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“Era una cosa grossa”: risolve una congettura matematica, ma ChatGPT pubblica la stessa dimostrazione quattro ore prima di lui. Scienziato se ne accorge ad una festa e va su tutte le furie

Un modello non ancora accessibile al pubblico ha elaborato centinaia di preprint, anticipando il lavoro dei ricercatori umani. Il fisico Edward Witten critica l'esposizione dei testi, mentre l'accademia teme per il futuro della condivisione scientifica

di Redazione FqMagazine
“Era una cosa grossa”: risolve una congettura matematica, ma ChatGPT pubblica la stessa dimostrazione quattro ore prima di lui. Scienziato se ne accorge ad una festa e va su tutte le furie

La sera del 6 ottobre, durante la festa di inizio anno accademico della School of Mathematics all’Institute for Advanced Study (IAS) di Princeton, OpenAI ha pubblicato online 722 preprint contenenti 372 risultati di matematica avanzata. Constantin Kogler, giovane ricercatore dell’IAS, ha esaminato i documenti dal proprio smartphone durante il ricevimento, scoprendovi la dimostrazione della congettura sugli “exact overlaps”, un principio fondamentale in informatica e bioinformatica. Kogler e un collega avevano risolto il medesimo problema appena dieci giorni prima e ne stavano ultimando la stesura.

“Era una cosa grossa”, ha dichiarato il ricercatore alla rivista Science, “direi una svolta importante nel campo”. Rientrato a casa, Kogler ha pubblicato immediatamente il proprio studio, uscito con sole quattro ore di ritardo rispetto ai documenti generati dall’algoritmo.

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