Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti. Si chiama così il film presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma. Protagonista, naturalmente, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Alla regia Dario Zonta e Carlo Zoratti. Il film ripercorre la sua vita dall’infanzia in poi, con la musica sempre presente, ma senza fermarsi alla carriera. Dentro c’è anche la parte più intima: la famiglia, i ricordi, l’incidente in bicicletta a Santo Domingo nel 2023 e il lungo percorso per rimettersi in piedi.
“Ho fatto solo il primo passo: ho dato a loro le chiavi di casa. Non volevo il controllo di questo film, perché sarebbe diventata la solita cosa mia, dove ho sempre il controllo del prodotto finale”, ha raccontato Jovanotti in conferenza stampa riferendosi ai due registi. E quando ha visto il risultato? “Mi sono commosso, divertito e anche stupito. Mi sono sorpreso della mia sorpresa. Stavolta ero io il pubblico”. Un viaggio nella propria vita che, ha spiegato Lorenzo Cherubini, lo ha anche “inquietato, disturbato nel senso migliore del termine, perché ho sentito che metteva anche un punto. E a me non piacciono i punti, mi piacciono i due punti, le virgole, i puntini di sospensione”. Quel punto riguarda la fine di “quel Jovanotti lì”. Una conclusione che però non sembra spaventarlo, anzi: lo porta a chiedersi semplicemente “e ora?”.
Tra le immagini recuperate per il documentario ci sono anche i Super8 girati dal padre e dalla madre. Ed è proprio lì che il film lo costringe a fare qualcosa che, racconta, tende normalmente a evitare: guardare indietro. “Io sono uno che rimuove il passato, invece ora mi hanno costretto a guardarlo e ci devo fare i conti (…). Ti rendi conto che stai diventando tuo babbo, emergono pensieri rispetto alla tua mamma, ai suoi silenzi, che quando sei giovane non fai”. Alla fine, per Lorenzo Cherubini, questo film è anche un modo di conoscersi meglio: “È un po’ come andare in analisi senza esserci mai andato”. E chiude con una riflessione che sembra riassumere il senso del documentario: “Se questo film può essere utile a qualcuno, è tornare alla nostra infanzia, riconnettersi con quel bambino, perché lì c’è il tesoro”.