L'ex addetto stampa di Diana: "Era qualcosa che sentiva di fare e che faceva per necessità, ma anche per noia" - 2/2
Diana, che percepiva sempre un forte senso del controllo sulla sua vita, non appena poteva cercava di trovare il modo per evadere da Kensington Palace. La sua destinazione non era sicuramente, però, usuale per svagarsi, tantomeno per un membro della famiglia reale.
“Diana cercava di scappare, dicendo alla sua guardia del corpo: ‘Stasera non vado da nessuna parte. Puoi prenderti una serata libera’. E puntualmente, lei si metteva a guidare per Paddington. Non solo per dare soldi alle prostitute, ma anche per passare e vedere come se la cavavano i senzatetto” ha raccontato l’ex addetto stampa.
Arbiter, però, non legge come semplice generosità la spinta della principessa a compiere questo gesto: “Era qualcosa che sentiva di fare e che faceva per necessità, ma anche per noia“.
Arbiter, infine, non ha risparmiato neanche critiche al libro pubblicato recentemente dal fratello di Lady Diana, nel quale fornisce un’immagine totalmente negativa di Re Carlo. Arbiter, che fu responsabile della gestione dei media per il funerale della principessa nel 1997, ricorda un Carlo completamente diverso.
“Non è proprio nella natura di Carlo essere il tipo di persona che Spencer descrive. Lo vidi poche ore dopo la morte di Diana. Quando scese da quell’aereo, non credo di averlo mai visto così sconvolto dalla morte del suo prozio, Lord Mountbatten. Era a pezzi. Che Spencer suggerisca che fosse come qualcuno che ha vinto alla lotteria è pura fantasia. È un mondo a parte” ha dichiarato nella trasmissione del Daily Mail.