò che è giusto e la fermezza nelle proprie convinzioni.
In queste ore è emerso, come riporta il tabloid The Sun, che l’inchiesta ha stabilito che “Trevor Dietz si è tolto la vita, in seguito a una caduta dall’alto, da tempo aveva problemi di salute mentale.
Durante l’udienza presso il tribunale dell’East Sussex, è emerso che l’uomo si sentiva “sopraffatto” dai propri problemi di salute mentale ed era diventato “sempre più angosciato” dagli eventi globali, in particolare dalla situazione a Gaza.
Oltre al suo contributo all’industria musicale, Trevor era noto per il suo impegno a favore dei diritti umani dei palestinesi e contro il genocidio.
Dalle testimonianze raccolte è emerso inoltre che Trevor si era rivolto al proprio medico di base e ad altri specialisti della salute mentale per affrontare un disturbo d’ansia persistente, nonché per pensieri di natura suicidaria.
La sorella e la compagna erano presenti in aula, mentre il fratello ha seguito il procedimento da remoto tramite collegamento video. In una dichiarazione letta dal medico legale, la sorella Helena Prentice ha descritto il defunto come un uomo profondamente impegnato in cause umanitarie, con una particolare sensibilità verso la questione palestinese.
“Per tutta la vita si è dedicato con passione a questioni umanitarie, in particolare alla causa palestinese; trovava molto difficile accettare la sofferenza di persone innocenti”, si legge nella dichiarazione. Helena lo ha ricordato come una persona “eccezionalmente intelligente, gentile e compassionevole”, sottolineando come negli anni avesse combattuto contro una “ansia ricorrente”.
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