Sayf: "Vi rendete conto che c’è una censura incredibile in atto o no?" - 2/6
Sayf ha scritto una lunga serie di stories. La sua tesi: puntare il dito contro gli eccessi serve a “delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona”.
Poi il salto indietro nel tempo, fino al G8 del 2001 nella sua città: “Forse vi dimenticate che i black bloc erano carabinieri infiltrati. Così come a Genova nel 2001, da sempre chi fa casino nelle manifestazioni è chi ha bisogno di delegittimarle, chi ha bisogno di un pretesto per usare altra violenza”. Una lettura personale, che nel pezzo resta tale. Sayf stesso, del resto, mette un paletto: “Nessuno giustifica il vandalismo gratuito”.
Il vero bersaglio è un altro: “La violenza delle manifestazioni non è e non sarà mai paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone. Ma vi rendete conto che per giorni di proteste al Sud non è uscita una notizia? Vi rendete conto che c’è una censura incredibile in atto o no?”. Il rapper chiede di indignarsi per il futuro rubato, per l’1% che ha in mano il 99% della ricchezza, per il “genocidio in atto” nel Mediterraneo, “come vi indignate per le vetrine rotte”.
Chiude con un appello a deporre le armi della polemica: “Senza litigare ulteriormente, veramente. Siamo noi, tutti insieme, sotto, contro loro, sopra”. La sintesi è già diventata slogan: “Non c’è destra o sinistra, ma c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto“.