La chat anti-scrocconi di Rovereto - 2/3
Con il trasferimento della 57enne a Rovereto e le prime segnalazioni di avvistamento, è scattata immediatamente la rete di autotutela dei commercianti locali. Gli esercenti della zona si sono organizzati in una chat per scambiarsi informazioni in tempo reale, condividere fotogrammi e mettere in guardia i colleghi da clienti sospetti. Ciro Di Vito, presidente della sezione Rovereto e Vallagarina dell’Associazione pubblici esercizi del Trentino, ha spiegato la genesi di questa barriera digitale: «L’idea è nata due anni fa, quando due personaggi giravano per Rovereto entrando nei negozi e rubando diverse cose. Creavano problemi anche nei bar e nei ristoranti, seguiti dalle lamentele degli esercenti». Un’iniziativa di difesa diventata oggi fondamentale: «È nata questa chat per avvisarci reciprocamente ed evitare che succeda di nuovo a qualche altro esercente. Oltre ai carabinieri, alziamo l’attenzione su un problema che dilaga. Non ce l’abbiamo con le forze dell’ordine, ma non potevamo stare inermi. È uno strumento di autotutela fra di noi e devo dire che funziona».