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“L’amico di Liam Payne è stato scagionato da ogni responsabilità penale, e le autorità argentine stanno prendendo tempo”: ecco perché potrebbe non esserci alcun processo per la morte dell’ex One Direction

Nonostante siano passati due anni dalla morte del cantante, precipitato dal balcone di una stanza d'hotel a Buenos Aires, sono ancora molte le domande senza risposta

di Emanuele Corbo
Chi ha venduto la dose letale a Liam Payne? - 2/5

Chi ha venduto la dose letale a Liam Payne? - 2/5

Tra le prime domande che attendono risposta c’è quella relativa all’identità di chi ha materialmente fornito la dose letale a Liam. Gli esami tossicologici, infatti, hanno confermato la presenza di un cocktail letale composto da “alcol, cocaina e un antidepressivo prescritto” nell’organismo del cantante. Ezequiel Pereya, 22 anni, e Braian Paiz, 26, attualmente sono rinchiusi in un carcere argentino in attesa di processo con l’accusa di aver venduto sostanze stupefacenti a Payne, ma sarebbero in corso trattative per un patteggiamento. Paiz era impiegato in un ristorante di Buenos Aires quando ha incontrato la vittima per la prima volta il 2 ottobre 2024. Stando al suo racconto, Liam gli avrebbe chiesto della cocaina, richiesta avanzata anche pochi giorni dopo. Nella sua deposizione, Braian ha ammesso: “Alla fine mi ha convinto a procurargliela. E, a dire il vero, non volevo perdere l’occasione di rivederlo. Per questo ho accettato”. È emerso che Liam si procurava droga da fonti diverse, e il tabloid britannico si chiede come abbia fatto una star del suo calibro “a diventare un bersaglio per gli spacciatori locali. Esisteva forse una rete più ampia che sfruttava gli ospiti vulnerabili del Casa Sur?”.

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